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38^ giornata internazionale del popolo Rom e Sinti
Di Fabrizio (del 25/03/2009 @ 08:53:36, in Italia, visitato 1661 volte)

Ricevo da Demir Mustafa

FIRENZE - Teatro Puccini
mercoledì 8 aprile

h. 17-21 Foyer del Teatro Puccini

Mostre Fotografiche sul popolo Rom - Progetto Rom Toscana e Ko Phiripè Vaktesa In Cammino Nel Tempo

h. 17 Ridotto Teatro Puccini
Presentazione GIORNATA INTERNAZIONALE

  • Demir Mustafa - Coordinatore Ass.ne Amalipe Romano
  • Lucia De Siervo - Assessore all'Accoglienza del Comune di Firenze
  • Martin Demirovski - Political advisor to Member of European Parliament Previously working for the OSCE mission to Bosnia and Herzegovina, ODIHR and European Roma Rights Center
  • Nazzareno Guarnieri - Presidente Federazione Rom e Sinti
  • Vincenzo Striano - Presidente Arci Regionale Toscana
  • Laura Grazzini - Responsabile Immigrazione Arci Firenze
  • Daniele Lamuraglia - Compagnia teatrale Teatro del Legame
  • Piero Colacicchi - Ass.ne OsserVazione

h. 19 Foyer del Teatro Puccini

Aperitivi rom e sinti

h. 21.15 Sala Teatrale

Prima dello Spettacolo del Teatro del Legame
LE DANZE DI BILLY E DIJANA
Testo e regia di Daniele Lamuraglia con Dijana Pavlovic e Arben Mustafà (Billy)

giovedì 9 aprile

ore 21.15 Sala Teatrale

Replica dello spettacolo
LE DANZE DI BILLY E DIJANA
Testo e regia di Daniele Lamuraglia con Dijana Pavlovic e Arben Mustafà (Billy)

38° giornata internazionale del Popolo Rom e Sinti: 8 - 9 aprile 2009

Da quanti anni dura la persecuzione e la segregazione dei rom e dei Sinti?

Se torniamo a ritroso nel tempo, anche non molto lontano, vedremmo che la paura dello sterminio (porraimos, divoramento, eliminazione nazista) non è stata cancellata, i continui sgomberi, le cacciate da una città all’altra che si susseguano, hanno lasciato tracce indelebili nel profondo dell’anima.

La creazione di leggi discriminatorie specifiche contro il nostro popolo, sulla base di percezioni distorte e di un diverso modo di essere e di vivere, di pensare, di agire, fanno si che oggi questa paura cresca lentamente sulla base di preconcetti, cattiva informazione (nel silenzio di verità o indifferenza), che negli ultimi anni, ha creato un clima di panico morale nei confronti di Rom e Sinti.

Il Popolo romanò è antico, è vero che la nostra presenza nei territori alcune volte è diminuita, mentre altre volte è cresciuta, ma è sempre stata una presenza costante.

Siamo un popolo di pace e di libertà!

Romano Dives (Giornata Internazionale del Popolo Rom e Sinti)

Oggi 8 aprile è il Romano Dives, la Giornata Internazionale delle popolazioni rom, sinte, kalé ("gitani" della penisola iberica), manouche (sinti francesi) e Romanichals (inglesi). L'8 aprile 1971 a Londra si riunì il primo Congresso dell'International Romani Union, riconosciuta dall'ONU nel 1979 come associazione mondiale non governativa. Promotori di tale incontro furono Grattan Puxon e Donald Kenrick dall'Inghilterra, Jarko Jovanovič dalla Jugoslavia, Matéo Maximoff dalla Francia, e molti altri. Durante il Congresso si scelse l'inno, il "djelem djelem" scritto nel 1969 da Žarko Jovanovič e la bandiera a due colori Verde e blu (in foto). In quel giorno Rishi, noto studioso indiano di cultura Rom, disse: "i Rom si riconoscono come nazione". Nel 2002, a Varsavia, nel corso del quarto congresso internazionale, l'8 aprile è diventato Romano Dives, dove Rom, Sinti, Kalò, Manouche e Romanichals portano fiori e candele (lumini) lungo le rive dei fiumi del mondo: dalle sorgenti del fiume Indo, sull'altipiano del Sindh, al Mississippi e al Rio delle Amazzoni, passando per il Danubio, il Po, l'Arno, la Senna e il Tamigi. La tradizione vuole che ogni famiglia rom, sinta, kalé, manouche e romanichals al tramonto si incammini lungo il fiume più vicino alla propria abitazione che rappresenta la via percorsa durante le lunghe migrazioni. Ogni membro della famiglia porgerà al fiume fiori e petali di fiore che rappresentano le anime dei defunti e candele (lumini) che rappresentano la luce che viaggia con loro. In foto la bandiera presentata a Londra nel 1971 ma sarebbe stata usata per la prima volta nel 1959 con i colori invertiti, basata su una precedente, senza ruota, alzata a Bucarest nell'ottobre del 1933. La ruota di carro e i colori del cielo e della terra, azzurro e verde, sono simboli evidenti della dispersione delle popolazioni rom, sinte, kalé, manouche e romanichals sulla terra. I sedici raggi della ruota alludono alle molteplici diversità, presenti in queste popolazioni…