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Repubblica Ceca
Di Fabrizio (del 07/08/2012 @ 09:12:33, in media, visitato 1518 volte)

Da Czech_Roma

Direttore di tabloid ceco all'attacco! Un'intervista prova il ruolo del più venduto giornale del paese nell'istigare il sentimento anti-rom. Da Romea.cz - 27 luglio 2012 Translated by Gwendolyn Albert

Pavel Safr

Pavel Safr, caporedattore del tabloid Blesk, respinge la critica che il suo giornale, che vanta la più ampia circolazione nella Repubblica Ceca, abbia pubblicato intenzionalmente storie anti-rom, incoraggiando così la crescita del razzismo nella società. Safr ritiene che i Rom siano stati trapiantati in Repubblica Ceca e che il loro stile di vita metta in pericolo sotto molti aspetti la popolazione maggioritaria. Di seguito le sue dichiarazioni in un'intervista per il newserver Mediar.cz (link in lingua ceca).

    Un pezzo particolarmente tempestoso dell'intervista è stato provocato da una domanda su Twitter inoltrata a Safr dall'intervistatore Petr Koci. Un lettore dal nome di @sampon ha chiesto al caporedattore se fosse consapevole della sua influenza diretta sulla crescita del razzismo nella società. "In nessuna circostanza, una delle nostre regole è di essere assolutamente contro il razzismo. Assolutamente. Se esiste una regola fondamentale, è che siamo contro il razzismo e contro l'intolleranza di religione o di credo," ha risposto Safr.

Questo è un estratto da quell'intervista, in cui si discute il rapporto di Blesk con i Rom.

Da @sampon: vorrei sapere se lei è consapevole della sua influenza diretta sulla crescita del razzismo nella società.

In nessuna circostanza, una delle nostre regole è di essere assolutamente contro il razzismo. Assolutamente. Se esiste una regola fondamentale, è che siamo contro il razzismo e contro l'intolleranza di religione o di credo.

Il titolo d'apertura di Blesk di sabato 28 aprile violava questa regola? "Bambini romanì all'assalto!" non è esattamente un titolo che irradia tolleranza. [Il titolo si riferiva al caso di Petr Zhyvachivsky, quindicenne nella città meridionale di Breclav, che sosteneva di essere stato picchiato da tre Rom dopo che gli aveva rifiutato una sigaretta. Il caso aveva generato enorme interesse ed esacerbato le tensioni razziali a Breclav ed altrove. In seguito la polizia aveva scoperto che Zhyvachivsky si era inventato la storia, confessando infine che si era ferito in una caduta - TOL (vedi anche Mahalla, ndr.)]

In una certa parte dell'elite della società, esiste un'idea completamente confusa su come affrontare i complicati problemi riguardo all'odio razziale. Lì vediamo la tristissima influenza dell'ideologia del multiculturalismo. Di per sé, è una grande idea, ma nella forma estrema della correttezza politica ci impedisce di scrivere le cose come sono. La società lo sente.

Naturalmente, nel caso in questione, si è scoperto che i fatti non erano come li avevate descritti, correttezza politica a parte.

Sì, ed anche quello è stato assolutamente corretto e sottolineato su Blesk. Abbiamo messo tutta l'enfasi su ciò. Ne sono sicuro. Bisogna scrivere le cose come sono. In entrambe i casi, non importa da che parte. L'idea che potremo ottenere un'atmosfera di tolleranza per le nazionalità falsificando la realtà, è totalmente falsa. Al contrario, porta al fatto che la gente comune ha la tendenza a focalizzarsi su questi problemi, per vederli ancora più crudamente e soccombere all'odio razziale.

Tuttavia, i media tutti, e non solo Blesk, hanno esagerato e falsificato la realtà in maniera tale da fomentare l'intolleranza sotto ogni aspetto. La gente ha marciato attraverso Breclav cantando "Fermiamo il terrore zingaro!"

Assolutamente gratuito. Se salta fuori la notizia e viene ripresa da tutti i media che un quindicenne è caduto vittima di un gruppo di persone, e che queste persone erano romanì, allora questo è ciò che verrà scritto. Se durante le susseguenti indagini si scopre che non è stato così, che c'è stata una frode, allora si scriverà anche questo. Si scriverà che c'è stata una frode.

