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Un voto a Dijana Pavlovic, candidata della Federazione della Sinistra
Di Fabrizio (del 25/03/2010 @ 09:35:16, in Italia, visitato 2013 volte)

In attesa della chat di stasera, ricevo da Paolo Cagna Ninchi

La Lombardia è ragione della nostra infelicità politica. Regno quasi incontrastato di un mix terrificante composto dal modello di potere di Formigoni e della Compagnia delle opere e dalla pervasività  sul territorio della politica xenofoba della Lega, ha da anni il contraltare di una sinistra, oggi impersonificata da Penati, che ha assorbito la sindrome del perdente e scelto come una unica alternativa quella di inseguire l’avversario politico sul suo stesso terreno non avendone però né le alleanze forti, né il radicamento sociale che anzi si smarrisce sempre più nella scelta di chiudere con la sinistra politica e sociale per inseguire illusorie e perdenti alleanze al centro. Non si possono dimenticare di Penati il contributo alla devastazione di un territorio già divorato come quello della provincia di Milano, l’accettazione della perdita del valore sociale del lavoro, le dichiarazioni sulla subalternità della politica non ai bisogni ma agli stati d’animo agli umori, indotti o meno, nella popolazione e quindi dagli anche tu con la caccia al rom, diventato, nella sua fragilità, il perfetto capro espiatorio.

Qualcuno ha detto che con questi dirigenti la sinistra non va da nessuna parte. Non è vero purtroppo: va verso un deserto culturale e civile dal quale sarà ben difficile riemergere perché ben radicato nel senso comune. Sentire di appartenere a una comunità che condivide beni comuni, riconoscere il diritto dell’altro, essere solidale con chi ha meno non fa più parte dei connotati di gran parte anche delle giovani generazioni.

Anche queste elezioni in Lombardia nascono quindi nel segno di una sconfitta annunciata e anche accettata, ma non da noi che sappiamo quanto determinante sia coltivare la speranza che il mondo nel piccolo come nel grande possa e debba cambiare. Allora bisogna gettare i semi di una visione del mondo radicalmente alternativa, che ridia senso all’appartenenza a una comunità solidale, che condivida valori di giustizia sociale, di apertura verso tutto quello di diverso il mondo ci porta e può arricchire la nostra vita, ricordando come le nostre radici siano nutrite da tante culture diverse tra loro.

Gettiamo questo seme, facciamo gesti significativi in questa direzione. Contro la barbarie della Lega, la criminalizzazione degli immigrati, la devastazione culturale e sociale della giunta Formigoni, la subalternità delle candidature alla Penati, vi chiediamo un voto per mandare una “zingara”  al Pirellone, Dijana Pavlovic, candidata per la Federazione della sinistra - rom serba, attrice, attivista zigana - come segno del valore della diversità, del riscatto delle minoranze per il riscatto di tutti, non come una concessione al politically correct  ma come lievito per far crescere  il pane del futuro.

LE RAGIONI DEGLI ULTIMI SONO LE RAGIONI DI TUTTI. MANDIAMO UNA “ZINGARA” AL PIRELLONE Dario Fo e Franca Rame, Moni Ovadia, Giorgio Bezzecchi (Associazione RomanoDrom), Nelly Diop e Daimarely Quintero Tumbarell (promotrici del movimento 1° marzo), Yuri Del Bar (Associazione SucarDrom), Radames Gabrielli (presidente Federazione Rom e Sinti insieme), Ivana Kerecki (Coordinamento nazionale per la Jugoslavia), Pap Khouma (scrittore), Wejdane Majeri (docente Politecnico), Tatiana Olear (regista)