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A cosa servono i rom
Di Fabrizio (del 13/03/2013 @ 09:07:06, in Italia, visitato 1027 volte)

Corriere Immigrazione di Stefano Galieni, 10 marzo 2013

Nel lato oscuro dei grandi eventi che modificano il volto delle città ricade anche la finanziarizzazione dei rom. Ne parla Alessia Candito nel suo libro Chi comanda a Milano.

Chi comanda a Milano è un'inchiesta vecchio stile che si snoda attorno agli aspetti visibili, gli intrecci opachi o letteralmente mafiosi e criminali che gravitano attorno a Expo 2015. Nel libro, edito da Castelvecchi, Candito ricostruisce sette anni di azione politica, si fanno nomi e cognomi dei personaggi che sono stati e sono parte di speculazioni immobiliari, progetti di cementificazione, devastazione ambientale e urbanistica. Ma in queste pagine si parla anche dell'utilizzo cinico di rom e migranti.

Cos'è la finanziarizzazione dei rom cui dedica un capitolo del libro?
"La fortunata espressione non è mia, ma di Mario De Gaspari, ex sindaco di Pioltello e voce critica della sinistra milanese. È stato lui per primo a denunciare come per trasformare terreni agricoli o vincolati in edificabili siano stati utilizzati anche gruppi di rom, volutamente tenuti nel degrado più assoluto e trasformati in bomba sociale per rendere possibile la trasformazione di destinazione d'uso di un'area o la “ristrutturazione” o “riqualificazione di una struttura”. Queste paroline magiche devono sempre mettere sull'avviso: nella maggior parte dei casi nascondono sempre grandi speculazioni a beneficio dei soliti noti. In più, in omaggio, il centrodestra meneghino otteneva anche consenso alimentato dalla paura, indotta e relativa al presunto allarme rom".

A suo avviso, c'è un legame strutturale fra la demonizzazione dei rom, che si è fatta a Milano e in altre città, e le speculazioni edilizie?
"Non ho dati per affermarlo, ma non mi stupirebbe scoprirlo. Del resto, si tratta di un metodo collaudato. E i grandi costruttori italiani non si sono mai dimostrati schizzinosi al momento di fare affari: soci improbabili, metodi ingiustificabili e devastazioni ambientali sono una costante".

Oltre che contro i rom, per anni a Milano sono state emesse ordinanze che avevano come obiettivo gli immigrati in base a un'idea securitaria della città. Cosa ne pensa?
"E' paradossale che Letizia Moratti e il suo vicesindaco Riccardo De Corato per anni abbiano declinato la parabola sicurezza a forza di ordinanze anti kebabbari, coprifuoco e sgomberi, proprio negli anni in cui più palesemente Milano si è riscoperta totalmente infiltrata, o meglio colonizzata dalla criminalità organizzata, in particolare dalla 'ndrangheta. Gli uomini delle 'ndrine – e lo dicono la cronaca e le inchieste – non solo sono radicati da decenni a Milano e in Lombardia, ma sono ospiti fissi di salotti buoni e grandi appalti. Del resto, sono gli unici oggi che abbiano liquidità cash. E per questo risultano molto graditi".

Oltre alla questione rom, lei accenna al fatto che in molti cantieri si utilizza manodopera irregolare spesso immigrata. Hai esempi concreti di tale sfruttamento?
"Ci sono diversi esempi di cui accenno, sono troppe le storie in proposito su cui vale la pena continuare a indagare, ma non è un'esclusiva milanese. Basta entrare in un qualsiasi cantiere da Canicattì a Bolzano per vedere come sono sempre i lavoratori migranti, volutamente tenuti in condizioni di clandestinità, a doversi sobbarcare i lavori più onerosi per paghe da fame. È in fondo il senso della Bossi-Fini: creare una manodopera a basso costo, prona ed estremamente ricattabile".

Che ruolo gioca in tale contesto la presenza delle grandi organizzazioni criminali?
"Il radicamento delle organizzazioni criminali e della 'ndrangheta, in particolare a Milano, non è recente, sono più di 40 anni che attraverso l'istituto del soggiorno obbligato, numerose famiglie si sono stabilite in Lombardia e in tutto il nord. Hanno avuto a disposizione numerosa liquidità e sono entrate nell'economia come attori economici, come Mani Pulite insegna. Molte persone più preparate di me hanno scritto testi molto validi e argomentati in proposito. Su un dato credo si possa essere tutti concordi. In questo sistema politico ed economico le 'ndrine giocano un ruolo da protagonista che solo mettendo in discussione il sistema si potrà modificare".

Cosa è cambiato con la giunta Pisapia?
"Nonostante le elevatissime aspettative, la situazione è cambiata poco o nulla. Le operazioni cosmetiche non possono bastare".