Una cosa è prendere un rapporto di polizia e citarlo con distacco, un'altra è trasformarlo in una minaccia a-tutta-la-società e scrivere "Bambini romanì all'assalto! riempiendo tutta la prima pagina.

In quel momento, quella era la vera notizia. Il problema non è se Blesk ha scritto che i bambini romanì stessero o non stessero attaccando in un periodo particolare. Il problema è che i Tedeschi dei Sudeti furono cacciati da questo paese in un'operazione nauseante diretta dal presidente Benes, ammirato come genio dal nostro attuale presidente. Ricade nei metodi di Stalin nell'affrontare le questioni delle nazionalità: l'unica cosa che importava era se avessimo abbastanza vagoni ferroviari. Abbiamo mandato via da questo paese una minoranza di tre milioni e mezzo di persone, che erano qui da sette o otto secoli. Erano una comunità civilizzata e laboriosa.

Stavamo parlando di qualcos'altro - di come Blesk ha riportato il caso di Breclav.

Gesù Cristo! Quando si prende questa gente sfortunata, meno civilizzata, da qualche parte in Romania o ancora più ad oriente e la si trasporta in un posto che è stato vandalizzato durante la cacciata dei Tedeschi... Qui non parliamo di questo! Quando si importano qui quegli sfortunati Rom, come possono vivere assieme alla popolazione maggioritaria? Naturalmente, vivono in un modo che mette a repentaglio sotto molti aspetti la maggioranza della popolazione.

Bene, ma qui stiamo parlando di come Blesk fa i suoi articoli e su cosa scrive, non di quanto è accaduto nei Sudeti.

Blesk ha avuto un articolo d'apertura su questo e 50 stupidi sciocchi di Praga per questo ne fanno una conferenza intellettuale.

Non è soltanto la prima pagina, Blesk ha scritto sullo scandalo di Breclav in altre pagie: "Paura in Cechia! Ragazzi romanì attaccano coetanei!" (anche il 28 aprile, a pagina 2 e 3), "Marcia a Breclav per Petr ferito" (23 aprile, pagina 5), "Orde di zingari ci terrorizzano!" (18 aprile, pagina 8)...

Va al diavolo! Queste cose non mi interessano. Sono interessato ai profondi problemi sociali. Sono interessato in ciò che davvero è profondo, è serio. Quando ci si rende conto di tutte le cause e dei collegamenti attorno a questo pasticcio, allora si comprende perché la popolazione maggioritaria stia soffrendo la presenza di quella gente sfortunata che è stata introdotta qui. Anche loro, chi è stato portato qui da un regime comunista innaturale, stanno soffrendo. La sofferenza sta dando i suoi frutti. Significa che dobbiamo comprendere che queste entità sono ad un livello di civilizzazione differente e chiederci se siamo in grado di vivere assieme. Non si può! Ne viene fuori un caos assoluto, ed è soltanto per l'ideologia della correttezza politica che in questo momento mi state molestando...

Io non molesto nessuno. Sono un giornalista, questa è un'intervista e per questo le sto facendo delle domande.

Non si può continuare a causa di quell'ideologia. A causa della tua imbecille ideologia di rendere tabù i problemi seri, un enorme problema sociale non può essere visto nella sua nudità integrale. E' un enorme dramma sociale. A causa dell'ideologia della correttezza politica e del 100% di ipocrisia, che è totalmente inappropriata, il problema è irrisolvibile. I tabù portano a grandi tragedie. Quando una notizia viene lanciata, e viene ritenuta attendibile da tutte le fonti disponibili, cioè sembra che un gruppo di ragazzi romanì abbia attaccato qualcuno, non vedo la ragione di tenerla segreta. Quando poi viene provato che si è trattato di una bugia, dev'essere riportato, con la massima apertura, che era una bugia.

Nessuno dice di tenerla segreta. La questione è su come vada pubblicizzata e che tipo di attenzione dedicargli.

