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Spagna
Di Fabrizio (del 20/04/2006 @ 10:41:56, in lavoro, visitato 1559 volte)

desde Madrid Digital

Uno studio della Fundación Secretariado Gitano sottolinea le potenzialità nascoste di questa minoranza nel mercato del lavoro, quando si superassero le difficoltà della poca formazione e della discriminazione sociale. Más información:Fundación Secretariado Gitano. "Población Gitana y Empleo" (Informe completo)

Spagna, 10/04/06 - La creazione di posti di lavoro e lo sviluppo economico, non significano la riduzione della povertà se il processo non si accompagna a misure sociali adattate alle persone più svantaggiate. Questa è l'idea che permea lo studio "Población gitana y empleo", presentato ieri alla sede del Ministero del Lavoro, proponendo dati obiettivi e confrontabili con l'insieme della popolazione spagnola.

Lo studio constata importanti progressi della comunità gitana, riguardo le barriere lavorali e sociali a cui sono sottomessi, e afferma che esiste un'alta predisposizione di questa popolazione al lavoro, nonostante la sua precarietà e la bassa qualificazione che pesano sullo sviluppo.

"I dati avvallano un'importante e manifesta motivazione verso la formazione e l'inserimento professionale, inoltre 8 su 10 gitani sono dell'opinione che se potessero seguire un corso di formazione, per loro sarebbe più facile trovare un lavoro qualsiasi", sempre dallo studio realizzato con l'ausilio di interviste a 1.500 gitani di età superiore a 15 anni.

Inoltre, gitani e gitane si affacciano al lavoro in età più giovane, conseguendo una vita lavorativa più lunga del resto della popolazione, per cui il tasso di attività supera ampliamente il resto della popolazione (69% confronto 56%).

Necessità di politiche di inclusione

L'esclusione della popolazione gitana dal mercato del lavoro è un aspetto chiave della situazione di discriminazione descritta nel rapporto. Il 45,4% degli intervistati ammettono di sentirsi discriminati in vari momenti. Applicando la medesima proporzione, sarebbero 215.000 i gitani che soffrirebbero la discriminazione nella ricerca di impiego e sul posto di lavoro.

L'indagine assicura che gli svantaggi per le gitane sono simili a quelle degli uomini spagnoli in generale. Nonostante la scarsa partecipazione degli uomini ai lavori domestici, anche loro sono interessate a formazione professionale o cicli formativi.

A fronte di questo panorama e tra le raccomandazioni che concludono lo studio, si constata la necessità di politiche inclusive, essendo "obbligo dei poteri pubblici rimuovere gli ostacoli che tuttora impediscono il pieno esercizio della cittadinanza ad alcune persone gitane".

Secondo i responsabili dello studio, i risultati che emergono dimostrano che la crescita economica e la creazione di impiego da soli non garantiscono la riduzione della povertà, quando non siano accompagnate da misure che vadano incontro ai gruppi più esclusi.

Precarietà e formazione di base

La relazione tra scarsa qualificazione, sotto-impiego e disoccupazione è molto forte. Gli alti tassi di analfabetismo e la mancanza di formazione all'impiego sono due elementi chiave nell'analisi del collettivo gitano di fronte al mondo del lavoro.

Tra la popolazione gitana occupata, lo studio ha rilevato un alto tasso di sotto-impiego, precarietà e temporalità, inclusa la disoccupazione mascherata di chi è occupato "nell'attività economica familiare".

Per terminare, i gitani non scolarizzati hanno un tasso di disoccupazione superiore dei 4,6 volte alla percentuale degli spagnoli non-scolarizzati. Bassi livelli di studio e in particolare l'analfabetismo, sono strettamente collegati e crescono nel caso delle donne, delle persone anziane e, conseguentemente, tra le persone con il peggior stato di salute.

(immagine Madrid Digital)