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Asti, "Un diverso punto di vista sul campo nomadi"
Di Fabrizio (del 28/06/2012 @ 09:08:21, in Italia, visitato 1356 volte)

Segnalazione di Elvis Asti

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Replica

Gentile Direttore,

voglio esprimere, da cittadina e da operatrice sociale, il mio dissenso, la tristezza e la rabbia per le forme e i modi del comunicato congiunto dei segretari provinciali del sindacato dei vigili del fuoco di Asti, (pubblicato oggi, 18 giugno, nelle pagine del Piemonte de La Stampa) sulle condizioni del campo nomadi : se è certamente condivisibile che tutti i lavoratori, in particolar modo chi svolge una funzione così preziosa come quella svolta dal corpo dei vigili del fuoco, siano messi nelle condizioni di fare bene il proprio lavoro, con tutte le precauzioni dovute alla loro sicurezza e incolumità, ancora più imprescindibile deve essere il rispetto per la dignità di ogni essere umano.

Fare riferimento esplicito a “mancanza di igiene, maleducazione, violenza, intimidazione” come fossero tratti specifici di un gruppo sociale (se non etnico!) e non come naturali conseguenze di una degradante condizione socio-abitativa, rischia di rafforzare la stigmatizzazione e il pregiudizio, già purtroppo assai diffusi.

E, con tutto il rispetto, il problema principale dei campi nomadi, quello per il quale bisognerebbe davvero dibattere pubblicamente e chiedere ad alta voce misure urgenti, non è la sicurezza dei vigili o di altri operatori che occasionalmente vi operano, semmai la condizione al limite dell'umanità in cui gli stessi abitanti dei campi sono costretti a (soprav)vivere; l'immondizia, le pozze maleodoranti, i ratti e gli escrementi, citati dal comunicato, non sono solo odiose difficoltà da gestire durante un intervento esterno: sono il desolante scenario quotidiano di persone, di donne, di uomini, di anziani, di donne incinte, di bambini, di ragazzini,di neonati, di malati.

E' questa l'indecenza.

Questo è intollerabile.

Sperando che il Suo giornale possa dar voce anche ad un diverso punto di vista, nell'ambito di una dialettica democratica e costruttiva, La ringrazio e la saluto cordialmente

Elisa Stillitano