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Giro di vite sul campo nomadi. I sinti scrivono alla Gazzetta
Di Sucar Drom (del 22/03/2011 @ 09:26:58, in casa, visitato 1525 volte)

Il Comune varerà il nuovo regolamento per il campo nomadi. La struttura verrà gestita da un ente terzo rispetto a Comune e Sucar Drom. Ecco le lettere che i sinti hanno inviato alla Gazzetta.

Gazzetta di Mantova

  • GUENDALINA "Vogliono cacciarci"
  • PAOLO "Perché cambiare il regolamento?"
  • DEL BAR "Come fate a sapere che siamo sporchi?"
  • SUCAR DROM "Ricordiamo i tanti passi avanti"

MANTOVA. Giro di vite del Comune sulla gestione del campo nomadi del Migliaretto. E' quanto prevede la nuova bozza di regolamento. Norme più severe per scandire la convivenza tra famiglie Rom e Sinte e, soprattutto, la certezza che si andrà verso la chiusura del campo, anche se ancora non si sa quando e nemmeno quale sarà l'alternativa offerta ai residenti. I quali saranno maggiormente responsabilizzati nella conduzione delle piazzole.

Nel senso che dovranno occuparsi della manutenzione ordinaria, prima affidata al Comune, e che risponderanno direttamente degli eventuali danni arrecati alla struttura. Rischiando anche l'espulsione nel caso non si attengano alla regole. Aumenterà anche il canone giornaliero che ogni famiglia dovrà versare e rincarerà anche il costo di acqua, luce e gas. E vi è anche una novità sostanziale. Dal nuovo regolamento si evince che a gestire la struttura non saranno più il Comune e i nomadi attraverso l'associazione Sucar drom, ma un ente terzo. Le modalità per l'affidamento saranno decise in un secondo tempo dalla giunta.

Ancora non è dato conoscere la reazione ufficiale delle rappresentanze dei nomadi, anche se voci parlano di forti resistenze all'introduzione, all'articolo 4, della facoltà per l'ente gestore di proporre al sindaco l'espulsione di chi, residente o meno, «non osserva il regolamento, commette reati contro il patrimonio, crea disordini o risse all'interno dell'area e di chi risulta insolvente nei pagamenti dei canoni» previsti dal regolamento.

Così come non piacerebbe che dallo stesso articolo 4 sia sparito il riferimento a due dei compiti principali per le istituzioni pubbliche e per chi gestisce un campo nomadi: promuovere la scolarizzazione dei bambini e curare il rapporto tra cittadini e nomadi per favorire l'integrazione nella comunità. «In commissione - dice l'assessore al welfare Arnaldo De Pietri - valuteremo serenamente le proposte delle associazioni che saranno portate dai dirigenti e che, in alcune casi, sono già state condivise. Il fatto politico importante - sottolinea - è che il regolamento porta in sè i presupposti per procedere ad un graduale smantellamento del campo».

In questa direzione va anche la norma introdotta che prevede di non assegnare più le piazzole che si rendessero libere per il trasferimento di famiglie residenti. Per la prima volta la struttura di via Guerra viene definita «area residenziale» per le famiglie Sinte e Rom (prima era semplicemente un "campo" per permettere la sosta dei nomadi fornendo loro «servizi indispensabili per le esigenze familiari»).

L'area comprende 25 piazzole (ognuna delle quali può ospitare sino a due nuclei familiari), con a disposizione due prese elettriche. L'area al massimo può ospitare 200 persone (prima non vi era alcun limite): i residenti possono stare per un tempo illimitato; mentre i non residenti potranno fermarsi per un massimo di 30 giorni rinnovabili (prima era previsto un solo rinnovo).

18 marzo 2011


 Sul nuovo regolamento per il campo nomadi sono arrivate in redazione lettere (alcune firmate con nomi di fantasia per "timori _ scrivono _ di ritorsioni da parte del Comune") molto critiche nei confronti delle nuove norme. Ecco la prima lettera

"Egregio Direttore della Gazzetta di Mantova, il Consiglio comunale sembra intenzionato ad approvare un nuovo regolamento per chi come me vive nel cosiddetto campo nomadi. Con il nuovo regolamento si vuole stravolgere le modalità di pagamento degli oneri (affitto della piazzola, energia elettrica, acqua, immondizie...). Per inciso, la casa non me l'ha data il Comune come a Milano o a Roma, ce la metto io!

Mentre oggi andiamo liberamente, alla scadenza delle bollette, a pagare quanto dovuto alla Tesoreria comunale in via Roma, con il nuovo regolamento dovremmo pagare a un fantomatico Ente gestore. Mi chiedo: questo Ente gestore garantirà gli stessi orari di sportello come fa oggi la Tesoreria comunale? Quanto dovrà spendere il Comune per dare la possibilità all'Ente gestore di avere uno sportello aperto tanti giorni e tante ore come la Tesoreria comunale? L'impressione è che si voglia complicare la mia vita con l'obbiettivo trovare delle scuse per cacciarmi in strada se il fantomatico giorno dei pagamenti sarò lavoro o sarò ammalato."
Guendalina
abitante di viale Learco Guerra 23


 Un altro abitante di Viale Learco Guerra 23 scrive sul regolamento che il Comune intende adottare per il campo nomadi. Anche in questo caso fa ricorso a un nome di fantasia

"Egregio Direttore, il Comune ha intenzione di cambiare il regolamento del luogo dove vivo, viale Learco Guerra 23. Razionalmente non ne capisco il motivo, visto che l'attuale regolamento funziona e che tutti pagano regolarmente; ma si sa ci sono le elezioni provinciali e quindi la cosa più semplice è dare addosso a noi sinti mantovani.

