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Grecia
Di Fabrizio (del 24/12/2012 @ 09:09:06, in Regole, visitato 1160 volte)

Da Hellenic_Roma

NEWEUROPEonline I Rom greci vincono caso sui diritti umani | DECEMBER 12, 2012 - 5:36PM | BY STANISLAVA GAYDAZHIEVA

EPA/ROBERT GHEMENT

La Corte Europea sui Diriiti Umani (CEDU) ha dichiarato oggi che le autorità greche hanno mancato di integrare i bambini rom nel normale sistema scolastico. Questo si pone anche come discriminatorio nei loro confronti.

I ricorrenti nel caso Sampani ed Altri contro la Grecia erano 140 rom, tutti di cittadinanza greca, che denunciarono in tribunale l'iscrizione dei loro figli nel XII istituto di scuola primaria di Aspropyrgos, frequentato esclusivamente da bambini della loro comunità e con un livello di istruzione inferiore a quello delle altre scuole.

La XII scuola elementare venne aperta venne aperta nel 2008, per sostituire una annessa alla X, frequentata principalmente dai bambini rom, ma aperta anche a quelli non-rom. Le venne assegnato lo stesso bacino di utenza, come gli istituti IX e X.

Tuttavia, a causa del deterioramento estivo dello stato delle strutture scolastiche, il ministero dell'istruzione ha chiesto al sindaco di Aspropyrgos ed al prefetto dell'Attica occidentale di approvare la fusione tra il XII e l'XI istituto. Il prefetto ha rifiutato per motivi sociali, culturali ed educativi.

Il difensore civico è poi intervenuto, dichiarando che la mancata applicazione del DPR n. 201/1998 - secondo il quale tutti gli alunni che risiedono nel particolare bacino di una scuola devono essere trasferiti lì - anche se non richiesto dai loro genitori- aveva avuto l'effetto di trasformare il XII istituto in una "scuola ghetto", dato che nessun alunno non-rom vi è stato iscritto.

Secondo la CEDU c'è stata una forte presunzione discriminante contro i ricorrenti, per aver iscritto ai loro figli alle classi speciali in un edificio separato dal X istituto, oltre ad una serie di incidenti a sfondo razziale provocati da genitori non-rom.

Per terminare, la corte ha ritenuto che la Grecia debba pagare 1.000 euro ad ogni famiglia ricorrente, per danni non-pecuniari e 2.000 euro, sempre a famiglia, per spese e costi.