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Busto Arsizio celebra la giornata della memoria
Di Fabrizio (del 26/01/2012 @ 09:45:17, in Italia, visitato 1462 volte)

BUSTO ARSIZIO (due articoli)

Speroni: "Saremo carogne contro i nomadi"
Scontro in commissione sicurezza su un'interrogazione del leghista Unfer che chiede di eliminare definitivamente il problema. Il resto dei consiglieri fa muro. Fantinati: "Nessun estremismo ma il problema c'è"

"Incarognirsi" contro i nomadi, rendergli impossibile la sosta nei campi con grossi tronchi, mettergli alle calcagna agenzie di recupero crediti se non pagano le multe:la ricetta di Francesco Speroni per risolvere il problema. In commissione sicurezza ieri, giovedì, il tema caldo della presenza sul territorio di Busto di gruppi stanziali e nomadi di rom o sinti ha visto contrapporsi la Lega Nord contro tutto il resto del consiglio comunale. Pdl, Movimento 5 Stelle, Pd e Manifattura Cittadina, Indipendenti di Centro hanno arginato le posizioni definite "estremiste" da tutti i consiglieri presenti. Proprio il presidente della commissione Adriano Unfer (Lega Nord) aveva presentato la mozione di cui si è discusso chiedendo di eliminare "definitivamente" il problema del passaggio dei nomadi e dei rom o sinti, presenti in modo stanziale in città come, ad esempio, la famiglia Bianchi alla quale è stata data una residenza in una via che non esiste (tra l'inceneritore e un cementificio).

La parola "definitivamente" ha fatto arrabbiare, in particolare il consigliere Gian Pietro Rossi che ha sottolineato che "già un certo Adolfo aveva pensato ad eliminarli definitivamente senza, peraltro, riuscirci". Il senatore ha tracciato la sua via parlando di vicini rumorosi da contenere e controllare giornalmente durante le loro presenza temporanea o stanziale che sia. Gianpaolo Sablich, invece, ha chiesto dati più precisi sulla presenza a Busto e ha poi lanciato l'idea di attrezzare un'area di sosta camper dedicata ai nomadi per poterli controllare e contenere in modo da evitare che sporchino prati e terreni con i loro mezzi. Marta Tosi ha, invece, apprezzato il discorso iniziale dell'assessore alla sicurezza Claudio Fantinati che ha parlato di risposte celeri, ogni volta che si presenta un nuovo gruppo, con la consapevolezza che fenomeni come questi non si possono nè fermare, nè eliminare definitivamente come vorrebbe Unfer: "La Lega ingigantisce un problema che non esiste - ha detto la consigliera di Manifattura Cittadina - queste persone sono diverse? Anche i disabili hanno delle diversità fisiche ma non per questo li cacciamo via. Quindi allo stesso modo bisognerebbe aiutarli ad integrarsi".

Se la parola definitivamente ha fatto drizzare i capelli a tanti, la parola integrazione fa saltare sulla sedia i leghisti che con Unfer sottolineano: "Non esiste integrazione per questa gente - ha sbottato - è da secoli che ci si prova ma non ne vogliono sapere". A dar manforte al presidente c'era anche Marco Albertini, sempre della Lega che chiude: "Loro non pagano la luce o non pagano le multe? Allora da domani lo farò anche io, vediamo con chi se la prenderanno prima gli enti preposti".


I giovani del Pdl: "Per i nomadi un campo attrezzato"
Giovane Italia attraverso Sabba critica il comportamento dei consiglieri leghisti: "Hanno contraddetto la linea del segretario cittadino"

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa della Giovane Italia in merito al tema discusso in commissione sicurezza giovedì che riguarda dati sulla presenza di nomadi in città e luoghi dove questi sostano.

Ieri abbiamo assistito alla commissione sicurezza che aveva all'ordine del giorno anche un argomento sul quale abbiamo più volte espresso la nostra opinione: nomadi a Busto Arsizio. Questo calato in un quotidiano aumentare di tentativi di furto nelle abitazioni cittadine, che a volte, vedono come protagonisti proprio loro.

L'assessore Fantinati ha affrontato molto bene il problema postogli dai commissari leghisti, che nel loro testo chiedevano solo lo status attuale sui fenomeni migratori nomadici in città. Su questo c'è poco da dire: l'amministrazione fa il suo dovere allontanando il prima possibile gli avventori, poi per il discorso delle sanzioni è veramente complicato venirne a capo.

In realtà il problema degli accampamenti a Busto è ben altro e non veniva toccato dai punti all' ODG, fortunatamente poi nella discussione è venuto fuori: per ammissione degli stessi leghisti non sono più tollerabili tutti quei comportamenti che creano discrimine tra i cittadini di Busto, che regolarmente
pagano tutto ciò che è dovuto (e se non succede vengono perseguiti) e quelli che risiedono in baracche abusive all'interno di campi con destinazione agricola.

"Sono contento - afferma sarcasticamente Sabba - che durante la discussione in commissione, i consiglieri leghisti abbiano contraddetto in tutto e per tutto la linea che la loro segreteria politica bustocca aveva fino a pochi mesi fa a riguardo e che non rendeva giustizia alle linee politiche che il loro partito esprime in altre città, come l'esempio di Verona e il suo Sindaco Flavio Tosi"

Anche l'Autorità per l'Energia si è resa conto dell'anomalia e infatti ha dichiarato illegali tutti quei contratti forfettari stipulati agli ex nomadi stanziali, anche tramite la mediazione dei comuni. Questo è un punto fondamentale della vicenda: "Cosa intendono fare le giunte a fronte di questa decisione? - si chiede Sabba - Cosa intende fare il Sindaco Farioli di fronte a delle minacce come quelle fatte dagli stanziali di Busto, che con fermezza hanno chiesto di avere ancora quei contratti illegali, per non essere costretti a rubare?"

La sinistra, nei suoi due concetti espressi, continua a chiudere un occhio:con quello aperto analizza il comportamento della Lega di Busto, che dato ilsenso di accerchiamento, ha bisogno di mostrarsi dura e pura; con l'occhio chiuso invece continua a non vedere la realtà del problema in discussione e si astrae sempre più da quelli che sono i bisogni e i sentimenti della gente.

La Giovane Italia ha più volte espresso la sua idea a riguardo: le strade sono due:

1) il divieto assoluto di vivere in aree con destinazione d'uso diversa da quella residenziale, che comporterebbe o la migrazione di queste persone o l'iscrizione alle liste d'attesa ALER per ricevere
un'abitazione;

oppure

2) la costruzione di campi attrezzati con tutti servizi necessari per vivere civilmente e che in qualsiasi momento possano essere sottoposti a controlli delle autorità. In questi campi regolari si dovrebbe dichiarare l'identità di chi vuole alloggiare e per quanto tempo, ma soprattutto pagare per i servizi che si useranno. Ciò è evidente che comporterebbe una spesa da parte del Comune, ma a fronte della risoluzione di un problema.

Tra le due opzioni è solo la politica che può scegliere, magari con la concertazione dei cittadini. Comunque sia è indubbio che ognuna di esse migliorerebbe la situazione attuale. Nel frattempo i cittadini che vivono nei pressi degli accampamenti continuano quotidianamente a subire, per questo fino a che non si troverà il coraggio di fare delle scelte, bisognerà intensificare controlli di ogni i tipo: sanitari, stradali, fiscali, urbanistici, etc...

21/01/2012