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Che problema chiamarsi Zlatan!
Di Fabrizio (del 28/11/2011 @ 09:23:07, in media, visitato 3302 volte)

Questa storia potrebbe iniziare in Svezia, un paese a tratti molto più civile del nostro, talmente triste e nordico che possono dare dei TERÜNI anche a quei polentoni di Cassano Magnago. In Svezia nacque 30 anni fa Zlatan, calciatore dal vago profilo cavallino, capace di sfracelli nei campionati nazionali e sostanzialmente una pippa nelle competizioni europee (un po' come le nostre squadre di calcio negli anni '70-'80). Zlatan ha il problema di molti calciatori viziati: un carattere schifoso (e quando sei ai vertici, devi anche essere educato come Pelè, i sanguigni come Maradona non sono tollerati, neanche se Zlatan ha un approccio alla chimica diverso dall'argentino). Inoltre, cambia squadre di calcio manco fossero mutande. Così, i tifosi avversari (anche quelli che lo adoravano pochi anni prima) cominciano ad urlargli ZINGARO, ZINGARO... perché a questo punto Zlatan non è più uno svedese, ed anche a gridargli BOSNIACO-CROATO non sarebbe la stessa cosa. Zlatan ha origini khorakhané, nonostante le sue mille casacche, quello rimane il peccato originale.

Suo coetaneo è Alan Caligiuri, che alla radio realizza una di quelle trasmissioni pietose con le risate e gli applausi registrati. Il suo siparietto si chiama "Zlatan lo zingaro" (manco a farlo apposta: il peccato originale). Biografia truzza come quella dello Zlatan più famoso.

Il suo Zlatan vive "nella casa a rotelle", ruba, spaccia, sfrutta minori e prostitute... e, devo dire per averne parlato con loro, non dispiace neanche a Rom e Sinti (italiani o stranieri), sempre ansiosi di conformarsi con quel che pensano i gagè. Diciamo che ci hanno fatto l'abitudine a chi di loro parla male, e poi non sono mai stati un popolo da scatenare crociate. Così, stanno allo scherzo, indecisi se si tratta del solito razzismo da poveracci (che per forza se la prende con i più poveracci ancora) o un sistema perché al solito qualcuno faccia soldi usando gli zingari (cioè amici e nemici uniti nell'abbraccio del dio denaro).

DATO CHE L'ORIGINALITA' E' ZERO, la storia potrebbe finire qua. Ma visto che i Rom e i Sinti sostanzialmente se ne fregano, ecco scendere in campo i soliti professionisti dell'antirazzismo, speranzosi nell'ennesima tribuna mediatica. O peggio ancora, di assurgere a portavoce di un popolo che vorrebbe essere ascoltato (qualche volta) in prima persona e senza protettori.

E così la storia riparte, perché al coro antirazzista si uniscono i Rumeni, in Italia e in patria, cioè una delle popolazioni più antizigane che ci siano; maltollerati in Italia, ma che col nostro popolo condividono sicuramente il vittimismo.

Cosa c'entrano i Rumeni? Zlatan al limite è un nome slavo...

Se Caligiuri avesse continuato a ripetere le stesse cose, prima o poi sarebbe diventato una macchietta (come capita a chi non sa variare il repertorio). Ma, ad un certo punto, ha deciso che Zlatan, nonostante il nome, dovesse venire dalla Romania (visto che ultimamente quasi tutti i Rom arrivano in Italia da lì) e ha chiamato la Romania come Zingaria. Apriti cielo! Se sei rumeno, puoi anche essere definito ladro, pappone, prostituta, ma essere solo avvicinato ad uno zingaro significa montare un incidente internazionale.

Poco altro da raccontare: la trasmissione è stata sospesa, Caligiuri si dipinge come una vittima della censura, i professionisti dell'antirazzismo sono contenti perché si è parlato di loro in Romania. Storie da gagé.

Io mi accontenterei che Caligiuri provasse sulla sua pelle cosa significa campare di elemosine e piccoli furti, o raccogliere rottami per 10 euro al giorno. Alan, se non ti faranno più andare in radio (ma non credo, quelli come te cadono sempre in piedi), ti raccomanderò a qualche amico mio, poi mi dirai...