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Un altro sgombero
Di Frances Oliver Catania (del 21/04/2011 @ 09:17:09, in Italia, visitato 1742 volte)

Ricevo e porto a conoscenza

[...]

Vorrei [...] portare a conoscenza del pubblico questa situazione, o se mi potete suggerire qualcuno che sia interessato.

Il comune di Pessano con Bornago (MI) sta cercando di sgomberare una comunità Rom che si è stabilità nel suo territorio.
Questi tentativi di sgombero si ripetono da circa otto anni ma, nonostante in questo periodo di tempo tutte le denunce fatte dal Comune si siano risolte in favore del Comune, gli abitanti del campo non hanno sgomberato e sono stati, fino a poco tempo fa, "tollerati".
Adesso il Comune ha trovato una formula per forzarli ad uno sgombero senza chiamarlo "sgombero"; ossia, nonostante il terreno sul quale è stato fatto il campo Rom sia di proprietà di uno degli abitanti del campo, questo terreno è un terreno agricolo.
Il comune sta quindi approfittando della nuova legge che equipara le roulotte a edifici per forzarli fuori dal terreno.
Essendo i Rom rimasti a Pessano con Bornago per otto anni, i minori nel campo sono iscritti alle scuole del paese, e vi sono anche vecchi e disabili (ai quali tra l’altro, è stata negata l’assistenza sociale perché non sono cittadini italiani).
Siccome questa volta il Comune si sta mostrando serio alcune delle famiglie nel campo sono andate via, ma rimangono ancora alcuni di loro che non vogliono, o non possono trovare un altro luogo dove vivere.

In particolare mi ha colpito il caso di una signora, di nome Maria, che ha 73 anni, problemi di cuore ed un figlio disabile (cieco) a cui sta badando; questa signora non ha la forza di cercare un altro posto dove andare e questa azione del Comune ha, anche se non nella forma, la stessa sostanza di uno sgombero.
Ho già cercato di contattare il Comune ed esprimere i miei dubbi ma sono stata trattata con ostilità dal sindaco che non vuole sentire ragioni, i motivi sono sempre gli stessi "non vogliono integrarsi" o "rubano", mi sono quindi rivolta ad altre associazioni come la Caritas Ambrosiana ed ho contattato un avvocato esperto in diritti umani, (Avv. Guariso) questi mi hanno dato una mano come hanno potuto ma senza risultati definitivi.
Mi rimane quindi solo il cercare di far pubblicità alla situazione nella speranza che in questo modo qualcuno possa convincersi che vi sono altri modi per risolvere la questione senza forzare i rimanenti Rom a cercare casa altrove.

Questo è un riassunto della situazione che è, come lo è sempre, un po’ più complicata. Se lei, o qualcuno, ha la possibilità di occuparsi di questo caso posso spiegare meglio i fatti.

Spero di ricevere buone notizie, in ogni caso auguro buona fortuna [...].

Cordali saluti.

Frances Catania