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Ridere o piangere?
Di Fabrizio (del 07/03/2012 @ 09:17:50, in Italia, visitato 1396 volte)

Non me ne voglia Chiara Campo, che ha scritto un ulteriore articolo fotocopia sul Giornale:

Il succo è nelle prime righe:

    «Ma almeno durante l’ex giunta Moratti gli sgomberi abusivi erano continui, bisogna puntare sulla prevenzione e il contenimento del fenomeno» afferma l’assessore alla Sicurezza della Provincia Stefano Bolognini...

Ricordo bene il "mitico" De Corato: 500 e passa sgomberi ed i Rom "abusivi" erano sempre gli stessi: rimbalzati da Bacula alla Bovisa, poi a Chiaravalle e san Dionigi, e ancora a Rubattino, Forlanini e Segrate. Ruspe, vigili, poliziotti, centinaia di migliaia di euro spesi, sono stati il ritratto di una "figuraccia politica pazzesca" (leggetelo con accento fantozziano): gli stessi Rom rispuntavano sempre e dovunque.

L'attuale assessore Granelli, zitto zitto, qualche sgomberino l'ha fatto (e ha già buttato un occhio su Bacula), non è da escludere che l'innalzamento delle temperature risvegli le sue "turpi voglie". Forse sarà più indeciso, o soltanto più realista, ma intanto questi "abusivi" sono ancora gli stessi di 1, 2, 5, (10?) anni fa.

Mi vengono spontanee due considerazioni:

  1. Si sgombera (con i nostri soldi, ricordiamolo) gente che nel frattempo manda a scuola i figli, quando capita lavora. Sempre gli stessi, in una assurda gara a chi resiste di più. Ogni sgombero è una PUGNALATA ad un processo di integrazione interrotto tante di quelle volte, che è sempre più difficile trovare la voglia e le risorse comuni per riprenderlo. Ci sarà mai un amministratore pubblico col coraggio di investire (nei fatti, non a parole) nella fiducia in questa popolazione, invece che considerarla un eterno nemico disarmato?
  2. Gli sgomberi, se portassero a risultati tangibili, sarebbero un'opzione BRUTALE ma REALISTA. Ma risultati non ne portano. Ci sono bambini rom di pochi anni che ne hanno già subiti decine, è come se avessero fatto una vaccinazione (e mi immagino con quale fiducia nelle istituzioni potranno crescere). Quegli sgomberi sono rivolti ai nostri cervelli e alle nostre pance: soltanto per darci l'illusione di essere più forti e civilizzati, di saper essere REATTIVI ma non proattivi! In realtà, del risultato finale di uno/cento sgomberi, sembra non importare a nessuno: amministratori, Rom, cittadini; gli unici che se la prendono (a ragione!) sono quei pochi volontari sfigati che ogni volta devono ricominciare.

L'articolo del Giornale termina con questa perla (la sottolineatura è mia, e sintetizza, più che la reale pericolosità sociale del fenomeno, le paranoie di certi concittadini):

    Un altro sos arriva dai residenti della zona 8. Hanno disegnato la mappa degli insediamenti e le zone da «bollino rosso» sono Roserio, il pendio del Ponte Palizzi e l’area nelle vicinanze del Palasharp. «I nomadi - denuncia Enrico Salerani, il capogruppo della Lega nel consiglio di zona - organizzano grigliate e danze tipiche della cultura gitana».

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