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Se lo zingaro fa titolo
Di Fabrizio (del 24/04/2010 @ 09:48:46, in media, visitato 1986 volte)

Il Manifesto

Ha 15 anni: ok, il particolare e' importante visto che si sta parlando dell'ennesimo incidente avvenuto a Roma a causa di una "minicar". E a rimetterci la pelle stavolta poteva esssere un bambino di cinque anni.
Ma che senso ha scrivere nel sottotitolo, come fa il Corriere della sera di oggi nella cronaca di Roma, che il guidatore minorenne "appartiene a un clan degli zingari sinti"? E' ovvio che questa informazione appaia nel pezzo, per quanto stupisca che sia sbattuta in faccia al lettore addirittura nel primo capoverso dell'articolo. E' ovvio perche' qualsiasi giornalista, nel fare il suo mestiere, cerca di raccogliere il maggior numero di particolari sulla storia che deve seguire, e poi di conseguenza di raccontarli.

Ma che questo particolare – perche' trattasi di un particolare – venga ritenuto talmente significativo da meritare il sottotitolo la dice lunga su come funzionino i pericolosissimi automatismi delle redazioni, anche quelle più autorevoli. Se alla guida della minicar c'è un ragazzino sinto (nell'articolo addirittura definito "nomade") la cosa fa titolo, nonostante l'allarme minicar sia scoppiato da giorni in seguito alla morte di due ragazzini di purissima "razza italiana". Forse la sua guida è stata più imprudente perché è un sinto? Forse in quanto sinto non dovrebbe possedere un modello di macchina di quel tipo? Forse se alla guida di una minicar che sbanda e rischia di uccidere c'è un sinto la gente si indigna di più e quindi si tuffa a pesce sull'articolo? Ecco, forse sì. E forse è il caso di andarsi a rileggere la Carta di Roma sottoscritta dall'Ordine dei giornalisti.