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Protesta al campo nomadi: non possiamo pagare le bollette
Di Fabrizio (del 11/10/2012 @ 09:08:42, in casa, visitato 914 volte)

La Gazzetta di Parma - Luca Pelagatti

Mercoledì hanno rovesciato i cassonetti e minacciato di bloccare via del Cornocchio. Ieri mattina, meglio organizzati, si sono presentati con cartelli e iniziato lo «sciopero dei bambini». Nel senso che i piccoli non sono stati mandati a seguire le lezioni come tutte le altre mattine.

Sono i nomadi di origine macedone ospiti del campo comunale, cinque famiglie per un totale di una trentina di persone, che da qualche giorno hanno dichiarato una sorta di stato di agitazione. Per colpa delle bollette.

«Noi siamo qui nel campo da anni e abbiamo sempre cercato di lavorare, senza creare troppi problemi - hanno raccontato i capofamiglia reclamando un intervento delle autorità. - Ma da qualche tempo tutti noi abbiamo perso il lavoro e ora non ci sono più i soldi per pagare l'acqua e la luce. E abbiamo paura che ci taglino le utenze».

Un rischio in realtà non troppo concreto che si lega tuttavia ad una altra lunga serie di lamentele. Queste, almeno in parte, giustificate.

Gli ospiti del campo infatti dal 2008 vivono nella struttura senza un regolare contratto di locazione da parte del Comune e questo fatto impedisce che venga loro concesso il certificato di idoneità alloggiativa. Un documento senza il quale trovare lavoro è pressoché impossibile.

«Purtroppo si tratta di un problema reale», ammette l'assessore ai servizi sociali Laura Rossi che ieri alle 14 ha incontrato i nomadi insieme al sindaco Pizzarotti. «La situazione del campo risente di una storica inerzia e di una mancanza di accorta gestione da parte delle precedenti gestioni». Uno scomodo retaggio che ora l'amministrazione si trova a dovere fronteggiare: anche se le risorse, come è noto, sono molto scarse. «Per parte loro anche i nomadi hanno delle forti responsabilità: il degrado della struttura è in buona parte attribuibile a loro che hanno sempre comunque potuto contare su un'assistenza economica. Le bollette non le hanno mai pagate e ad intervalli l'amministrazione si è fatta carico di coprire il pregresso. Ora però il problema è più serio».

Si, perchè il campo sarebbe da da bonificare e rimettere in sicurezza con investimenti pesanti mentre il Comune non può certo mantenere all'interno di una propria struttura persone senza un contratto che è fondamentale per il loro permesso di soggiorno e il lavoro. «Nell'incontro di ieri ho chiesto espressamente che gli ospiti si impegnino per iscritto a offrire la loro collaborazione per la gestione delle struttura. E' altresì vero che le condizioni minime di sicurezza sono a rischio». E forse proprio qui è la chiave per capire il motivo di questa lunga assenza di un contratto: per perfezionarlo si sarebbe dovuto investire e si è preferito non farlo. Non riuscendo però neppure a prendere la decisione di sgomberare un'area che ormai appare fatiscente e devastata. E gli ospiti? Loro dopo l'incontro di ieri sembrano dichiarare una certa disponibilità anche se le bollette, che ormai superano i mille euro l'una, dovranno essere pagate. E su chi debba mettere la mano al portafoglio le ipotesi sono diverse.

«In Emilia è stato stanziato un milione di euro per i campi nomadi- hanno ripetuto più volte gli ospiti. - Ma i soldi dove sono?».

«Il finanziamento riguarda l'intera regione e per Parma sono disponibili circa 30mila euro - ribatte l'assessore. - E noi di recente abbiamo partecipato al bando per ottenere la somma». Ma 30mila euro certo non bastano. Tra poco arriverà l'inverno. E il clima potrebbe surriscaldarsi.