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Cosa scrivere di nuovo sull'ennesimo morto?
Di Fabrizio (del 07/08/2011 @ 09:06:34, in casa, visitato 1480 volte)

Facendo ogni sorta di scongiuri, leggevo qualche giorno fa questa notizia su Repubblica.

Riflettevo sulla sottile differenza che passa tra un campo "tollerato" come quello e i campi cosiddetti "regolari".

Succede al campo "regolare" di via Idro a Milano, che vigili e polizia si presentino in forze e "...una ruspa ha demolito la cabina elettrica che serviva tutto il campo, a causa di alcuni allacciamenti non regolari; col risultato che ora tutto il campo è senza elettricità (anche chi aveva un regolare contatore)" così "Ora tutte le famiglie hanno allacci elettrici volanti, e naturalmente abusivi. " (leggi QUI, ndr). Non si tratta di un caso isolato. Per il momento è estate, ma con l'arrivo della brutta stagione la situazione potrebbe diventare davvero pericolosa. Inutilmente i Rom che vi abitano (e sanno cosa significhi abitare in un campo), stanno tentando di far capire che tra tutti gli interventi che si vorrebbero fare, quello sarebbe il più urgente.

Nel contempo, quando il Comune attrezzò il campo, decise di installare per ogni piazzola sulla medesima colonnina tanto l'allaccio dell'acqua che l'attacco della corrente elettrica. Per qualche miracolo, ancora nessuno è rimasto folgorato. Nel frattempo i più prudenti, sempre in maniera abusiva per la legge, hanno provveduto a farsi allacci propri. Una delegazione di Amnesty International in visita in via Idro, ci raccontava che in alcuni campi a Roma aveva visto la stessa situazione.

Forse sarebbe il caso che i vari gestori, associazioni dal grande cuore, tavoli e consulte rom, oltre a discutere dei massimi sistemi, prevedessero che chi abiti in un campo venga consultato anche nella fase di progettazione. Lo dico senza alcuna malizia verso questo o quello. La democrazia si costruisce soprattutto sulle piccole cose, "al limite" si sarà evitata un'altra piccola stupida morte.

 video di Eugenio Viceconte