\\ Mahalla : Articolo : Stampa
Luci ed ombre su Coltano (PI)
Di Fabrizio (del 22/01/2010 @ 09:30:43, in casa, visitato 1309 volte)

Segnalazione di Tommaso Vitale

Il villaggio rom a Coltano - Pisa - 14/gen/10
Dal sito della
Fondazione Michelucci:

Terminati i lavori del nuovo villaggio. Un’area residenziale attrezzata per 17 famiglie rom

Un'area residenziale - che sostituisce il fatiscente "campo nomadi" - voluta dal Comune di Pisa e sostenuta dalla Regione Toscana, per superare l'abitare inferiore e marginalizzante di una popolazione svantaggiata, stigmatizzata e ad economia debole.

Il progetto dell’area residenziale per famiglie rom a Coltano nasce all’interno di un piano di sistemazioni abitative “Le città sottili”, voluto dall’amministrazione comunale (con riferimento alla L.R. Toscana 2/2000) e rivolto ai gruppi rom presenti sul territorio con diversi insediamenti.
I riferimenti dell'intervento di superamento del vecchio campo (il cui progetto preliminare è stato realizzato dalla Fondazione Michelucci) trovano i loro presupposti nella particolare localizzazione dell’area di intervento (all’interno di un parco naturale) e nell’esigenza di dare una risposta concreta alla richiesta di un abitare non più precario e marginalizzante per una popolazione svantaggiata ad economia debole.
A fronte di una scelta localizzativa, che non presenta le condizioni più favorevoli che a favorire il difficile processo di inserimento urbano e sociale dei Rom (prossimità urbana, servizi territoriali, vicinanza di istituti scolastici, ecc.), l’attenzione è stata rivolta a ribaltare l’attuale situazione di “apartheid” geografico e sociale, pensando l’intervento come realizzazione di un borgo abitato nella campagna, in prossimità della via Aurelia, e di un complesso di abitazioni con servizi in relazione col parco.
In tal senso le scelte progettuali sono andate nella direzione di un progetto naturalisticamente integrato e rispettoso del territorio inteso come risorsa, rifacendosi nelle tipologie all’edilizia presente in maniera diffusa nell’area: la casa colonica a un piano a pianta generalmente quadrata con un corpo basso che si estende su di un lato e utilizzato in passato per l’attività agricola.
L’intervento prevede 17 unità abitative in muratura, aggregate in tre corpi di fabbrica in linea, distribuiti lungo un percorso pedonale che attraversa longitudinalmente il lotto; dal punto di vista costruttivo è stato previsto un sistema a muratura facilitata, ipotizzato per un intervento in autocostruzione, con elementi in polistirene espanso a riempimento in calcestruzzo, integrato a pannelli-cassero in materiale sintetico e cemento armato per i solai.
Nell’ottica di facilitare una vita di relazione aperta al proprio gruppo parentale allargato e un luogo dove i bambini e gli adolescenti possano trovare la piena sicurezza di una crescita non necessariamente penalizzante come quella dei classici campi, è stata realizzata una netta divisione fra la viabilità pedonale e carrabile, mentre gli alloggi hanno una fascia di pertinenza a verde in grado di garantire continuità fra interno ed esterno dell’alloggio.
I tre corpi di fabbrica si articolano intorno allo sviluppo di un modulo abitativo standard di 60,3 mq., che variando per disposizione e diminuzione dei locali crea un disegno d’insieme articolato che pure in una situazione di contiguità, garantisce un buon livello di privacy.
Nella definizione dell’alloggio tipo, le indicazioni progettuali - condivise anche con i futuri abitanti - hanno tenuto conto della particolare utenza sfruttando al massimo l’utilizzo delle superfici disponibili.
Nonostante il progetto sia stato pensato ipotizzando un intervento in autocostruzione, la realizzazione finale con il cantiere aperto ad aprile 2007 è stata affidata esternamente a seguito di appalto pubblico.
La base d'asta per la realizzazione del villaggio è stata di 920.000 euro.
Il cantiere con la realizzazione completa delle opere previste è stato consegnato all'Amministrazione comunale di Pisa il 9 dicembre 2009.

SCHEDA TECNICA
superficie coperta
tipo A = 60,3 mq.
tipo B = 45,9 mq. (sopraelevazione)
tipo A = 12 moduli = totale mq. 723,6
tipo B = 5 moduli = totale mq. 229,5 (sopraelevazione)
totale superficie coperta mq. 723,6
volume coperto
tipo A = 60,3 X 2,70 = mc. 162,81
tipo B = 45,9 X 2,70 = mc. 123,93
tipo A = 12 moduli = totale mc. 1953,72
tipo B = 5 moduli = totale mc. 619,65
totale tipo A + totale tipo B = mc. 2573,37
Progetto definitivo
Studio Tecnico Mugello (con la collaborazione della Fondazione Michelucci)
Progettazione: Geom. Stefano Zanieri
Progettazione e direzione dei lavori: Geom. Gianfranco Chiarelli
Progettazione strutturale: Ing. Paolo Collini
Le varie fasi progettuali che hanno portato alla realizzazione del progetto sono state attuate in collaborazione con gli uffici tecnici dell’ASL 5 (Ing. Stefano Bonechi)

