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Il carroccio ordina ai suoi sindaci: fuori sinti e rom
Di Fabrizio (del 17/02/2010 @ 09:30:39, in Italia, visitato 1269 volte)

Gazzetta di Mantova

Guerra della Lega ai nomadi "Cacciamoli dai nostri Comuni"

Si acuisce lo scontro sugli accampamenti nel Mantovano. L'Opera Nomadi si rivolgerà ai giudici.
Sindaci leghisti sul piede di guerra contro gli accampamenti di famiglie nomadi. Le sei amministrazioni comunali guidate dal Carroccio in provincia faranno scattare un'ordinanza per vietare pernottamento e campeggio di camper, case mobili e simili sul territorio comunale. Nel mirino dei sindaci lumbard non ci sono i turisti a quattro ruote ma i nomadi, sinti o rom che siano. In tre paesi il provvedimento è già stato emanato, per gli altri è solo questione di giorni. La campagna è stata lanciata nel quartier generale della Lega.

A innescare la miccia la vicenda del trasferimento di famiglie sinte dal Bresciano verso Birbesi di Guidizzolo e Gazzo di Bigarello, con le polemiche che ne sono seguite, è stata la miccia che ha innescato l'iniziativa leghista. D'altra parte la questione dei campi nomadi è uno dei capisaldi della politica leghista fin dai suoi esordi.

«L'integrazione non è una bella cosa perché confonde le matrici culturali. Noi facciamo la raccolta differenziata, loro lasciano l'immondizia per strada», è il cappello politico dell'iniziativa dei sindaci leghisti spiegato da Vincenzo Chizzini, segretario della circoscrizione leghista città-medio mantovano. Che ha così riassunto la ratio dell'ordinanza anti-nomadi già in vigore a Guidizzolo, Ceresara e Bozzolo e che sarà presto promossa a San Giovanni del Dosso, Castelbelforte e Pomponesco. Ideatore della delibera è il sindaco guidizzolese Graziano Pellizzaro.

Nel suo territorio, a Birbesi, il comune di Brescia ha acquistato attraverso la società Brixia Sviluppo, un terreno per l'insediamento di tre famiglie sinte. «L'ordinanza - ha spiegato Pellizzaro - rimedia a una carenza normativa. Come spesso capita, c'è stato bisogno di incappare nel problema prima di ufficializzare la regola». Pelizzaro, tuttavia, sostiene che non si tratta di una ordinanza anti-nomadi. «Vogliamo che chiunque viva a Gudizzolo lo faccia in maniera decorosa - dice - mai avuto problemi abitativi».

Di più. Secondo il primo cittadino guidizzolese, l'ordinanza non sarebbe altro che l'adeguamento del regolamento comunale alla legge 12 della Regione. «Niente razzismo, solo buon senso», dicono un po' tutti i presenti. «Il nostro esempio - dice il sindaco di Ceresara, Enzo Fozzato - deve essere Treviso e il nostro obiettivo la vivibilità del comune». Controllo del territorio e ordinanze ad hoc per risolvere questioni che potenzialmente potrebbero creare problemi nei territori guidati da esponenti del Carroccio. «Il controllo del territorio - continua Fozzato - è uno dei compiti più importanti dell'amministrazione. Un sindaco interviene per risolvere i problemi dei cittadini. Da noi, ad esempio, non possono essere introdotti volantini pubblicitari nella cassette della posta».

Ma la questione nomadi (termine che in realtà è il più delle volte inappropriato perché riferito a comunità stanziali) non è certo paragonabile ad un ordinario problema di paese. Basti pensare che la decisione del comune di Brescia di smantellare il campo nomadi e di trasferire una parte delle famiglie sinte che vi abitano a Birbesi e a Gazzo (dove l'amministrazione di centrosinistra sta meditando di prendere iniziative simili nella sostanza a quelle di Guidizzolo) ha provocato un incidente diplomatico non solo tra gli enti coinvolti, ma anche tra lumbard e Pdl. A guidare la giunta bresciana c'è il pidiellino doc Adriano Paroli, già commissario provinciale di Forza Italia a Mantova. (v.c.)

(15 febbraio 2010)