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Francia
Di Fabrizio (del 08/03/2011 @ 09:50:25, in media, visitato 1373 volte)

Da Roma_Francais

Coulisses-tv.fr

Lunedì 21 marzo alle 00.30, France 3 diffonderà nella programmazione di "La case de l'oncle doc" un documentario intitolato "Roms, premier peuple européen".

Sei secoli dopo il loro arrivo in Europa, i Rom, a seconda delle frontiere conosciuti come Manouches, Gitans, Sinti…continuano a vivere, tra carovane e bidonville, alle porte delle nostre società. Ma in Francia a luglio 2010, una semplice notizia riguardante un cittadino francese di origine gitana, dava fuoco alle polveri.

Discorsi sicuritari infiammati, amalgama tra delinquenza e "gens du voyage", regna la confusione, e designa un capro espiatorio per l'insicurezza del momento: i Rom. Tra i 10 e i 12 milioni di suoi cittadini vivono ai margini dei diritti più fondamentali, dalla sanità all'istruzione. Tra i 10 e i 12 milioni di uomini, donne, bambini marginalizzati che vogliamo tenere a debita distanza, ma a quale distanza, visto che sono europei? Lo stigma, per non dire il rifiuto di "Gitani, Zigani, Manouches..." è ancestrale. Evidente la loro paura dell'integrazione o dell'assimilazione. Il loro posto in un'Europa ufficialmente senza frontiere interne, ma che resta un'Europa delle Nazione, è difficile da definire. A meno che i Rom stessi non aprano una prima breccia. A marzo 2011, Romania e Bulgaria, membri dell'Unione Europea entreranno nello spazio Schengen garantendo la libera circolazione a tutti i loro membri.

Questo film ci fa viaggiare, da Montreuil dove si espellono i Rom rumeni o bulgari, a Budapest dove le milizie nazionaliste incendiano le case delle famiglie rom. Un itinerario di paria abbandonati dai loro stati e che convergono verso Strasburgo e Bruxelles, capitali legislativa e amministrativa dell'Unione Europea, dove giovani studenti rom tentano di far intendere la voce dei 10-12 milioni di cittadini europei che non vogliono più vivere rifiutati e marginalizzati. Un viaggio per raccontare la lunga e difficile gestazione di una nazione senza territorio nazionale. Una prima tappa verso un'Europa dei popoli? Forse no, ma una questione centrale: quale status perché 10-12 milioni di cittadini europei non siano più rigettati ai margini dei diritti fondamentali?