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Nessuno tocchi i diritti
Di Fabrizio (del 29/11/2005 @ 11:42:54, in Italia, visitato 3873 volte)

note:

Cologno Monzese (Milano)
NESSUNO TOCCHI I DIRITTI
30 novembre 2005

in collaborazione con la Consulta per la Pace e Amnesty International Circoscrizione Lombardia

Giornata contro la pena di morte

La città di Cologno Monzese aderisce alla iniziativa «Città per la vita - Città contro la pena di morte» promossa dalla Comunità di Sant’Egidio. 
Trecento città in tutto il mondo sceglieranno un monumento da illuminare per richiamare l’attenzione di tutti i cittadini sulla violazione dei diritti umani che la pena di morte rappresenta. 
Villa Casati sarà illuminata con proiezioni, immagini e parole. 
Spazio espositivo a cura di Amnesty International Circoscrizione Lombardia 

Cineteatro di via Volta ore 21.15 
proiezione del film «Porte aperte» 
di Gianni Amelio, con Gian Maria Volontè 
Ingresso libero 

L’Assessore alla Cultura e alla Pace 
Giovanni Cocciro

    3 dicembre 2005

In collaborazione con la Consulta per la Pace del Comune di Cologno M.se 2005
Casa della Carità
Opera Nomadi

Giornata per i diritti del popolo ROM

Nell’approssimarsi della giornata mondiale per i diritti umani e nell’anniversario dell’apertura dell’Ufficio per la Pace, l’Amministrazione Comunale intende dedicare uno spazio ai diritti del popolo Rom. 

Ore 16.00 Villa Casati Sala Pertini Saluto del Sindaco Mario Soldano
Saranno presenti:

  • Irma Dioli Assessore alla Pace della Provincia di Milano

  • Giovanni Cocciro Assessore alla Pace di Cologno Monzese

  • Don Virginio Colmegna Presidente della Casa della Carità

  • Giuseppe Sampietro Presidente della Consulta per la Pace di Cologno Monzese 

Ore 16.30 
Sala Mostre -Inaugurazione delle mostre fotografiche: 
«Il popolo rom» a cura dell’Opera Nomadi foto di Paolo Poce 
«Faccia da zingaro» del fotografo Sergio Pontoriero 

Ore 17.00 
Il Sindaco Mario Soldano e l’Assessore alla Pace Giovanni Cocciro consegneranno il Premio alla Pace Città di Cologno 2005 

Ore 17.30 
Proiezione dei video sulla storia e la condizione del popolo Rom 

Ore 18.00 
Concerto della Banda del Villaggio Solidale 
Durante l’iniziativa saranno presenti banchetti espositivi delle associazioni di volontariato Di Cologno Monzese 

Il Sindaco 
Mario Soldano

Biblioteca Civica 
INFO 
Ufficio per la pace 
02 25308656

OPERA NOMADI SEZIONE DI MILANO ONLUS                                                                 Fotografie di Paolo Poce

Ente Morale DPR n. 347 del 26.3.1970

Via Archimede n. 13                                                                                                                       

20129 Milano Tel 0284891841 – 3393684212

operanomadimilano@tiscalinet.it

 

Sul numero dei rom e sinti in Italia e sulle concentrazioni demografiche dei gruppi zingari in Europa non esistono censimenti precisi ma stime percentuali, a fronte della crescente consapevolezza di una diffusa condizione di discrimazione e disuguaglianza.

Quella “Rom” è la più consistente minoranza trasnazionale (c.ca 10 milioni) dell’Unione Europea, lacerata da una diaspora territoriale resa ancor più acuta dai processi di modernizzazione, dalla perdita di protezioni sociali, dalle migrazioni dalle aree balcaniche provocate da un generale impoverimento e da una radicale modificazione dei rapporti sociali nelle comunità locali.

Nell’area carpato balcanica è presente c.ca il 60 % dell’intera popolazione rom europea, distribuita tra i paesi più poveri e con il reddito pro capite più basso (Romania, Slovacchia, Bulgaria, Bosnia, Kosovo, Macedonia); seguono la regione atlantica comprendente la penisola iberica (con un rapporto numerico complessivo pari c.ca allo 0,4 – 0,6 % della popolazione autoctona) e il resto degli stati della “vecchia europa” dove la percentuale si aggira mediamente attorno allo 0,2 – 0,3% (nel nostro paese è pari a c.ca 150.000 persone).

In Italia vi sono 27 comunità tra loro riconoscibili per una diversa provenienza geografica, religione, professioni esercitate, formate per c.ca la metà da italiani di antico insediamento (XIV sec.) e per l’altra da profughi o emigranti, la cui comune “identità” poggia quasi esclusivamente su fattori linguistici. Rom sono coloro che comunicano e si riconoscono attraverso le diverse parlate del Romanès o romani chib, una lingua di origine indiana (sanscrito) sulla cui esatta origine si è a lungo discusso senza trovare mai un pieno accordo.

Nel corso del novecento i rom hanno mutato quasi per intero le professioni tradizionali e gli spazi di relazione tipici della società rurale, restando ai margini delle nuove opportunità offerte dal mercato del lavoro e della società, mentre la percezione sociale e il pregiudizio che li circonda è andato crescendo.

Più che sulle cause e i rimedi possibili che pure pongono la forte necessità di un’azione culturale e sociale che investa l’insieme della società, veniamo chiamati a constatare gli effetti di una convivenza a tratti irrisolta o “inquietante”, relegata com’è nei confini minimali delle città, o annichilita nell’immobilità conflittuale imposta “dalle baraccopoli o ghetti” che provocano una pauperizzazione dell’esistenza e delle relazioni sociali e un senso generale di insicurezza.

L’influenza del luogo in cui si vive è un fattore determinante per creare il senso di emarginazione, discriminazione e disperazione tra le persone. Le barriere mentali si materializzano in frontiere urbane, in spazi di negazione, in campi nomadi.

All’interno del variegato e complesso mosaico della società rom milanese e di tutta la provincia emergono in modo dirompente gli effetti di una ripresa dell’emigrazione dai paesi dell’europa orientale e dell’area balcanica e in particolare dalla Romania, ma anche le tante, tantissime situazioni di abbandono e trascuratezza che riguardano le comunità rom e sinte italiane.

Si stima che Rom, Sinti e Camminanti siano in tutta la Provincia non più di 10 – 15.000 persone. La metà circa sono minori al di sotto dei 16 anni. Solo il 2 – 3 % supera i sessant’anni.