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Che fortuna!
Di Fabrizio (del 11/08/2011 @ 09:32:17, in casa, visitato 1616 volte)

Morale da Libero: (se non ho capito male) le famiglie rom non hanno difficoltà.

Cito sempre dall'articolo:

Secondo Boni, "le stesse cascine, che sono patrimonio della nostra cultura e della nostra identita', non possono diventare il rifugio di disperati, ma vanno recuperate e fatte rivivere in maniera dignitosa. L'unica soluzione ragionevole e' quella che vede i nomadi compiere un percorso di integrazione serio, senza godere di corsie preferenziali. Chi vuole restare sul nostro territorio deve trovare un lavoro e una casa, compiendo gli stessi sacrifici che in tutti questi anni hanno accomunato migliaia di famiglie milanesi e lombarde''.

Quindi, sempre se non ho capito male, per integrarsi devono fare un percorso di integrazione, trovarsi un lavoro e una casa, che tanto NOI gli risponderemo picche.

Mi è venuto in mente un pezzo apparso su Metropoli per principianti. L'autore a pag. 187 intervista Franca:

"[...] Sono così maledettamente fuori luogo, in questo mondo. Scandalosi. "Sai cosa vorrei io come casa?" mi chiede, all'improvviso. "Sai queste cascine abbandonate che mettono all'asta? Va bene i campi rom, va bene i villaggi, ma questa non è vita. I nostri bambini sono abituati a stare all'aria aperta, una bella cascina, con gli animali... i bambini italiani nelle case sono carcerati, io li vedo quando vado a scuola, mi fanno pena." Mi indica Laura: "Se la lasci qui vedi come cambia, prende colore... è come avere una villa, ma non per essere ricchi, ma per stare fuori, all'aria".

Questo è quello che vuole Franca. Il suo sogno irrealizzabile. Un sogno così passatista, così fuori tempo massimo. Cambia all'improvviso argomento: "I miei sono di Foggia" mi dice. "I meridionali sono come gli zingari. Ce lo siamo dimenticati ma quando sono venuti i qui venivano trattati come gli zingari." Lei non dimentica. Io neppure.

Forse neanche Biondillo sa com'è continuata la storia: Franca lavora, suo marito pure, e così anche altri parenti. Allora due anni fa aprirono un mutuo per acquistare una cascina nel pavese. Si cominciava a parlare del "Piano Maroni", che stanziava allora circa 13 milioni di euro per le "soluzioni di uscita dai campi". Franca ed i suoi chiesero una parte di quei soldi perché, prima di andare ad abitarci, dovevano ristrutturare la cascina (precisazione: i contributi non erano a fondo perso, andavano restituiti col tempo). I soldi vennero concessi, ma ancora nessuno li ha visti. Franca abita ancora al campo, ora c'è anche il mutuo da rimborsare.