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Un progetto con i Rom per combattere i pregiudizi
Di Fabrizio (del 15/01/2012 @ 09:10:33, in Italia, visitato 1040 volte)

Segnalazione di Alberto Maria Melis

Nuovo Corriere BARISERA 10 gen 2012 - Un primo piano di una delle protagoniste della performance di Teadrom su gli autobus baresi

BARI – "No, grazie non vogliamo nulla da voi, non abbiamo spiccioli". Sembra proprio che il pregiudizio nei confronti dei Rom sia ancora presente nella comunità barese, almeno tastando le reazioni su autobus e ai semafori delle persone che involontariamente sono stati coinvolti nel progetto 'Teadrom'. Le reazioni sono state immortalate in un video conclusivo dell'iniziativa messa in campo dall'associazione Ri-belle di Bari che a partire da questa estate ha organizzato seminari e spettacoli con la forma espressiva del teatro di strada (in lingua romanès "drom" significa strada). "La collaborazione fra ragazzi rom (sette) e gadjè (non rom, una ventina in tutto) – spiega uno dei responsabili delle attività Gabriele Di Palma – ha favorito il dialogo e la conoscenza reciproca, ha potenziato le capacità espressive e immaginifiche di ciascuno e la fiducia in sé stessi. A rotazione i ragazzi coinvolti (i rom fanno parte di un interno nucleo familiare di 11 persone, ndr) hanno realizzato un esperimento di teatro invisibile. Sono saliti sugli autobus cittadini facendo finta di non conoscersi. Hanno cercato di regalare un portaoggetti in plastica (realizzato con bottigliette di plastica tagliate e chiuse con una zip, ndr) contenente un fiore di stoffa e un volantino che spiegava il progetto. Durante lo spettacolo le persone si spostavano e quando io fingendomi un ragazzo italiano precario ho chiesto denaro ai rom, sono rimasti a bocca aperta. Anche ai semafori nessuno voleva accettare il dono". Ora il nucleo familiare (11 persone con bambini dai 20 ai 2 anni) cerca una casa. "Ora vivono in condizioni precarie a Foggia – conclude Di Palma – ma stiamo trattando con la Chiesa di San Sabino per una casetta a Sannicandro. Speriamo che così possano riprendere a vivere".

Fiorella Barile