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Rifondazione Comunista e Sel: "Sul caso dei Rom a Colignola convocare un tavolo di area vasta"
Di Fabrizio (del 28/08/2011 @ 09:26:48, in Italia, visitato 1400 volte)

Segnalazione di Sara Palli da PisaNotizie, un giornale che si è seriamente impegnato, sin dalla sua fondazione, a seguire questa storia. Dopo gli ultimi sgomberi e le proteste dei "soliti noti", la politica sembra stia riprendendo il suo ruolo. Personalmente non conosco bene la situazione pisana tanto da fare delle valutazioni, ma giova ricordare che quella stessa esperienza di Città Sottili che ora il comune di Pisa vorrebbe azzerare, in passato ha funzionato bene, grazie al coinvolgimento di diversi soggetti. Forse il sindaco pensava di poterla cancellare con un colpo di spugna, senza che nessuno degli attori di allora fiatasse?

Dopo gli sgomberi dei giorni scorsi, prendono parola congiuntamente il segretario provinciale di Rifondazione, Luca Barbuti, e il coordinatore provinciale di Sel, Dario Danti. Netta opposizione alle politiche sociali dell'Amministrazione pisana: "Chiederemo con i nostri amministratori locali di fare chiarezza su quanto accaduto: occorre un deciso cambio di passo per affrontare la questione dei bisogni e delle necessità sociali. Subito confronto fra enti locali e associazioni, volontariato, comunità parrocchiali per valutare ipotesi di sistemazioni provvisorie, ma non precarie"

Non smette di suscitare polemiche e prese di posizione lo sgombero attuato dall'Amministrazione Comunale di Pisa delle 27 famiglie rom (un totale di circa 80 persone di cui 30 minori) dal campo alle spalle dell'ospedale di Cisanello.

Dopo l'immediato intervento dell'assessore alle politiche sociali, Salvatore Allocca, in cui lo stesso aveva parlato di una scelta "sorprendente e preoccupante" - anche alla luce di quanto concordato in una riunione della cabina di regia regionale sui rom a cui il Comune di Pisa era presente - e dopo la lettera aperta agli amministratori comunali da parte dei sei sacerdoti della diocesi pisana, Don Luigi Gabbriellini, Don Agostino Rota Martir, Don Vio Romeo, Don Roberto Filippini, Don Antonio Cecconi e Don Sergio Prodi, arriva la presa di posizione da parte di Rifondazione Comunista e Sel, per voce rispettivamente del segretario provinciale, Luca Barbuti, e del coordinatore provinciale, Dario Danti.

In un comunicato inviato agli organi di stampa, Barbuti e Danti chiedono la convocazione un tavolo di area vasta per ovviare al ricorso agli sgomberi. Un'iniziativa che ha anche un riflesso politico, visto che si tratta della prima volta che gli organi provinciali dei due partiti prendono pubblica posizione in maniera congiunta su una questione di carattere sociale, come nel caso degli sgomberi dei rom dal territorio pisano.

L'incipit della lettera di Barbuti e Danti non lascia dubbi sugli intenti del documento, uniti in questo specifico caso nella comune opposizione alla politiche sociali avanzate dal Comune di Pisa: "Abbiamo condannato fermamente lo sgombero, messo in atto dall'Amministrazione comunale di Pisa, delle 27 famiglie rom, circa 80 persone di cui 30 minori, dal campo alle spalle dell'ospedale di Cisanello. Continuiamo a non condividere la politica del sociale della giunta Filippeschi".

Dopo aver ricordato a loro volta la netta presa di posizione dell'Assessore Alloca, Danti e Barbuti lanciano la loro proposta, che nei prossimi giorni non mancherà di sollevare più di una reazione: "Chiederemo con i nostri amministratori locali di fare chiarezza su quanto accaduto, visto anche il coinvolgimento dei singoli comuni dell'area pisana, proprio perché occorre un deciso cambio di passo per affrontare la questione dei bisogni e delle necessità sociali".

E dopo aver sottoscritto la critica che i sei sacerdoti della diocesi pisana hanno rivolto all'Amministrazione e a una parte della cittadinanza in merito alla percezione dei rom come "una realtà fastidiosa da ignorare e/o da reprimere", e sposando dunque senza eccezioni la visione di "persone con una loro dignità, soggetti di diritti oltre che di doveri", i due rappresentanti hanno indicato i prossimi passaggi che intendono assolvere in merito alla questione: "Convocare un tavolo di area vasta, o meglio riattivare un'esperienza che in passato proprio nella Società della Salute pisana aveva trovato la sua positiva attuazione in progetti di accoglienza e integrazione delle famiglie rom".

"Solo con un confronto fra gli enti locali - continuano Danti e Barbuti - aperto alle realtà dell'associazionismo, del volontariato, delle organizzazioni laiche e delle comunità parrocchiali per valutare ipotesi di sistemazioni provvisorie, ma non precarie, nonché una seria e non allarmistica campagna d'informazione sulla presenza e le problematiche dei rom sul territorio pisano, può far uscire la nostra zona da un'emergenza sociale. Sinistra Ecologia Libertà e Rifondazione Comunista faranno la loro parte come l'hanno sempre fatta per i diritti e l'accoglienza. Nessuno escluso".

Al di là del "casus" specifico, è lecito domandarsi quanto questa netta presa di posizione inciderà sugli equilibri politici dei comuni dell'area vasta il cui intervento in merito alla questione è stato invocato apertamente dai due rappresentanti. Per quanto concerne la politica pisana, intanto, si registra l'ennesima presa di distanze sulle politiche sociali condotte dall'attuale amministrazione, in attesa che l'ormai spinosa vicenda nella quale sono coinvolti quasi un centinaio di uomini, donne e bambini, possa trovare presto una sua soluzione.