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Come sono nati i “campi nomadi” in Italia
Di Fabrizio (del 08/03/2006 @ 10:13:37, in casa, visitato 1747 volte)

Copio una testimonianza interessante da Archivio Romano Lil:

L’Italia è il “paese dei campi”. Nell’opera di alfabetizzazione sostenuta da Romano Lil si riporta qui una testimonianza sulla nascita dei campi nomadi nei primi anni settanta del secolo scorso. Nati per sostituire i campi sosta di periferia, inglobati dall’urbanizzazione industriale, i “campi nomadi” divennero ben presto sovraffollati e invivibili. Da luoghi di accoglienza a contenitori di disagio.

Di Renza Sasso,Opera Nomadi di Pistoia

A tutti, qualora non fossero al corrente dell’iter dei campi nomadi per età ( beati loro!), fornisco alcune brevi notizie che traggo dalla mia personale esperienza e da quella di Clara Dei.

Nei primi anni di vita dell’Opera Nomadi insegnavo ai bambini sinti nella scuola Aeronautica (poi intitolata M.L. King) a Torino. La zona periferica intorno alla scuola era ancora ricca di prati e campi, e stradine di campagna, vi potevano sostare “campine”, carovane, e ancora...

continua

Riferimenti:

Progetto e città: casa e lavoro
Dossier scuola