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[BUFALA] I Rom buttano il cibo donato dal governo
Di Fabrizio (del 15/10/2013 @ 09:00:10, in media, visitato 1965 volte)

Segnalazione di Franco Marchi

Scritto da Giovanni Pili 13 ottobre 2013 su

Dopo la bufala sul "Vendola pedofilo", la pagina di Catena Umana Italia ci delizia con una nuova perla; quella dei Rom che getterebbero cibo donato loro, nei cassonetti. La lettera, firmata da un certo Damiano Angeli, fa riferimento ad un gruppo di "clandestini/rifugiati politici". Facciamo notare che i Rom sono cittadini italiani, inoltre non si può essere allo stesso tempo clandestini e rifugiati; tra l'altro secondo Angeli percepirebbero un sussidio di "€45 giornalieri oltre che all'alloggio nei rispettivi stabili", ma questo rende ancora più confusa la descrizione dell'autore.



Se percepisci un sussidio significa che sei regolare. Oltre a questo i suddetti "Rom/clandestini/rifugiati" si trovano - guarda un po' - vicino ad una ditta che confeziona cibo per le mense. Lo testimonia, nella pagina, proprio una ragazza che abita in zona, il cui commento è stato ignorato dagli amministratori. Del resto chi fa girare la lettera non si preoccupa minimamente di spiegarci chi sia l'autore, giusto per capire se per caso non abbia interessi personali o ideologici.



La foto allegata alla "notizia" non significa un fico secco, del resto i cibi dopo un certo periodo di tempo hanno questo vizio - poco patriottico - di decomporsi e andare a male. Tutte le attività economiche alimentari sono tenute a gettar via il cibo scaduto o invenduto. Non è colpa dei clandestini.

Cercando la fonte della lettera scopriamo che questa è rimbalzata anche su Tutti i Crimini degli Immigrati, un sito chiaramente "tollerante e tendente a verificare le notizie", come quando recentemente hanno delirato di uno stupro commesso dai profughi di Lampedusa ai danni di una ragazzina imbarcata assieme a loro. Ovviamente non era vero niente. Basta leggere con attenzione il testo che loro stessi hanno copia-incollato.

Francamente non sappiamo cosa sia peggio, se sprecare una cotoletta o l'intelligenza di chi legge, commenta, e magari fa finta di non vedere un suo simile, gettato da un barcone, morire annegato.