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Il 2011 inizia con un incendio sospetto e gente senzatetto
Di Fabrizio (del 02/01/2011 @ 09:13:50, in Italia, visitato 1285 volte)

COMUNICATO STAMPA Firenze, 1 gennaio 2011

ROM, SESTO FIORENTINO: INCENDIO DOLOSO DISTRUGGE CAPANNONE. EVERYONE E OPERA NOMADI CHIEDONO ALLA PROCURA DI INDAGARE PER TENTATA STRAGE

Opera Nomadi e il Gruppo EveryOne chiedono alla Procura di Firenze di aprire un fascicolo e accertare le dinamiche e le testimonianze relative all'incendio sviluppatosi ieri sera, 31 dicembre 2010, a Sesto Fiorentino, in via del Ponte di Quaracchi n°72, e, nell'eventualità in cui la stessa ravvisi reati, di procedere contro ignoti per i reati di incendio doloso e tentata strage ai danni della locale comunità Rom.

Il capannone oggetto dell'incendio della notte di San Silvestro era utilizzato come rifugio da una comunità Rom romena formata da 100 persone, fra cui bambini, donne e portatori di patologie e disabilità anche gravi, più volte sgomberata dalle autorità locali e già oggetto di episodi di discriminazione. "Le fiamme si sono sviluppate con violenza e rapidità tra le 21 e le 22. Non ci sono state vittime solo grazie al fatto che gli occupanti della struttura erano ancora svegli. Quando le fiamme hanno avvolto il capannone," spiegano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti di EveryOne, e Marcello Zuinisi di Opera Nomadi Toscana, "metà degli occupanti si sono dati alla fuga in preda al panico, ritenendo l'origine del rogo come un'aggressione. Polizia locale e vigili del fuoco sono sopraggiunti in breve tempo e questi ultimi hanno domato le fiamme".

Questa mattina la natura dolosa del rogo è stata ipotizzata con forte probabilità, anche grazie alla testimonianza di una donna, già raccolta da Opera Nomadi Firenze e dalle forze dell'ordine locali. La donna avrebbe notato alcuni malintenzionati appiccare fuoco al capannone. Lo scorso anno la stessa comunità subì l'aggressione da parte di un piromane che diede fuoco a una baracca, ma la famiglia vittima dell'episodio non fu creduta, nonostante le contro-indagini del Gruppo EveryOne rivelassero la buona fede e l'attendibilità dei testimoni.

"Si ricorda che la comunità Rom di Sesto Fiorentino è stata oggetto recentemente di uno sgombero, operazione che le autorità comunali hanno definito 'di bonifica', negando la presenza di Rom nelle baracche distrutte," continuano gli attivisti, "mentre le famiglie oggetto del provvedimento si sono trovate in una condizione di precarietà gravissima, esposte al rischio di attacchi da parte di intolleranti e alla durezza del gelo invernale, della fame, del peggioramento delle patologie di cui soffrono molti componenti. Un gruppo di 16 Rom, con bambini febbricitanti e portatori di patologie importanti è stato costretto a peregrinare due notti consecutive per Firenze in cerca di un rifugio, ottenendo tuttavia solo rifiuti, anche da parte di strutture socio-sanitarie pubbliche, tanto che le stesse ONG Opera Nomadi ed EveryOne provvedevano a proprie spese a sistemarli in albergo.

"Dal Comune di Sesto Fiorentino" spiegano ancora EveryOne e Opera Nomadi, "continuano a ribadire di non avere alcun dovere di assistenza nei confronti delle famiglie Rom romene rifugiatesi nel territorio di competenza, affermando che si tratta di cittadini stranieri senza mezzi di sostentamento e dunque senza diritti di permanenza o di assistenza sociale. In realtà le famiglie Rom costrette a lasciare la Romania per condizioni di indigenza e abbandono sono protette sia dalle leggi italiane che da quelle comunitarie, a partire dal diritto all'abitare (sancito dall'articolo 34 dellaCarta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea), del diritto all'istruzione dei minori (articolo 14), del diritto del bambino alla protezione e alle cure necessarie per il suo benessere (articolo 24), del diritto alla salute (articolo 35), che non è esclusiva del cittadino italiano. Le affermazioni rese contro i Rom di Sesto Fiorentino, inoltre," denunciano le due ONG, "violano il divieto di discriminazione etnica e razziale, sancito dall'art. 21 della succitata Carta , dall'articolo 19 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFUE), nonché la Direttiva 2000/43/CE del Consiglio, del 29 giugno 2000, che condannano la mancata adozione di "interventi idonei a ripristinare i livelli minimi delle prestazioni sociali e sanitarie".

"Oltre alla necessità impellente che la comunità Rom venga protetta e non combattuta dalle forze dell'ordine né dai servizi sociali, che sono chiamati istituzionalmente proprio a combattere la povertà e l'esclusione, non a vessare i poveri e gli esclusi, per risolvere, in futuro, questa delicata emergenza umanitaria, abbiamo formulato" concludono Malini, Pegoraro, Picciau e Zuinisi, "un progetto che è sostenuto dalla Croce Rossa e può ottenere nell'immediato un finanziamento europeo per la creazione di una struttura di accoglienza per famiglie senza fissa dimora in stato di emergenza e per la pianificazione di un progetto di integrazione - sempre finanziato con fondi Ue - che prevede la creazione di un'impresa professionale adibita a lavori pubblici e privati, giardinaggio, manutenzione spazi verdi con annesse abitazioni che consentirebbero alla comunità Rom, che è molto unita, di non separarsi, mettendo a frutto le proprie capacità professionali, provvedendo alla cura dei malati e dei portatori di disabilità e alla scolarizzazione dei minori".

