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Spagna
Di Fabrizio (del 11/12/2009 @ 08:55:00, in Regole, visitato 1606 volte)

Il caso aveva avuto tutt'altra conclusione due anni fa. Per chi non lo ricordasse, QUI

Oggi è un gran giorno per tutti i gitani europei: Il Tribunale Europeo dei Diritti Umani sentenzia che il matrimonio celebrato con il rito gitano ha piena validità

09-12-2009 - Da un paio d'anni, Unión Romaní si è aggiunta all'iniziativa della Fondazione Secretariado Gitano in difesa dei legittimi interessi di "La Nena", dividendoci le carte. Entrambe le organizzazioni sono apparse davanti al Tribunale Europeo dei Diritti Umani per coprire ampliamente i differenti lati che la difesa di María Dolores necessitava. La Fondazione, tramite i suoi avvocati, Magdalena Queipo de Llano López-Cózar e Sebastián Sánchez Lorente, ha posto le ragioni giuridiche formali che avallavano la petizione di María Luisa Muñoz Díaz di ottenere la pensione di vedova negatale dalla Sicurezza Sociale spagnola. Senza alcun dubbio il successo ottenuto da questa azione permetterà a questa brava gitana di ottenere, anche con gli arretrati, quello che il governo spagnolo ha negato per tanto tempo.

Unión Romaní, rappresentata dal suo presidente e avvocato, Juan de Dios Ramírez-Heredia, ha centrato fondamentalmente la sua difesa nel dimostrare che l'unione realizzatasi tra María Luisa ed il suo defunto marito tramite il rito gitano, quando entrambe erano giovani, costituì un vero matrimonio. Qui stava il controverso punto nevralgico della questione. Il Governo ed i giudici spagnoli non intendevano ammettere la validità delle nozze gitane e di conseguenza, non esistendo matrimonio, non riconoscevano il diritto alla pensione di vedovanza. Ai gitani spagnoli ha causato speciale tristezza la sentenza sfavorevole del Tribunale Costituzionale spagnolo quando non seppe, o non volle, accettare i ragionamenti che che gli furono presentati con assoluta precisione. L'eccezione venne costituita dal magistrato Jorge Rodríguez-Zapata Pérez, che Dio doni a lui e a tutta la sua famiglia salute e libertà, che da allora occupa un posto di affetto e rispetto nel cuore di tutti i gitani spagnoli e nel mondo per essere l'unicoche ci ha dato la ragione, ratificata dal Tribunale Europeo dei Diritti Umani.

Crediamo che oggi sia un grande giorno non solo per i gitani spagnoli ma anche per quelli europei. Così abbiamo manifestato davanti all'Alto Tribunale di Strasburgo. Quel giorno memorabile sapevamo che quanto era in gioco non era esclusivamente che "La Nena" ottenesse la sua pensione, ma che quei giudici avevano deciso che María Luisa avesse diritto alla sua pensione di vedovanza perché lei e suo marito, sposati col rito gitano, costituivano un vero matrimonio. Il Tribunale di Strasburgo ha ascoltato la nostra voce gitana ed emesso la sentenza. Una sentenza che riporta la dignità negata a tutto un popolo e che renderà possibile, perché questo giudizio costituisce giurisprudenza, che qualsiasi coppia gitana, unita col nostro vecchio rituale, in qualsiasi parte del vecchio Continente, debba venir riconosciuta dai poteri pubblici come un vero matrimonio.

Che Dio abbia uno sguardo per i membri del Tribunale Europeo dei Diritti Umani di Strasburgo e per il magistrato Rodríguez-Zapata, che da oggi occupano un posto imperituro nel nostro cuore.

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