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Le elezioni si avvicinano. La confusione è massima
Di Fabrizio (del 05/02/2011 @ 09:07:27, in Italia, visitato 1162 volte)

Corriere della Sera IL RICORSO SULLE CASE NEGATE. ENTRO 7 GIORNI TUTTI GLI IMMIGRATI NEGLI ALLOGGI ASSEGNATI
"Rom, sindaco e prefetto chiariscano"
Inchiesta sui "nomadi discriminati", i pm chiedono nuovi documenti. De Corato: situazione incredibile

MILANO - Un altro giro. E non per lo sgombero in via Cavriana, zona Forlanini, di 5 baracche e 4 tende in mattinata, sgombero contestato da un gruppo di attivisti per i diritti umani ("Quindicesimo blitz, senza servizi sociali"). Ieri i procuratori aggiunti di Milano Armando Spataro e Ferdinando Pomarici, nell'inchiesta sul caso delle case negate ai rom, hanno chiesto nuove informazioni a prefetto e sindaco. Il prefetto in quanto Gian Valerio Lombardi è commissario straordinario per l'emergenza nomadi. In Comune come l'han presa? Il vicesindaco Riccardo De Corato dice che "le istituzioni danno le case ai rom e si ritrovano indagati. Una vicenda che ha dell'incredibile". L'opposizione, col capogruppo del Pd Pierfrancesco Majorino, crede che "sia bene fare chiarezza. Ci spieghino il perché del voltafaccia". Poi ci sarebbe anche la Lega che già pensa ai voli. Ma prima, il "voltafaccia".

Patti, date, ministero
Tra dicembre e gennaio, dopo il ricorso dei rom assistiti dagli avvocati Alberto Guariso e Livio Neri, due ordinanze del Tribunale avevano sancito che il Comune non aveva rispettato i patti sottoscritti e si era anzi macchiato di discriminazione razziale. I patti, peraltro dimostrati da accordi visti, approvati, scritti e sottoscritti, prevedevano l'assegnazione di case popolari - fuori dal mercato e da ristrutturare - in cambio dell'impegno a lasciare il campo di via Triboniano. I nomadi avevano fatto il loro. Le istituzioni no. La Moratti aveva annunciato e presentato ricorso. Ricorso respinto. La bocciatura venne motivata così: escludere i rom è stata una scelta "fondata esclusivamente su ragioni etniche". Per adesso il fascicolo d'indagine di Spataro e Pomarici è senza ipotesi di reato. La Digos è stata incaricata di compiere accertamenti. Cosa successe davvero? Noi limitiamoci a seguire le date. Il 9 agosto scorso i nomadi avevano rinunciato alla permanenza in via Triboniano a decorrere dal successivo 15 ottobre. Il tutto, appunto, in cambio di abitazioni. Che erano già state trovate. Quattro giorni prima la Regione aveva accolto la richiesta del Comune e aveva autorizzato l'Aler a destinare 25 alloggi. Il 27 settembre il ministro dell'Interno Roberto Maroni aveva comunicato l'interruzione del progetto. Lo stesso ministero dell'Interno nel corso del 2009 aveva stanziato 13 milioni di euro per il piano rom. Una parte di questi soldi verranno utilizzati per il rimpatrio in Romania di alcuni nomadi. E qui arriviamo alla Lega.

"Viaggio di sola andata"
Il capogruppo in Comune della Lega Matteo Salvini dice che "le risorse messe a disposizione dal Viminale servono per gli sgomberi e per l'allontanamento del maggior numero possibile di rom, non per gli aiuti e le sovvenzioni. L'unico sforzo economico che siamo disposti a concedere per le famiglie nomadi è un biglietto aereo di sola andata". Il numero dei partenti è abbastanza esiguo. Cinque le famiglie decollate. Altre dieci-quindici quelle che potrebbero seguirle. La maggior parte delle famiglie (102 in totale) rimarrà. Non in via Triboniano che, ha annunciato il prefetto, verrà chiuso entro marzo. Sorge su terreni destinati all'Expo. Domandina, allora: dove finiranno tutti gli altri nomadi? Andranno a ingrossare i restanti, e regolari, campi rom cittadini?

I cantieri negli alloggi
A marzo saremo in pienissimo periodo di campagna elettorale, che influenzerà tremendamente politiche, decisioni, scelte sul futuro dei rom. Per quel periodo, almeno il capitolo-case sarà chiuso da un bel pezzo. Ancora una settimana al massimo e, informano dalla Casa della carità che li ha seguiti in questo tortuoso percorso, nelle case Aler entreranno tutti i rom che mancano all'appello. Le abitazioni, lo abbiamo detto, erano in condizioni critiche. Servivano dei lavori. Sono quasi terminati. Notevole lo sforzo sostenuto dalle associazioni che assistono i nomadi, ai quali spetterà il pagamento delle bollette di luce, acqua e gas.

Andrea Galli - 04 febbraio 2011