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Firenze, 1 gennaio 2010

Alla cortese attenzione de
Prefetto della città di Firenze
Dott. Paolo Padoin
Sindaco del comune di Firenze
Dott. Matteo Renzi

Sindaco del comune di Sesto Fiorentino
Dott. Gianni Gianassi

Assessorato al welfare e politiche per la casa
Giunta Regionale Toscana
Assessore Dott. Salvatore Allocca

Assessorato al diritto alla salute
Giunta Regionale Toscana
Assessore Dott.ssa Daniela Scaramuccia

Oggetto: lettera aperta alle Istituzioni dell'area fiorentina in merito alle minacce di sgombero e ai fatti accaduti all'insediamento Rom di Quaracchi - Sesto Fiorentino

Medici per i Diritti Umani (MEDU) Onlus, associazione di solidarietà internazionale che si pone come obiettivo la tutela dei diritti umani e del diritto alla salute in particolare, è presente a Firenze dove porta avanti il progetto 'Un camper per i diritti', unità mobile di assistenza psico-socio-sanitaria per i senza fissa dimora presenti sul territorio.

Negli ultimi 5 anni MEDU ha prestato la propria assistenza, tra le altre, anche alle comunità Rom preseti sul territorio del comune di Sesto Fiorentino, in particolare negli insediamenti dell'ex-Osmatex in via Lucchese (sgomberato nel gennaio 2010) e di Quaracchi.

E' in merito alla situazione della comunità Rom di Quaracchi, dello sgombero annunciato per il giorno 3 gennaio 2011, della demolizione di una delle baracche del campo già avvenuta in data 29 dicembre 2010 e dell'incendio divampato nella notte del 31 dicembre 2010 distruggendo uno dei 2 capannoni abitati dalla comunità Rom che Vi scriviamo questa lettera per sottolineare quanto segue.

Alla vigilia del capodanno 2011 sono presenti nel campo circa 80 persone divise in nuclei familiari; sono presenti 7 minori (quelli con più di 6 anni di età sono già scolarizzati) e 2 neonati, alcuni dei quali sono seguiti dalle strutture ospedaliere e del territorio per motivi di salute. Sono altresì presenti alcuni pazienti tra i 60 e i 70 anni (circa 10) con patologie croniche che necessitano di terapie farmacologiche continuative.

Fermo restando che le condizioni abitative e igienico-sanitarie in cui la comunità attualmente vive non sono accettabili, MEDU sottolinea che togliere questa comunità alla propria dimora abituale senza provvedere a una sistemazione alternativa rappresenta una grave lesione dei diritti fondamentali degli abitanti e un grave rischio per la salute della comunità stessa. Per quanto precarie, le dimore abituali della comunità rappresentano un minimo riparo alle intemperie dell'inverno e la permanenza della comunità nel campo di Quaracchi è auspicabile proprio a tutela della salute della comunità stessa fin quando non venga identificata una sistemazione alternativa.

MEDU si augura che l'allarme risulti infondato e che la minaccia di sgombero possa rientrare tra le minacce che periodicamente vengono lanciate allo scopo di intimorire la comunità Rom e spingerla a un allontanamento. Le operazioni di sgombero forzato, secondo quanto disposto dal diritto internazionale e dalla normativa nazionale, devono essere preventivamente discusse con la comunità destinataria, devono prevedere soluzioni alternative a breve e lungo termine e devono avvenire con modalità che garantiscano il rispetto dei diritti umani fondamentali quali il diritto alla salute e il diritto alla protezione dei minori. La garanzia di tali diritti non può essere lasciata alla discrezionalità delle Istituzioni che anzi la devono rappresentare e che non può essere in alcun modo subordinata all'interesse privato.

Inoltre, il grave incendio divampato nella notte del 31 dicembre 2010 aggrava in maniera preoccupante la condizione della comunità Rom di Quaracchi, una parte della quale ha visto interamente distrutte le proprie dimore e i propri effetti personali (documentazione sanitaria e farmaci di automedicazione compresi). Tale incendio, a causa del contesto e del frangente temporale in cui è occorso, suscita inevitabilmente forti dubbi e perplessità che potranno essere fugati soltanto con l'avvio di una indagine effettiva al riguardo.

Rilevando con preoccupazione che si stanno purtroppo ripetendo gli effetti seguenti lo sgombero dell'area ex-Osmatex di via Lucchese del gennaio 2010, quando la comunità fu dispersa per strada senza alcuna sistemazione alternativa, MEDU chiede l'apertura di un tavolo di emergenza che veda coinvolti soggetti istituzionali e del privato sociale.

MEDU si appella a Voi per chiedere una proroga delle procedure di sgombero utile alla ricerca di soluzioni alternative immediate, un intervento urgente per soccorrere le famiglie scampate all'incendio del 31 dicembre 2010, un'accurata indagine al fine di stabilire le reali cause dell'incendio del 31 dicembre e una Vostra rinnovata attenzione all'emergenza abitativa della comunità Rom di Quaracchi.

Medici per i Diritti Umani Onlus
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