MC

Allegati:


Dopo le polemiche seguite alla chiusura del progetto Città Sottili di Pisa, ho chiesto un parere informato ad Agostino Rota Martir, che i lettori di questo blog già conoscono, e che vive ed opera con i Rom di Coltano da molti anni. Ecco cosa m'ha scritto:

Caro Fabrizio, grazie dell'attenzione e la gentilezza di chiedere un mio parere, ecco ci tengo a sottolineare che è innanzitutto un mio parere, anche se nasce molto dal sentire dei Rom di Coltano e sono anche il frutto di tanti anni di ascolto, di pazienza, di delusioni e amarezze e prese in giro, di sotterfugi che contraddistingue il comune di Pisa, in primis i responsabili del progetto denominato "Città Sottili".
Non è ancora il momento di fare (almeno per me) una valutazione complessiva sul Progetto del Villaggio Rom di Coltano, cosa che penso di fare più avanti, farlo ora forse significa mettere a disagio... (per non dire altro) delle famiglie Rom: è anche per questo che voglio parlare solo a titolo personale.

Mi limito a rispondere-commentare i contenuti della pagina che ho scaricato dal link che mi hai mandato.

Partiamo dal titolo: "Autocostruzione": niente di più falso e fuorviante. Era nelle intenzioni iniziali quello di coinvolgere i Rom nell'autocostruzione, ma è sempre rimasto sulla carta, una semplice buona intenzione. E si è fatto veramente poco per coinvolgere i Rom in questo, anche perché gran parte dei Rom erano privi di un Regolare Permesso di Soggiorno: senza Soggiorno, niente Party!!
Quindi il villaggio è stato interamente costruito dalle ditte Italiane. Non è vero che è la costruzione è iniziata nel 2007!! I Rom stanno aspettando dal 2002 e i primi lavori sono incominciati (se ricordo bene) nel 2004.
Nella presentazione si parla di "coinvolgimento" dei Rom, anche questa è risultata una bella intenzione, posso dire che il comune ha creduto pochissimo coinvolgere i Rom, semplicemente ha dato la priorità ad Associazioni, "esperti" Rom, operatori, Cooperative che spesso hanno gestito con ambiguità la vita dei Rom: decidere al posto loro, pensare al loro futuro con schemi e visioni discutibili e anti-Rom. Spesso il coinvolgimento si limitava a chiedere ai Rom di ubbidire a promesse che venivano poi spesso disattese dai stessi responsabili del Progetto. Il Progetto ha di fatto diviso la comunità dei Rom, creando rivalità e sospetti tra gli stessi, e la cosa triste è il sospetto che spesso tutto questo rispondeva a tattiche che i responsabili operavano deliberatamente: "Dividi et impera". In nome dell'integrazione spesso vengono calpestati e silenziati i diritti dei Rom. Perché è più importante far vedere alla cittadinanza che i Rom sono sotto "controllo", e sbandierare quei risultati che vogliamo vedere...ma in questi lunghi anni le condizioni di vita sono forse migliorate? Si, è vero c'è a fianco un bel villaggio in muratura, tutto cintato, asciutto..mentre i Rom che vivono accanto da anni vivono allagati alla prima pioggia, le fogne che escono maleodoranti, e tante famiglie sono ancora senza servizi igienici, messi in attesa dal 2003 con la promessa di avere un alloggio, di pazientare, di collaborare... mentre ora il Comune fa sapere che deciderà una commissione (l'ennesima), tutta nuova, completamente inesperta e priva di memoria storica, che ancora una volta stabilisce nuovi criteri, arbitrari e discriminatori... perché la maggioranza delle famiglie sembra che verrà esclusa!

Altra grossa delusione (più corretto dire constatazione) è il ruolo della Fondazione Michelucci di Firenze. Sinceramente mi chiedo come una Istituzione così famosa e ricercata possa pensare che il Villaggio appena realizzato tenga conto dello stile di vita, ma sopratutto dell'abitare Rom. Sarebbe bene che la stessa Fondazione si pronunci in merito e risponda ad alcune domande precise: "Il Villaggio così com'è è adesso, è lo stesso progetto che la Fondazione ha presentato al comune quando le fu chiesto la consulenza?" Ritiene la Fondazione Michelucci che la realizzazione finale del Villaggio di Coltano è pensato e adatto per famiglie Rom?"
A me sembra che la Fondazione Michelucci si è mostrata attenta a rispettare la vocazione dell'area del Parco naturale di Coltano, cosa senz'altro lodevole e meritevole, ma pensare di superare la logica dei campi forse ci vuole ben altro, non basta certo sostituire una parola con "villaggio Rom" per far credere chissà quale novità, quando tutto il resto non fa altro che ripetere le stesse logiche dei campi...

Termino qui, pur avendo tante altre cose da dire, preferisco rimandarle ad un'altra occasione, scusami la poca chiarezza e un po' di imprecisione.
Ciao Ago