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Buone notizie dal campo rom di via Idro
Di Fabrizio (del 14/10/2012 @ 09:15:55, in Italia, visitato 1297 volte)

Da Martesana2

Nei giorni scorsi presso il centro polifunzionale situato al centro del campo rom di via Idro si è riunita la commissione coesione sociale del consiglio di zona 2.
Molti consiglieri sorpresi nel vedere per la prima volta questa bella struttura; ancor di più nell'apprendere che la corrente elettrica con cui era illuminato il centro proveniva da un allacciamento abusivo in quanto A2a e l'amministrazione comunale da circa 2 anni non hanno ancora risolto il contenzioso aperto mettendo finalmente in sicurezza la cabina elettrica e sopratutto l'intero campo dove con l'inverno è a repentaglio la salute degli abitanti, vecchi e bambini in particolare.
Una discussione interessante che ha visto la partecipazione diretta di alcuni rom e associazioni del territorio.

Qui di seguito la delibera approvata dalla commissione:

AL SINDACO DI MILANO
ALL’ASSESSORE ALLA SICUREZZA E COESIONE SOCIALE
ALL’ASSESSORE ALLE POLITICHE SOCIALI E SERVIZI PER LA SALUTE
AI GRUPPI CONSIGLIARI DEL COMUNE DI MILANO

Considerato
Che il documento intitolato Progetto rom, sinti e caminanti 2012-2015 (Proposta del Comune di Milano del 6 luglio 2012) è stato fatto pervenire ai Consigli di Zona con la richiesta che essi fornissero liberamente eventuali contributi prima della stesura finale del progetto stesso (comunemente denominato "Piano Rom").
Che il Consiglio di Zona 2 apprezza tale iniziativa, come tutte quelle che vanno nella direzione di un maggiore coinvolgimento dei Consigli di Zona nelle decisioni che riguardano il territorio milanese, e desidera offrire il proprio contributo.

Visti:

  • Il Progetto rom, sinti e caminanti 2012-2015;
  • la delibera approvata dal Consiglio di Zona 2 in data 5 giugno 2012, intitolata "Progetto di Riqualificazione del campo rom di via Idro";
  • la delibera approvata dal Consiglio di Zona 4 in data 6 settembre 2012 dal titolo "Osservazioni Piano Rom";
  • il progetto di "Villaggio solidale" presentato da alcune associazione della zona 2, inerente il campo di via Idro;
  • le osservazioni presentate durante le commissioni Coesione Sociale, Inclusione e Sicurezza della zona 2 del 17 luglio 2012 e 23 luglio 2012;
  • il documento Dall’emergenza alla Normalità, della Consulta rom e sinti di Milano;
  • il documento di Amnesty International Tolleranza zero verso i rom. Sgomberi forzati e discriminazione verso i rom a Milano.

In relazione al testo del Progetto rom, sinti e caminanti 2012-2015 il Consiglio di Zona 2 chiede:

Che si preveda anche nei successivi passaggi della stesura e messa in pratica del Progetto rom, sinti e caminanti 2012-2015, il coinvolgimento, dei rappresentanti delle comunità rom, sinti e camminanti, dei Consigli di Zona, degli enti non-profit che lavorano con le dette comunità e che venga conseguentemente costruito un calendario di incontri a scadenza regolare.

Che siano inserite nel piano tutte le informazioni sui fondi stanziati per l’anno in corso e sulla previsione di quelli "impegnabili" dal 2013 al 2015 per capitoli di spesa. A tal fine è necessario che si faccia chiarezza in merito alle risorse impiegate negli ultimi anni, sempre per capitoli di spesa (sgomberi, manutenzioni ordinarie e straordinarie, fondi girati per le attività di assistenza affidate agli Enti no-profit ecc..), con particolare riferimento al "piano Maroni" (si veda Progetto rom, sinti e caminanti 2012-2015, p. 3).

Che in vista del censimento previsto vengano attentamente vagliati i dati già in possesso dell’amministrazione, in modo da evitare lo spreco di risorse, razionalizzando l’operazione e rendendone i risultati più durevoli nel tempo. Il censimento dovrà avere esclusivamente caratteristiche socio-anagrafiche e rispettare appieno le norme sulla privacy. Al fine di una corretta raccolta e valutazione dei dati e per evitare sprechi, venga prevista nel progetto la sospensione degli allontanamenti nei campi informali per un periodo congruo.

Che, in collaborazione con i rappresentanti delle comunità rom sinte e camminanti, i Consigli di zona, e gli enti no-profit che operano con tali comunità, vengano individuate e rese pubbliche le priorità di intervento sulla base dei dati emersi.

Che nel testo del Progetto rom, sinti e caminanti 2012-2015 siano citati dati ricavabili da precedenti inchieste e censimenti relativi anche ai campi comunali o "regolari", soprattutto per quanto riguarda il grado di scolarizzazione e di occupazione lavorativa, dati probabilmente diversi da quelli relativi ai campi informali o "irregolari" (forniti in sintesi citando uno studio della Casa della Carità nell’attuale versione del Progetto rom, sinti e caminanti 2012-2015, p. 4), ma che mancano nel testo. Nella bozza del progetto, infatti, l’ipotesi del "superamento dei campi come modello abitativo stabile" (ibidem), che riguarderebbe anche i campi comunali, si presenta come ispirata dai dati citati, riguardanti però i soli campi informali (i cosiddetti campi "irregolari"). Probabilmente si tratta di una svista. La consequenzialità del ragionamento dalle sue premesse, infatti, così com’è sembra basarsi su una supposta equivalenza dei dati sui campi informali con quelli sui campi comunali tutta da dimostrare. Consigliamo di rivedere questo punto del testo.