Comunque non riesco proprio a capire il motivo per cui nel momento in cui non pagassi l'energia elettrica mi cacciano in strada. Oggi se non pago mi tagliano i fili della luce come a qualsiasi altro mantovano. Secondo Lei, Direttore, stanno cercando scuse per smantellare il cosiddetto campo nomadi mandandoci via da Mantova?"
Paolo
abitante di viale Learco Guerra 23


 Yuri del Bar, vicepresidente dell'associazione Sucar Drom, critica le parole del consigliere comunale Romano, il quale ha affermato che "la cultura sinta è ruberia o carità"

"Signor Direttore, il consigliere Carlo Romano vuole insegnarci come vivere. Ha affermato pubblicamente che la cultura sinta, e quindi la mia cultura, è ruberia o carità. Ha anche affermato che siamo sporchi e non paghiamo le bollette. Le posizioni verso noi sinti mantovani del consigliere Romano le ho lette nei libri di storia e le ho sentite raccontate da mia madre che è nata in campo di concentramento. Tutti sappiamo come è finita...

Nei suoi mandati come Consigliere Comunale Carlo Romano non si è mai visto nei pressi del cosiddetto ''campo nomadi'' e quindi mi chiedo: come fa a sapere che noi siamo sporchi? Forse quando ero Consigliere comunale venivo alle sedute sporco?

Devo ricordare al consigliere Romano che la stessa Regione Lombardia, guidata dal suo partito, ha riconosciuto la scolarizzazione a Mantova dei bambini sinti come modello da esportare anche in altre città. La Regione Lombardia è molto attenta ed informata su queste dinamiche e su questi progetti, al contrario del consigliere che sparla solo per fare presa sulla cittadinanza. Naturalmente stando attento a non fare dichiarazioni che vadano contro l'altro partito di maggioranza: la Lega Nord. Altrimenti ha paura di perdere il seggiolone in consiglio.

Credo che in questi anni la nostra associazione abbia fatto un gran bel lavoro, non vedo il motivo perché distruggerlo e cambiare con un altro ente gestore. In generale le cose si cambiano quando vanno male, ma forse l'unica cosa che ha in mente questa amministrazione è quella di fare fuori Sucar Drom, associazione conosciuta e stimata sia in Italia che in Europa. Credo che il regolamento dell'area di sosta di via Learco Guerra n. 23 debba essere ancora approfondito prima di andare in Consiglio comunale, come eravamo d'accordo con l'Assessore che ci aveva promesso un altro incontro. Ma le pressioni politiche alle spalle dell'assessore hanno costretto questo ultimo a cedere per non avere problemi in seguito. L'associazione Sucar Drom ha ricevuto nel 2009 euro 16.000,00 per la gestione ma anche una parte della manutenzione degli impianti come quello fognario e quello del verde. Caro Romano, cosa costerà ai mantovani la sola gestione che sembra si voglia affidare all'Aster (ex Mantova Parking)?"
Yuri Del Bar
Vicepresidente Associazione Sucar Drom


 "Il desiderio di evitare il dialogo e il confronto aperto cercando di far accettare proposte che definire discutibili è solo generoso verso chi le avanza, è apparso subito chiaro a chi come me ha assistito nella serata di ieri all'incontro delle commissioni statuto e regolamento e servizi sociali. Le commissioni si riunivano per discutere la stesura di un nuovo regolamento per l'Area Attrezzata a Sosta per Sinti italiani, da sempre dicitura corretta ma che i nostri politici, spesso in difficoltà con la lingua italiana, non riescono ancora a pronunciare preferendo quella più sbrigativa di campo nomadi.

Dopo una sbrigativa presentazione del nuovo regolamento da parte del dirigente Ernesto Ghidoni, l' assessore Arnaldo De Pietri, chiedeva che non fosse accettata la lettura di un intervento preparato dall'Associazione Sucar Drom come proposto dai consiglieri di minoranza.

L'assessore riteneva che se il tenore dell'intervento fosse quello espresso anche in articoli apparsi sui quotidiani, non era il caso di dare altro spazio al confronto. Forse dimenticava che era apparso prima un lungo articolo sulla Gazzetta di Mantova, che se non riportava fedelmente le sue parole o il suo pensiero, non si è comunque sentito in obbligo di correggere o smentire.

Fortunatamente la maggioranza dei presenti non era dello stesso avviso, e pure se non sono mancati altri tentativi per affossare il confronto, il consigliere Romano ha infatti ricordato che bisogna bere l'amaro calice (speriamo non sia olio di ricino), l'intervento è stato letto, offrendo la possibilità tardiva e comunque alla fine evasa di poter presentare un nuovo regolamento che non risultasse solo, come è dimostrato sarà, un atto che renderà ancor più difficile la vita a determinate persone già svantaggiate, ma anche un documento raffazzonato e approssimativo che evidenzierà i suoi limiti e la sua scorrettezza al momento di metterlo in atto.

Forse per ottenere una cosa più condivisa e più costruttiva sarebbe bastato che i rappresentanti dell'assessorato al welfare ricordassero a se stessi e ai presenti i passi in avanti che in passato si sono potuti fare, e che ancora sarebbero stati possibili, puntando a quel modo di agire conosciuto come collaborazione.
Luca Dotti
Associazione Sucar Drom


NdR: altre lettere inviate alla Gazzetta di Mantova, su U VELTO