Riguardo a questo articolo - anche se non ero presente, ma ero a Londra e fui semplicemente informato che sarebbe uscito - stavo controllando una sola cosa: se nell'articolo fossero stati ricordati i recenti attacchi commessi dai razzisti cechi contro i Rom. Mi riferisco al caso scioccante di Vitkov, che noi di Blesk abbiamo seguito a fondo (anche Mahalla, ndr.) [Nota di redazione: il verdetto contro gli incendiari di Vitkov risale all'ottobre 2010, sei mesi prima che Pavel Safr diventasse redattore capo di Blesk. Ad aprile 2009, quattro cechi gettarono una molotov in una casa nella città orientale di Vitkov abitata da una famiglia romanì. Tra i feriti una bambina di tre anni, che ebbe gravi ustioni su quasi tutto il corpo. - TOL]

Altro esempio, che persone del calibro di Jindrich Sidlo, Petr Fischer, Daniel Kaiser, o Filip Rozanek [rispettati giornalisti e scrittori cechi - TOL] hanno criticato...

Tutta quella banda è coinvolta in questa correttezza politica e non comprendono questo problema assolutamente cruciale. Dietro ciò c'è il totale fallimento dell'elite ceca, ed inizia col bestiale concetto di Benes che una rivoluzione nazionalista dovrebbe evolvere in una sociale. Benes stava preparando la strada ad un regime totalitario. L'espulsione dei Tedeschi dai Sudeti fu una componente integrale di quel percorso catastrofico. Sino ad oggi l'elite societaria e politica ha adottato acriticamente quell'ideologia. Per questo è impossibile dire ad alta voce come stanno realmente le cose qui, chi è il responsabile e di chi è la colpa.

D'accordo, ma volevo finire la domanda. Quelle persone criticavano un commento scritto da Oldrich Tichy, intitolato "Welfare per imbroglioni" (Davky pro sejdire). Cosa pensa di quell'editoriale? Lo trova problematico?

Cosa intende esattamente?

Oldrich Tichy ha scritto che il miglior welfare per i socialmente deprivati sarebbe una sventagliata di mitragliatrice.

Da quanto ricordo, il contesto era diverso. Devi manipolarlo per criticarlo. Prima di giudicarlo bisogna leggere l'articolo. Il contesto è differente da quanto dici. La parte della mitragliatrice è uno scherzo inaccettabile che ora sta circolando. Il problema di quel testo è che può essere letto in differenti maniere. Devo dire, non è una frase fortunata.

Quindi tutti questi critici e, per esempio, la commissione etica del Sindacato della stampa (Syndikat novinaru) non ha compreso il testo? Il Sindacato della stampa dice che Blesk "ha passato il confine dei principi etici a cui i media devono attenersi."

Che importanza ha il Sindacato della stampa (Syndikat novinaru)?

Qui non c'è nessun'altra organizzazione che si occupi del livello dei media di stampa nel loro complesso.

Nuovamente, ripeto: ipocrisia assolutamente falsa, di gente che in realtà non affronta niente di quanto è essenziale in questo paese dal punto di vista dell'etica e della moralità.

Qual è il coraggio di Blesk nell'affrontare "argomenti tabù" come "Bambini romanì all'assalto!" in prima pagina per far salire le vendite?

Sai quali sono gli argomenti tabù che copriamo più di tutti? Quali sono stati gli argomenti che quest'anno sono andati alla maggiore su Blesk?

Mi manca un'analisi precisa, ma come lettore occasione del vostro giornale, direi: celebrità, sicurezza, salute e, durante il caso di Breclav, coesistenza con i Rom. E' per questo che glielo sto chiedendo.

Sai una cosa? Torna quando avrai iniziato a leggerci.

Come ho detto, a volte leggo Blesk.

Non è così. Non ti sei accorto che durante il passato semestre, l'argomento più trattato da Blesk è stata la corruzione politica. Se qui ho fatto qualcosa, è stato trasformare un giornale che si occupava solo delle vite delle star in TV, in un giornale che tratta di corruzione politica e di abuso di potere. Questo è quanto faccio e quelli sono gli argomenti più importanti in questa società. Se per uno o due giorni salta fuori qualcosa sui Rom di qui, che non piace alla commissione etica del Sindacato della stampa, è assolutamente irrilevante rispetto a quanto trattiamo, e tu hai il coraggio di chiedermi se gli argomenti che trattano di Rom influenzano le nostre vendite? Non è ciò che facciamo! Si è trattato di un singolo caso. Queste domande mi fanno arrabbiare.