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Homeless World Cup: la squadra italiana
Di Fabrizio (del 02/09/2009 @ 09:32:16, in sport, visitato 2009 volte)

Manca pochissimo: sabato 6 settembre a Milano ci sarà il calcio d'inizio del Torneo Mondiale di Calcio a 5 per i senza fissa dimora, torneo che durerà una settimana. I colori italiani saranno difesi dall'eterogenea squadra della Multietnica, nata nel campo di Triboniano e che quest'anno schiera tre giocatori provenienti da campi rom. Nell'attesa di scoprire chi saranno i 4 aquilani che rinforzeranno la squadra, scopriamo le storie degli attuali componenti. Testi e foto sono tratti dal sito Homeless World Cup

Nome: Angelo Cognome: Cimbali
Età: 45 anni
Paese: Italia
Lingue: italiano
Angelo si deve confrontare con un difficile passato, legato alla dipendenza dall’alcool. “Ho sempre saputo di avere grandi difficoltà a livello emotivo. L’alcol mi aiutava a superare l'ansia e il senso di inadeguatezza”, ammette: “Era un modo per sfuggire alla realtà” .
Congedato dall’esercito e allontanato dalla famiglia, decide di dare una svolta alla sua vita, iniziando un percorso di disintossicazione, supportato da un centro di solidarietà, il CEAS, dove tutt’ora vive e offre collaborazione come volontario.
Grazie a questa associazione, viene a conoscenza della Nuova Multietnica ed entra a far parte della Nazionale Italiana di Homeless World Cup.
Angelo è entusiasta del progetto perché vede il torneo come la possibilità di un riscatto, attraverso la sua grande passione, il calcio.

Nome: Anderson Cognome: Cervantes
Età: 20 anni
Paese: Perù
Città: Tocache
Lingue: spagnolo, italiano
Anderson, terzo di cinque fratelli, arriva in Italia a 12 anni. La sua famiglia non ha possibilità economiche, ma cerca di dargli un’istruzione fino ai primi anni delle scuole superiori. Interrotti gli studi, lasciata la casa familiare e privo di una sistemazione stabile, inizia a lavorare in una fabbrica di manufatti, che purtroppo chiude a causa della crisi economica attuale.
Essendo venuto a conoscenza del Progetto Homeless World Cup, decide di unirsi alla squadra per sviluppare una maggiore determinazione e costanza a perseguire gli obbiettivi.
Come molti dei suoi compagni di squadra, anche per Anderson, l’Homeless World Cup 2009 rappresenta una grande, irripetibile occasione, per migliorare il suo futuro, magari trovando un nuovo lavoro e una casa.

Nome: Pietro Sollen Cognome: Kodjo
Età: 22
Paese: Togo
Lingue: francese, italiano
Pietro è arrivato in Italia come rifugiato politico a causa delle numerose persecuzioni che ha dovuto subire in Togo, il suo Paese d’Origine.
Attualmente è ospitato presso le strutture della Caritas italiana.
Convinto dall’allenatore ad entrare in squadra, decide di accettare questa sfida, alla ricerca di nuove motivazioni per migliorare la sua vita.
Nella vita si è dovuto barcamenare con lavori umili, ma sul campo è dotato di una tecnica sopraffina. Orgoglioso del suo “essere in campo” spiega: “Quando sei sul terreno non conta quanti soldi o quali privilegi hai. Tutti i giocatori sono uguali e conta solo la bravura di giocare e il loro essere in grado di fare squadra”.

Nome: Bryan Cognome: Toscano
Età: 18
Paese: Ecuador
Lingue: Spagnolo, italiano, inglese
Bryam arriva in Italia attraverso il ricongiungimento familiare.
Disorientato dalle mille diversità di un paese nuovo, ha finito per legarsi alle bande latino-americane, ricercando quel senso di appartenenza che non era riuscito a trovare nei coetanei italiani.
Nel suo progressivo desiderio di cambiare ambiente, vivendo saltuariamente “sulla strada”, senza reali obiettivi o certezze a cui aggrapparsi, viene a conoscenza di una squadra di calcio che utilizza lo sport come catalizzatore per incoraggiare le persone più diseredate a cambiare vita.
Nasce in lui la consapevolezza di poter migliorare se stesso, anche attraverso il calcio, una componente irrinunciabile della propria esistenza.
Bryan è un abile centrocampista e culla il sogno di diventare un secondo Benzemà. E’ molto giovane per pensare a progetti a lunga scadenza, ma è sicuro di una cosa: resterà nel mondo del calcio perché è un modo per imparare ad essere uomo e per trovare autentiche motivazioni.

