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Dedicato ai miei amici sulla metropolitana
Di Fabrizio (del 24/10/2009 @ 09:41:48, in musica e parole, visitato 1689 volte)

Una presentazione in PowerPoint inviatami da Marco Brazzoduro, mi ha ricordato una piccola notizia apparsa un po' di tempo fa. Provo a riassumerla:

Una fredda mattina del gennaio scorso, a Washington DC, un musicista di strada si è piazzato all'ingresso di una stazione della metropolitana. Ha suonato per circa 45', alle 8 di mattina, ora di punta: Bach, l'Ave Maria di Schubert, Manuel Ponce, Massenet ed ancora Bach.

Presa dalla fretta e dall'indifferenza, pochissima gente s'è fermata ad ascoltare. Chi gli ha prestato la maggior attenzione è stato un bambino di tre anni, nonostante le insistenze della madre che voleva andarsene; anche quando lei è riuscita ad ripartire tirandosi dietro il figlio, questi ha continuato a girarsi verso il musicista.

Il musicista misterioso era Joshua Bell, uno dei migliori violinisti del mondo, che affrontava alcune delle partiture più complesse mai scritte, con uno Stradivari del 1713, del valore di 3,5 milioni dollari.

In tutto ha raccolto 32 dollari, nessuno l'ha applaudito. Tra le migliaia di persone lì transitate, una sola l'ha riconosciuto.

Due giorni dopo, una sua esibizione al teatro di Boston, con i biglietti venduti a 100 dollari l'uno, registrava il tutto esaurito.

L'evento in incognito presso la metropolitana, è stato organizzato dal Washington Post, per un'inchiesta. Le domande erano:

  • in un ambiente comune, ad un'ora inappropriata, possiamo percepire la bellezza?
  • ci fermiamo ad apprezzarla?
  • possiamo riconoscere il talento in un contesto inatteso?

Una delle possibili conclusioni di questa esperienza potrebbe essere: Se non abbiamo il tempo di fermarci e di ascoltare uno dei migliori musicisti al mondo, che suona tra le più belle partiture mai composte, a quante altre cose altrettanto eccezionali passiamo accanto senza accorgercene?