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Rom: polemica tra Sel e la giunta
Di Fabrizio (del 21/02/2011 @ 09:32:59, in Italia, visitato 1321 volte)

Segnalazione di Sara Palli

PISA notizie - Botta e risposta tra il consigliere Scaramuzzino e l’assessore Maria Paola Ciccone in Consiglio Comunale

Breve ma importante discussione ieri (giovedì 17 febbraio) in Consiglio Comunale a Pisa sulla questione degli sgomberi dei campi rom nella nostra città. A porre il problema e a chiedere chiarimenti con un question time è stato il capogruppo in consiglio di Sinistra Ecologia e Libertà, Carlo Scaramuzzino. Quest'ultimo nel suo intervento ha ricordato la tragedia dei bambini morti a Roma citando le parole di preoccupazione espresse in questi giorni dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, in seguito a tale episodio.

"Chiediamo al Sindaco - spiega Scaramuzzino nella sua illustrazione - se considera giunto il momento per affrontare in sede consiliare una discussione complessiva sulla presenza dei cittadini rom nel nostro territorio, così come da lui stesso proposto nei mesi scorsi, in occasione di risposte date a interpellanze su fatti di cronaca che hanno coinvolto la popolazione rom. E se ritiene di poter soprassedere alla decisione di dare seguito agli sgomberi, in attesa dello svolgimento della seduta consiliare, nel corso della quale potrebbero essere esaminate soluzioni eque e solidali per le popolazioni rom in difficoltà".

Vista l'assenza del sindaco a causa di una indisposizione fisica, a rispondere al question time è l'assessore alle politiche sociali Maria Paola Ciccone. La risposta dell'assessore appare però molto risentita e polemica nei toni e nei contenuti per le questioni sollevate dal consigliere comunale.

"Esprimendo il mio dispiacere per quanto avvenuto a Roma, voglio ricordare che il comune di Pisa è uno dei pochi in Italia che ha messo a disposizione delle famiglie Rom 400 alloggi, cose che pochi comuni hanno fatto. Pisa non è quindi una città a cui si possono fare lezioni di accoglienza".

"Per primi - prosegue l'assessore - abbiamo denunciato le condizioni di vita dei campi abusivi in cui non si rispetta il diritto minimo alla salute dei bambini. Mantenere questi campi significa negare i diritti dell'infanzia".

Rispetto agli imminenti sgomberi, l'assessore precisa: "Stiamo facendo rispettare l'ordinanza fatta dal sindaco nel dicembre del 2009 e così chiuderemo in modo graduale gli insediamenti della Bigattiera e di via Maggiore di Oratoio, come previsto dal protocollo d'intesa triennale siglato un anno fa da Regione e Comuni della Zona Pisana. E continueremo a smantellare i nuovi accampamenti che sorgeranno sul territorio comunale perché sono luoghi pericolosi per la salute e la sicurezza di chi ci vive".

"Parallelamente - conclude la Ciccone - proseguiremo anche il lavoro con la Regione perché è importante che tutti facciano la loro parte per quanto riguarda l'accoglienza: a Pisa lo abbiamo già fatto ampiamente negli anni passati e continueremo a farlo. Ma non possiamo continuare da soli: se non si attivano anche gli altri, continueremo a essere il polo attrattore di ulteriori nuovi arrivi".

Per nulla soddisfatto delle risposte avute si dichiara il consigliere di Sel che nella sua replica afferma: "Tutte le mie domande sono state eluse. Avevo chiesto chiarimenti precisi riguardo al fatto se il sindaco, così come aveva annunciato negli scorsi mesi, fosse intenzionato ad affrontare la questione in un consiglio comunale ad hoc e quando questo si sarebbe svolto, ma al riguardo l'assessore non ha detto nulla, come nulla ha detto rispetto alle modalità di sgombero e agli interventi da parte dei servizi sociali nei confronti di coloro che abitano in questi campi che sarebbero stati predisposti".

"Il mio question time - conclude Scaramuzzino - è stato eluso dall'assessore che ha fatto una storia degli investimenti del comune di Pisa e del programma Città Sottili, che noi tra l'altro abbiamo sempre difeso da chi lo voleva chiudere, e non posso che prenderne atto".

Questo dibattito si intreccia anche con quanto avvenuto nella giornata di mercoledì in Consiglio Regionale con l'approvazione di una mozione da parte di tutti i partiti della maggioranza in cui si impegna la Giunta stessa a "predisporre un piano, corredato dalle risorse necessarie, per attivare ogni strumento utile a superare le attuali condizioni di pericolo e di degrado in cui versano uomini, donne e bambini di etnia Rom soggiornanti sul territorio toscano".

Soddisfazione è stata espressa al riguardo da parte di Rifondazione Comunista di Pisa per tale mozione e sulla base di questa si chiede una discontinuità da parte dell'amministrazione comunale di Pisa rispetto a come è stata fino ad ora affrontata la questione della presenza della comunità rom nel nostro territorio.

"Purtroppo alcune amministrazioni toscane, negli ultimi anni - afferma il segretario provinciale del Prc, Luca Barbuti - non hanno saputo resistere alla facile politica della "sicurezza", hanno creato e risolto falsi allarmi come quelli delle "invasioni" di nomadi e le politiche degli sgomberi hanno preso il sopravvento anche nelle nostre città e dintorni. Ma finalmente oggi il consiglio regionale della toscana, con un documento a firma di tutti i capigruppo di maggioranza, ha ristabilito quella dignità e umanità che ha sempre contraddistinto l'istituzione regionale".

"La Regione Toscana ha preso finalmente l'iniziativa sulla situazione dei Rom - prosegue Barbuti - e approvando il documento consiliare, si è impegnata per un'integrazione di queste persone. L'auspicio è che quello della Regione sia un esempio che tutte le istituzioni locali che sino ad oggi si erano lasciate trascinare dal "leghista pensiero" riflettano su cosa sta producendo la politica dell'espulsione, dello sgombero nel nostro paese e recuperino quella guida sociale, quella solidarietà e dovere legislativo che compete a chi fa parte di una comunità come quella Toscana storicamente dedita all'accoglienza, alla solidarietà, al rispetto dei diritti umani".

Da qui la federazione pisana del PRC rivolge un forte appello "all'amministrazione del Comune di Pisa, che negli ultimi mesi ha abbandonato questo senso di civiltà effettuando continui sgomberi nei campi di periferia. La speranza a questo punto è che, conseguentemente all'impegno assunto dalla Regione Toscana, l'amministrazione Filippeschi, sospenda gli sgomberi e tramite la Società della salute e il coinvolgendo dei tanti soggetti, primi tra tutti la comunità Rom che nel recente passato hanno contribuito al soddisfacente successo dei progetti di integrazione, si faccia trovare pronta a riattivare i percorsi di inclusione sociale quando la Regione avrà predisposto il piano".