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Israele/Palestina
Di Fabrizio (del 08/06/2010 @ 09:10:22, in Kumpanija, visitato 1619 volte)

Da Roma_Daily_News (altre notizie su Amoun Sleem)

GoJerusalem.com

Un centro comunitario preserva il patrimonio culturale dei circa 1.500 Dom che da centinaia di anni vivono nella Città Vecchia di Gerusalemme.

Amoun Sleem ricorda quando mendicava con altri giovani per le strade della Città Vecchia, un modo tradizionale con cui guadagnavano un po' di soldi per le loro famiglie. Ma un giorno comprese che la sua vita, e quella della comunità, doveva cambiare, e lanciò una campagna per migliorare la sorte di un gruppo che molti gerusalemiti neanche sapevano esistesse nella città.

"Decisi che questo non era ciò che volevo," dice Sleem (in foto), il cui vero nome, che significa speranza, è legato a quello che lei e gli altri suoi collaboratori stanno tentando di dare ai circa1.500 zingari che vivono a Gerusalemme da oltre 500 anni, come dice lei. Con radici in India, Persia, Turchia e nei Balcani, questo gruppo è noto come la comunità Dom della città, molti dei quali sono musulmani, a differenza dei Rom europei che sono cristiani. Ci sono comunità dom sparse in tutto il Medio Oriente.

Di quanti sono rimasti a Gerusalemme - molti scapparono durante o dopo la Guerra dei Sei Giorni - quasi tutti vivono in un'enclave vicino alla Porta dei Leoni, come la famiglia di Sleem, che ha mantenuto la stessa casa per 200 anni. Mentre in precedenza gli zingari si spostavano da un posto all'altro, oggi hanno adottato uno stile di vita più sedentario, e Sleem dice che "avere una stabilità è meglio del vagare."

Molti componenti della comunità hanno lasciato il linguaggio nativo domari per l'arabo. Ora Sleem ed i suoi collaboratori stanno lavorando per preservare e migliorare la comunità, soprattutto attraverso le donne e i bambini, per superare la povertà e l'analfabetismo, mantenendo vive le tradizioni.

Assieme alle donne, tradizionalmente escluse dalla forza lavoro, Sleem ha fondato nel 1999 a Gerusalemme la Domari Society, ed un Centro Comunitario nel 2005, nel quartiere di Shuafat. Al centro, corsi di cucito ed altre attività, viene venduto artigianato ed altri oggetti. Intanto, Sleem e la sua squadra di lavoro si rivolgono alla loro comunità per migliorare la loro sorte. Programmi pomeridiani forniscono assistenza, sono state ridotte le tasse scolastiche, e quando inizia la scuola vengono distribuiti nuovi zaini e materiale scolastico. "Li incoraggia ad andare a scuola," dice Sleem, "possono sentirsi come tutti gli altri bambini."

Le donne apprendono mestiere attraverso corsi da parrucchiera, ad operare in piccole attività come il catering o la produzione artigianale, ed aiutate a condurre le loro famiglie, di solito estese. Sogna che "anche gli zingari aprano un'attività propria,... magari un ristorante," offrendo piatti come il kishk, uno yogurt che contiene bulgur (grano cotto e spezzato, ndr), ed il loro tea tipico. "In questo momento mi sento come se la mia società stesse tornando lentamente alle sue radici," dice.

Quando oggi vede giovani zingari a mendicare, Sleem ricorda se stessa a quell'età. "Mi si spezza il cuore, ma fornisce anche una sfida per lavorare più duramente... Dobbiamo continuare a provare, e nulla ci fermerà fino a raggiungere i nostri obiettivi e le speranze," dice. "E 'una specie di sogno per me, e non mi arrenderò fino sentirò di avercela fatta".

To arrange a visit to the Gypsy Community Center, call +972-(0)54-206- 6210.