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LETTERA APERTA AL PREFETTO DI NAPOLI
Di Marco Nieli (del 10/03/2006 @ 09:16:21, in Regole, visitato 1589 volte)

Gentile Prefetto,

ci spiace disturbarLa di nuovo, ma non possiamo farne a meno davanti ai brutali fatti di queste ultime settimane.

Da diverso tempo, infatti, nella provincia di Napoli assistiamo a una drammatica sequela di sgomberi forzati di baraccopoli rom (Rumeni o ex-Jugoslavi). Ultimo in ordine di tempo, lo sgombero di Caivano, fraz. Pascarola (in data 07/03/06), dove 18 famiglie musulmane montenegrine (del sottogruppo Crna Gorja) sono state buttate sulla strada, dopo aver assistito alla demolizione delle loro baracche. Queste famiglie, in parte, si sono disperse sul territorio napoletano, in parte sono rimaste all’addiaccio, avendo avute dal giudice misure di detenzione alternativa (ed essendo dunque impossibilitate a lasciare il luogo dove tale misure erano previste, il campo rom di Pascarola). L’assurdità di tutto questo consiste nel fatto che si demoliscono le baracche e si cancellano i campi senza avere prima preventivato soluzioni di accoglienza alternativa. Questo è disumano, è immorale e non è degno di una nazione che si dice civile.

Sappiamo che negli ultimi mesi alcuni altri sgomberi sono stati effettuati, oltre a quello gravissimo di Pascarola, come quelli di Rom Rumeni al Parco Verde di Caivano, quello di Granturco e di Poggioreale. Sono, inoltre, previsti a breve altri sgomberi di questo tipo, come a Torre del Greco, V. de’ Monaci (80 Rom rumeni già sgomberati in modo orribile da V. Lufrano, Casoria, lo scorso 3 Novembre), a Crispano (alcune famiglie rumene), e sempre a Poggioreale (dietro il cimitero, circa 300 persone rom rumene di Calarasi).

Riteniamo che tali misure repressive, essendo perfettamente inutili da un punto di vista pratico (i Rom, rilasciati di solito con fogli di via, riformano le baraccopoli poco più in là, perché il ritorno in Romania o nella ex-Jugoslavia è del tutto impossibile), e comportando in aggiunta un enorme dispendio di denaro pubblico, rispondono unicamente a logiche di consenso elettorale che si giocano sulla pelle degli ultimi della nostra società. Non è un caso, infatti, che questi sgomberi (o minacce di sgombero), avvengano proprio in questo periodo pre-elettorale.

Troviamo tutto questo a dir poco scandaloso, ma soprattutto disumano. Nessun rapporto dell’ASL e nessuna denuncia di privati cittadini può mai giustificare la barbarie delle ruspe che abbattono i luoghi abitativi , che per loro sono un diritto fondamentale.

ignor Prefetto, ci permetta di ripeterLe che tali azioni si vedono solo in posti del sud del mondo come Korogocho (Kenya). In certa misura, questi sgomberi napoletani sono anche peggiori, perché si usano metodi di terrorismo psicologico, per fare scappare le persone prima delle demolizioni, non garantendo loro quei diritti minimi previsti persino dalla legge Bossi-Fini.

In conseguenza di tutto ciò, chiediamo una moratoria a tempo indeterminato di tutti gli sgomberi di campi rom. Chiediamo, inoltre, che Lei si faccia promotore di un incontro con il neo-nato Comitato cittadino per i diritti del popolo rom a Napoli, coinvolgendo rappresentanti dei Comuni interessati, della Provincia e della Regione. Gli esempi positivi, come quelli del villaggio attrezzato dei Montenegrini di Caivano o la ex-Scuola Deledda a Napoli per i Rom rumeni dimostrano che, laddove si interviene accogliendo e concedendo diritti elementari a queste persone, esse sono in grado di integrarsi nella nostra società esattamente come tutti gli altri immigrati. Altre situazioni di accoglienza (come quella del villaggio di Giugliano o quello del Cantariello a Casoria) sono in via di definizione e se ne sollecita l’attuazione. Ogni ritardo della burocrazia, infatti, si paga in termini di vite umane perse e di drammi immensi.

Il suddetto Comitato Civico, nato da alcune settimane sulla scia dei fatti di via Lufrano (Casoria) dello scorso 3 novembre, si propone appunto come obiettivo di mobilitare l’opinione pubblica su questo tema, che sembra non tocchi le corde dei partiti e dei politici.

Siamo sicuri che vorrà incontrarci di nuovo, per un confronto sereno e costruttivo sull’argomento, con all’ordine del giorno la fine delle persecuzioni e della repressione e l’attivazione di serie politiche di accoglienza nei confronti del popolo rom, da sempre oggetto di gravi persecuzioni e discriminazioni di natura razziale.

Con ossequio,

Comitato cittadino per i diritti del popolo rom a Napoli

Alex Zanotelli, padre comboniano

Marco Nieli, Opera Nomadi di Napoli

Katiuscia Orabona, Opera Nomadi di Giugliano

Felicetta Parisi