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Bulgaria
Di Fabrizio (del 05/05/2010 @ 09:35:21, in casa, visitato 1267 volte)

Da Roma_Daily_News

Cohre.org Famiglia rom della comunità di Bourgas e quel che rimane della loro casa, Bulgaria (PHOTO: EOA, September)

23/04/2010 - Il Centro per i Diritti Abitativi e gli Sgomberi (COHRE) con il suo partner, l'Associazione per le Pari Opportunità (EOA), organizzazione bulgara per i diritti umani, hanno sottoposto questa settimana un rapporto al Consiglio ONU per i Diritti Umani, in cui si denuncia che da decenni i Rom in Bulgaria sono sottoposti a discriminazione razziale nel campo degli alloggi.

Il rapporto anticipa la rassegna del Consiglio per i Diritti Umani sulla situazione in Bulgaria riguardo al processo "Rassegna Periodica Universale".

La RPU è la più importante rassegna di dati sui diritti umani del Consiglio dei 47 stati membri.

"La situazione generale per i residenti rom in Bulgaria è illustrativa di decenni di discriminazione razziale, incluso il campo d'alloggio," dice Gotzon Onandia-Zarrabe, direttore legale del COHRE.

"Molti Rom risiedono in alloggi inadeguati sovrappopolati, senza accesso all'acqua, all'elettricità e alle fognature; molto lontani dagli standard internazionali che definiscono una dimora adeguata."

Nel 2009 sono cresciuti gli sgomberi minacciati ed attuati delle comunità romanì.

Nel loro rapporto [...] COHERE e EOA osservano come la mancata applicazione della legge esistente ha contribuito a questa crescita delle violazioni dei diritti d'alloggio in Bulgaria. Per esempio, mentre la Protezione contro gli Atti Discriminatori è in vigore dal 1 gennaio 2004, non è stata adeguatamente applicata nel contesto delle pratiche discriminatorie statali e delle autorità municipali, o dei ministeri e delle agenzie federali.

"I recenti sgomberi forzati nella città di Bourgas sono emblematici della cresciuta minaccia che pende sulle comunità romanì di tutto il paese," dice Gotzon Onandia-Zarrabe.

L'8 settembre 2009, le autorità comunali di Bourgas hanno sgomberato a forza 27 Rom della comunità di Gorno Ezerova e demolito le loro case. Le demolizioni sono avvenute con l'assistenza della polizia locale. I residenti sono stati allontanati dalle loro case ed alcuni di loro malmenati dalla polizia. Sono stati obbligati a lasciare la maggior parte dei beni di loro proprietà, mobili inclusi, quando le loro case sono state demolite. Le famiglie, compresi bambini ed anziani, sono state lasciate senza casa. Quanti sono rimasti attualmente rischiano uno sgombero forzato, senza che siano stati consultati o che sia stato loro offerto un indennizzo o una sistemazione alternativa.

La comunità di Gorno Ezerova esiste da oltre 50 anni. Durante questo periodo, è stata riconosciuta dalle pubbliche autorità. Questo riconoscimento includeva la fornitura di servizi postali individuali, come pure servizi pubblici, come l'acqua, le fognature e l'elettricità.

La comunità di Meden Rudnik, pure di Bourgas, ha sofferto un simile destino il 25 settembre 2009 e la comunità di Barite a Sofia è ora sotto minaccia di sgombero forzato.

I membri di comunità come  Gorno Ezerovo vivono in insediamenti informali dovuti in larga parte al modello persistente di discriminazione razziale contro i Rom nell'accesso alla casa. Questa discriminazione include la mancanza di accesso all'istruzione e alle opportunità d'impiego necessarie per affrontare gli affitti ai prezzi di mercato.

"Secondo le leggi internazionali sui diritti umani, sottoscritte dalla Bulgaria, gli sgomberi possono essere giustificati sono in circostanze eccezionali e dopo che tutte le alternative praticabili siano state esplorate, e con una significativa consultazione con i diretti interessati," dice Gotzon Onandia-Zarrabe.

"In ogni caso, gli sgomberi non possono avvenire in maniera discriminatoria o se rendono senza casa gli sgomberati."

COHRE chiede al governo bulgaro di indire una moratoria  su tutti gli sgomberi di massa, fintanto che non si arrivi ad un quadro legale adeguato per assicurare che non avvengano sgomberi arbitrari e contro la legge o altri sgomberi forzati e che il governo agisca in accordo con le leggi internazionali.

Inoltre l'organizzazione chiede al governo di assicurare che tutti i residenti, inclusi quelli di discendenza rom, ottengano un grado sufficiente di sicurezza di proprietà ( la sicurezza che venga riconosciuta il diritto della persona alla propria terra) che garantisca protezione legale contro sgomberi forzati, molestie e altre minacce.