Nome: Florian Cognome: Matei
Età: 26
Paese: Romania
Lingue: italiano, rumeno
Quando il coach Bogdan lo ha incontrato al campo rom, non sapeva una parola di italiano, ma i suoi piedi parlavano per lui. Romeno e rom, originario della città di Bals, ha 26 anni, vive con la compagna - in attesa di un bimbo - e la sua bambina di tre anni. In campo è un vero jolly, perfetto per lo street soccer: dal portiere all’attaccante con la stessa feroce determinazione e voglia di vincere. Ma se Matei si trova bene ovunque in campo, non è altrettanto fortunato in Italia. Non è mai riuscito ad ottenere una casa. Tra i numerosi “traslochi”, lavori saltuari e le mille altre difficoltà quotidiane, ha perso di vista la nazionale. L’anno scorso, Matei è riuscito a ricontattare Bogdan - che sarebbe stato felice di portarlo in Australia - ma un cellulare smarrito e altre vicissitudini non l’hanno permesso. Questo è l’anno buono: Matei è riuscito - con l’ingresso nella UE della Romania finalmente da “comunitario” - a tornare in contatto con Bogdan e a diventare un punto fermo della selezione italiana. Peccato solo che non riesca ancora a trovare un punto fermo per vivere. Abita ancora infatti in un campo vicino a Linate. Matei spera che la Homeless World Cup possa garantirgli non solo un posto in squadra ma l’energia giusta per trovare una vera casa per sé e la sua famiglia.

Nome: Giorgio Cognome: Toma
Età: 19
Paese: Romania
Lingue: italiano, Rumeno
Convinto dalle promesse dello zio di un mondo migliore, Giorgio arriva in Italia, inseguendo il sogno di avere una vita “normale”, un buon lavoro, una bella casa.
Un sogno di difficile realizzazione, perchè, da subito, si scontra con le difficoltà inerenti il percorso di inserimento, in uno paese straniero.
Attualmente Giorgio vive in uno dei tanti campi Rom, disseminati nella periferia di Milano.
Un giorno, un amico gli parla della Nuova MultiEtnica , della possibilità di venir a contatto con persone nella sua stessa situazione, con cui condividere molto più che la passione per il calcio.
Si ambienta facilmente e riesce a stabilire forti legami con i suoi compagni, uniti dall’amore per lo sport, ma anche dalle comuni barriere sociali che incontrano, cercando di affermare se stessi.
Non è solo sport, anzi è sport come coesione sociale, strumento di riscatto, veicolo per promuovere i diritti delle minoranze.

Nome: Nicolae Cognome: Dubai
Età: 23 anni
Paese: Romania
Lingue: rumeno
Nicolae è arrivato in Italia giovanissimo, ancora minorenne, tanto che ha vissuto per un periodo in un celebre orfanotrofio di Milano, "I Martinitt".
Ha partecipato come giocatore alla Homeless World Cup di Cape Town 2006, mettendo a segno più di una rete. Il calcio e la partecipazione al torneo e al training precedente, sono state per lui una grande opportunità per crescere e maturare. Oggi lavora e ha una casa, per quanto precaria. In campo è un difensore roccioso e, fuori, è un vice allenatore tranquillo e capace.
Organizzatore nato, aiuta Bogdan a tenere in riga i giocatori.
Parteciperà alla prossima Homeless World Cup come team manager. Crede nella capacità del progetto di aiutare tante altre persone, soprattutto giovani come lui, attraverso il calcio e lo sport in generale.

Nome: Mervin Cognome: Dugas
Età: 20 anni
Paese: Seichelles
Lingue: italiano
Intercettato e fortemente voluto dall’allenatore della squadra, Mervin è il più recente componente della nazionale Homeless World Cup.
Dimostra fin da subito di conoscere l’area dei rigori come pochi.
Dopo un’infanzia poverissima, arriva in Italia cinque anni fa dalle isole Seichelles e, mentre la sua vita privata è caratterizzata dalla mancanza di punti fermi, all’interno del team Homeless World Cup, riesce ad imporsi da subito come un importante riferimento, un’incrollabile certezza per i suoi compagni, perché in grado di sferrare un goal dietro all’altro, ma, soprattutto, supportarli grazie alla sua forte tenacia.
Dotato di eccellenti potenzialità, vuole allenarsi soprattutto sul tiro, sullo scatto e sulla difesa della palla, “I Mondiali Homeless World Cup 2009 rappresentano per me” spiega entusiasta, “un’importante opportunità per dimostrare il mio valore sul campo, ma anche un modo per promuovere la condizione dei senza tetto e creare la consapevolezza che, non potendo scegliere la propria origine o condizione sociale, si può migliorare se stessi, anche grazie allo sport”.

Nome: Potru Cognome: Florian
Età: 32 anni
Paese: Romania
Lingue: italiano, rumeno
Il colpo di fulmine è stato nell’agosto scorso, circa un anno fa. Potru è venuto a conoscenza per caso di Homeless World Cup e da allora è una dei più grandi sostenitori del progetto e un membro fisso della squadra, nel ruolo di centrocampista.
Ha 32 anni, una moglie ammalata di cirrosi epatica e attualmente vive in una tenda, perché non può permettersi di pagare l’affitto di una casa. Vorrebbe trovare un lavoro come muratore, ma attualmente è disoccupato. Nonostante questo, è ottimista verso il futuro.
La scoperta degli altri giocatori è stata per lui come una rinascita: persone che hanno avuto la possibilità di un riscatto, per poter cominciare a realizzare i propri sogni. La Homeless World Cup dà coraggio. Oltre la passione per il calcio, Potru è entusiasta di avere la possibilità di conoscere persone con difficoltà comuni alle sue, con cui poter combattere per migliorare le proprie condizioni sociali.
Oggi Potru parla a tutti della Homeless World Cup come l’inizio di una svolta ed è fermamente convinto a trovare una casa, per poter, così, offrire a sua moglie un posto sereno dove poter guarire.