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L'ex Casilino 900 è una discarica. Il parco attrezzato resta un sogno
Di Fabrizio (del 24/02/2011 @ 09:36:24, in Italia, visitato 1474 volte)

Repubblica Il Comune ha trasferito i rom un anno fa, ma rimane il degrado - di CECILIA GENTILE

Degrado e rifiuti dopo lo sgombero del campo nomadi

Sedie di plastica, materassi, scarpe, rami secchi, bottiglie, cibo per gatti. Un water, tante carrozzine, tavolacci, schermi di vecchi computer, calcinacci, carcasse di auto. C'è di tutto nelle montagne di rifiuti davanti all'ingresso di quello che fino ad un anno fa era il Casilino 900, il campo rom più grande d'Europa.
Il sindaco Gianni Alemanno celebrò lo sgombero del febbraio 2010 come l'inizio di una nuova era. La rimozione di quella indecente baraccopoli avrebbe consentito la realizzazione del parco di Centocelle ed inaugurato la progressiva scomparsa degli insediamenti abusivi. "Vogliamo che entro quest'anno non esistano più campi nomadi abusivi e tollerati e tra qualche anno neanche gli altri", diceva Alemanno durante il lavoro delle ruspe. E ancora prima, quando nel giugno 2009 il Comune installò gli allacci della luce nell'insediamento, il sindaco dichiarava: "I lavori portati a termine a Casilino 900 resteranno a disposizione dei cittadini che, una volta completata la chiusura del campo prevista per fine anno, avranno un parco pubblico attrezzato dotato di illuminazione".

Ma un anno dopo, il parco di Centocelle non esiste e i 700 rom sgomberati dal Casilino 900 vivono appiccicati ai nomadi dei villaggi attrezzati esistenti, contendendosi spazi e servizi in condizioni di estremo degrado. Nella gigantesca area un tempo occupata dalle case di fortuna di bosniaci, montenegrini e serbi, adesso ci sono un'altissima foresta di erba secca, siringhe vecchie e nuove sparpagliate tra campi e sentieri, cumuli di rifiuti. Un altro monumento al degrado e all'abbandono, che rischia di essere rioccupato da un momento all'altro dai nomadi sgomberati e furiosi. Qualcuno che ci vive dentro c'è già. Ad appena pochi passi dall'ingresso principale malamente chiuso con un muretto basso di cemento e una cancellata arrugginita che è stata forzata, c'è una costruzione in mattoni con un'entrata ad arco, dove sono accumulati materassi e coperte. Tutt'intorno, i resti evidenti di toilette improvvisate.

"Ormai abbiamo capito che sindaco e giunta non hanno alcun interesse a realizzare il parco di Centocelle - dichiara il presidente del VII municipio Roberto Mastrantonio - Il 19 dicembre 2010 una delibera del consiglio comunale ha rimodulato i fondi per Roma Capitale definanziando il secondo stralcio di 18 ettari del parco, per il quale erano stati stanziati quattro milioni e 200 mila euro. Una gran parte di quei fondi, pari a tre milioni, sono stati utilizzati per realizzare la Prenestina bis, che era una promessa elettorale di Alemanno".

Il parco archeologico di Centocelle venne deciso dalla prima giunta Rutelli nel 1993. Il consiglio comunale ne ha adottato il piano particolareggiato con le controdeduzioni il 31 gennaio 2005. La regione Lazio lo ha approvato il 20 ottobre 2006. Ma fino ad ora, dei complessivi 110 ettari, ne sono stati aperti al pubblico soltanto 33, all'epoca del sindaco Veltroni. "Il secondo stralcio definanziato - racconta il presidente Mastrantonio - interessa la cosiddetta area del "Canalone", dove un tempo c'era l'insediamento del Casilino 700, anche quello sgomberato, e prevedeva anche un'area servizi con un teatro, piste di pattinaggio e un gazebo per la guardiania. Ma adesso siamo di nuovo all'anno zero".

(20 febbraio 2011)