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Una leghista affitta casa ai rom «Erano in difficoltà, così li aiuto»
Di Fabrizio (del 08/03/2012 @ 09:50:22, in Italia, visitato 1196 volte)

CORRIERE DEL VENETO (NdR. neanche a farlo apposta, una risposta all'articolo precedente. Ma già all'inizio degli anni '90...)

Sabrina Bastianello (archivio) IL CASO A VICENZA Sabrina Bastianello: «Pagano sempre E noi non siamo razzisti»

VICENZA — «I nomadi? Io li ospito già in un appartamento di mia proprietà, pagano l'affitto e io li aiuto così». Parola di una consigliera leghista, Sabrina Bastianello. È lei l'esponente del Carroccio che ha pronunciato quella frase, ieri, durante il Consiglio, sfatando qualsiasi luogo comune che vede i fazzoletti verdi avere sempre il pugno di ferro contro rom e sinti. La scena si consuma all'inizio dell'assemblea consiliare, quando in sala si discute del trasferimento, per lavori, dei nomadi che vivono nell'area di via Cricoli. Nell'interrogazione presentata dagli esponenti del Carroccio, per chiedere informazioni su quel trasferimento annunciato dall'amministrazione per i prossimi mesi, la Lega chiede alcune informazioni sulla zona destinata ad ospitare, in modo temporaneo, le cento persone che vivono in via Cricoli. Nel testo vengono citate alcune dichiarazioni dell'assessore ai Servizi sociali, Giovanni Giuliari, in merito alla vicenda del cartello contro gli zingari appeso dalla commessa marocchina Fatima Mecal, poche settimane fa. Contro quel cartello si era scagliato l'assessore Giuliari e la Lega, ora, avanza una proposta, dai toni provocatori, all'assessore: «È disposto - scrivono i consiglieri del Carroccio - ad ospitare a casa sua alcune di queste persone al fine di provvedere personalmente alla loro integrazione?».

Il clima si surriscalda, Giuliari ribatte: «È una provocazione, ma comunque non potrei, nell'appartamento dove vivo non c'è abbastanza spazio. Fatelo voi». E qui arriva la risposta della Bastianello: «Io, i nomadi, li ospito già a casa mia - dichiara la consigliera - o meglio in un appartamento di mia proprietà». L'annuncio è forte, perché arriva da una esponente della Lega nord, il partito che, da sempre, lancia strali nei confronti di nomadi e rom che vivono nelle città. Solo lo scorso 24 febbraio, il segretario cittadino Carlo Rigon descriveva alcune delle famiglie di nomadi che abitano nel capoluogo come «persone che mai hanno dimostrato la volontà di integrarsi nel tessuto sociale cittadino ». Ma per la consigliera Bastianello, questi sono «pregiudizi che non esistono». Lei, in un appartamento in città ospita una famiglia di cinque persone, formata da padre, madre e tre figli. Tutti di etnia rom, che un mese fa vivevano in una roulotte e che, adesso, abitano in un condominio. «Lo faccio perché sono venuta a conoscenza della grave situazione di difficoltà economica questa famiglia - dichiara Bastianello - e ho deciso di ospitarli. Pagano regolare contratto d'affitto, anche se minimo, e la considero una dimostrazione di aiuto verso queste persone, perché noi leghisti non siamo razzisti».

Gian Maria Collicelli


Ricordo Personale: Non so l'anno preciso: a Milano il centrosinistra stava vivendo il suo autunno (quello dei sindaci Pillitteri, Borghini...) e di lì a poco sarebbe esplosa Tangentopoli. La Lega muoveva i primi passi, in Comune e nei Consigli di Zona, e naturalmente i "nomadi" erano già allora uno dei suoi bersagli preferiti.

Col centrosinistra di allora, i rapporti erano buoni, ma freddi: nel senso che se volevi organizzare una festa, un corso scolastico o di formazione al lavoro, non mancava il loro patrocinio, ti ammollavano anche "la centomila" per il sovvenzionamento, ma per loro era come se la città finisse al bordo del campo. Per chi ci abitava dentro erano come dei fantasmi, nessuno aveva mai varcato il cancello.

Dei consiglieri leghisti di allora me ne ricordo tanti (col tempo sono tutti usciti da quel partito). Una di loro, nella nostra zona, a vederla era la classica signora-bene, col girocollo di perle ed una voce stridula ed antipatica... con lei polemiche a non finire.

Quando la Lega prese la maggioranza in Consiglio di Zona, lei divenne presidente della commissione sanità ed Assistenza Sociale. Mi ricordo un inverno, col Lambro che esondò per le piogge ed allagò tutto il campo. Le famiglie avevano perso tutto. Quella consigliera fu la prima a varcare i confini del campo, senza collana di perle ed indossando stivali da pescatore, portando qualche sacco di vestiti rimediati chissà come.

Continuammo a polemizzare, finché non abbandonò la politica, ma imparammo a rispettarla.