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Spagna
Di Fabrizio (del 14/08/2011 @ 09:46:05, in media, visitato 1829 volte)

Si ritorna su un argomento sollevato qualche mese fa. Se permettete alla fine voglio fare un'aggiunta.

Da Mundo_Gitano

Cari amici,

L'anno scorso l'emissione da parte di Chanel 4 della serie "Il mio grosso grasso matrimonio zingaro", causò un vivace dibattito tra gli attivisti rom ed i membri delle comunità rom e viaggiante, tanto in Gran Bretagna che in Europa. La serie, che segue la preparazione di differenti famiglie di Traveller irlandesi nei loro preparativi per la cerimonia di matrimonio, ha sollevato grandi controversie ed è stata accusata di rafforzare gli stereotipi e confondere la comunità rom con quella dei Traveller irlandesi. Tuttavia, la serie ha ottenuto un grande successo mediatico, raggiungendo oltre 8 milioni di spettatori, e nel 2011 è iniziata la seconda stagione dello spettacolo. Sulla base delle informazioni ricevute dai nostri amici delle organizzazioni rom britanniche, sono già iniziate le riprese della terza stagione, ed i produttori non hanno alcuna intenzione di cambiare titolo o contenuto dello spettacolo.

Martedì 2 agosto 2011, il canale televisivo spagnolo Antena 3 ha iniziato a trasmetterlo in versione spagnola, col titolo "Mi gran boda gitana". Il primo episodio ha causato grande indignazione tra i membri della comunità spagnola, che si è impegnata in numerose attività di protesta. La mobilitazione dei Rom spagnoli contro la programmazione è stata impressionante in tutto il paese. E' significativo, ad esempio, che il gruppo Facebook creato come protesta contro lo show abbia raccolto oltre 800 iscritti in soli due giorni.

La Federazione delle Associazioni Rom di Catalogna (FAGIC) ha iniziato a denunciare lo spettacolo davanti agli enti pubblici (come la Commissione Audiovisivi e l'ufficio del Difensore Civico), considerandolo dannoso all'immagine della comunità rom, tanto in Europa che in Spagna. Abbiamo anche emesso una lettera di protesta ad Antena 3, perché rinunci all'emissione dello spettacolo.

Stiamo pertanto lanciando un appello a tutte le organizzazioni rom, sinte e viaggianti, perché si uniscano nella lotta contro la stereotipizzazione e la stigmatizzazione delle nostre comunità. Stiamo incoraggiando le organizzazioni ad unirsi alla nostra protesta ed ispirare un'azione pan-europea contro la serie. Scriveteci, per domande, commenti o per ricevere copia della lettera inviata all'ufficio del Difensore Civico spagnolo, e per unirvi alla nostra protesta. Vorremmo sapere quali organizzazioni sono interessate ad unirsi a noi nel scrivere una lettera congiunta di protesta ai produttori dello spettacolo (Firecracker Films).

Opre Roma!

Cristóbal Laso
Vice president FAGIC

Annabel Carballo
Coordinadora Tècnica de Projectes

Federació d'Associacions Gitanes de Catalunya
C/Concilio de Trento, 313 9.9
08020 Barcelona
Tlf. 93 305 10 71/Fax. 93 305 42 05


Un film che ho visto parecchie volte, sempre con piacere: Gatto nero gatto bianco, di Kusturica.

Una volta mi è toccato pure di doverlo presentare ad un cineforum. Mi ricordo che nell'occasione dissi che l'allora vice-sindaco milanese, il De Corato degli sgomberi senza fine e senza soluzioni, avrebbe dovuto vederlo. Avrebbe imparato perché in quella sua lotta contro una delle comunità più sgarruppate della terra, era destinato a perdere (e le successive elezioni hanno dimostrato che, almeno stavolta, avevo ragione io e non lui).

Perché, ed il film lo mostra chiaramente tra una risata e l'altra, i Rom si possono cacciare, picchiare, fargli di tutto... e dopo ogni batosta si rialzano per ricominciare a far casino come se non fosse successo niente.

Ma allora dimenticai un particolare...

Vi chiedo, se conoscete il film, di far mente locale sulle scene girate nell'ospedale, quando il nonno viene dimesso; che sono divertenti e ricche di musica...

Apro una parentesi: qualche anno fa, passavo le notti a chattare con alcuni Rom in Nord America. Molto più "integrati" dei loro cugini europei; cioè, il razzismo, si sa, c'è anche lì (e la serie televisiva di cui si parlava mesi fa è solo uno dei tanti esempi), ma per loro è più facile passare inosservati. Discorrevo spesso con una coppia di questi Rom: vivevano in Florida, lei infermiera, lui capocantiere; per loro (come per molti americani) vivere in un motorhome, magari grande come casa mia, non è una cosa scandalosa come in Italia. Una sola volta mi sono preoccupato veramente: quando sulla Florida s'è scatenato un uragano, e mi immaginavo il loro camper come un fuscello in balia della natura.

Fine della parentesi. Lei una volta mi raccontava di un episodio trasmesso in un canale televisivo: era ambientato in un ospedale (ricordatevi che è un'infermiera) e narrava dell'amante di un capo zingaro lì ricoverata. Questa mia amica mi descriveva scandalizzata le scene dove si vedevano moltitudini di gente malmessa che correva su e giù per i corridoi dove "naturalmente" sparivano borsette e portafogli, il parcheggio dell'ospedale trasformato in un campo sosta "all'europea" con i fuochi accesi, i balli, il bere, i panni stesi... E poi la mia amica sbottava: "Ma cosa credono, che viviamo come in un film di Kusturica?!?!"

A me quei film continuano a piacere ma, se permettete, volevo mettervi in guardia: attenzione che il razzismo e i pregiudizi non sempre viaggiano sulle tinte forti e becere. A volte possono far capolino anche dietro le migliori intenzioni o le menti più brillanti.