Che venga rimessa in discussione l’idea del "superamento dei campi" come principale linea-guida del piano, o che comunque venga meglio giustificata e riempita di un significato non rigidamente appiattito sulla questione abitativa. Questo, per non limitare in partenza la gamma delle soluzioni possibili, tenuto conto che problematiche diverse nelle singole e peculiari realtà dei campi necessitano di soluzioni diverse. Suggeriamo di parlare in alternativa, nel testo definitivo, di "superamento del degrado dei campi" o di "superamento della marginalità" per la popolazione rom, sinta e camminante.

Che sia prevista nel testo la riqualificazione e la messa in sicurezza dei campi comunali, anche nell’ottica del superamento delle condizioni di degrado, di emarginazione e per migliorare la vivibilità degli stessi (allegata mozione Consiglio di Zona 2 sul Campo di Via Idro).

Che si preveda il coinvolgimento nei comitati di gestione dei campi regolari dei Consigli di Zona interessati.

Che si eviti di usare nel testo la parola "integrazione", che è possibile in molti casi sostituire con la parola "cittadinanza", e che si evitino riferimenti ovvi e superflui alla legalità e al rispetto delle leggi.

Che sia più precisamente delineato nel progetto il percorso di accompagnamento sociale che si intende attuare, che deve prevedere figure di mediatori culturali e percorsi formativi finalizzati, per ciò che riguarda l’inserimento nel mondo del lavoro. A questo proposito è importante riattivare esperienze di lavoro tramite cooperative sociali (quali la Laci Buti di via Idro) favorendo anche la qualificazione professionale dei soci lavoratori onde poter consentire alle stesse di operare sul mercato e di essere in grado di acquisire commesse sia da parte di soggetti privati che da parte delle pubbliche amministrazioni (inizialmente anche mediante affidamenti diretti). E’ fondamentale che i primi ad affidare commesse a queste cooperative siano il Comune e gli Enti come l’AMSA. La stessa manutenzione ordinaria e straordinaria dei campi può essere affidata a tali cooperative. Si devono in generale favorire le forme di auto imprenditorialità, come, per esempio, la nascita di cooperative di artisti e musicanti di strada o la raccolta di materiali di recupero (ferro, ecc.). Il comune può inoltre sostenere progetti validi ideati da persone rom sinte e camminanti e/o da associazioni loro vicine, e/o farsi partner nella partecipazione di tali progetti a bandi di finanziamento indetti da altri enti pubblici e privati. Ultimo, ma non per importanza, il Comune di Milano deve farsi promotore di azioni specifiche finalizzate all’emersione del lavoro sommerso, essendo questa tipologia di lavoro molto diffusa nella popolazione rom e sinta.

Per quanto riguarda gli allontanamenti dai campi informali:

- Che siano innanzitutto previsti dei percorsi che possano aiutare gli abitanti di tali campi a superare la propria condizione di irregolarità sul piano abitativo. Essi devono essere coinvolti nella costruzione di un progetto condiviso che, con il supporto di esperti e mediatori culturali, possa condurre alla soluzione del problema senza la necessità dell’allontanamento forzato e nel rispetto del diritto all’autodeterminazione del singolo.
- Che gli allontanamenti siano eventualmente effettuati solo come ultima risorsa, dopo che sia stata presa in considerazione ogni altra alternativa possibile.
- Che siano effettuati nel rispetto del diritto e degli standard internazionali. Le tutele procedurali richieste dal diritto internazionale sui diritti umani devono essere poste in essere prima dell’effettuazione di ogni sgombero, in particolare i requisiti della consultazione reale per considerare ogni alternativa possibile, della fornitura di informazioni sullo sgombero, di adeguato preavviso, di rimedi effettivi, di indennizzi e di adeguato alloggio alternativo.
- Che vengano adottate misure, incluse linee guida, per garantire che tutti i funzionari coinvolti siano dotati di indicazioni chiare sulle garanzie che devono essere prese, affinché le operazioni avvengano legalmente e in conformità con gli obblighi esistenti.
- Che, nel caso dei residenti in campi già chiusi o in fase di chiusura che hanno già accettato soluzioni alternative di alloggio, sia garantita loro la sicurezza del possesso. Che sia garantita, non solo l’assistenza ed il supporto immediati, ma che gli stessi siano assicurati nel tempo. A tal fine è fondamentale che i competenti uffici comunali – meglio se decentrati e/o collegati con i Consigli di Zona - siano messi in condizione di funzionare".

Che in ogni caso le iniziative che questo piano metterà in atto (le quali, lo ribadiamo, devono essere frutto di processi decisionali ampiamente partecipati e condivisi, che dovranno coinvolgere soprattutto i diretti interessati e i loro rappresentanti), abbiano carattere duraturo e non seguano logiche emergenziali.