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Turchia
Di Fabrizio (del 05/08/2009 @ 09:01:57, in casa, visitato 1283 volte)

Da Roma_Daily_News

Cari amici

Nell'insediamento di Sulukule a Istanbul, dopo pesanti pressioni pubbliche, sembra che il dipartimento amministrativo responsabile degli alloggi (TOKI) ora dia ai gruppi di solidarietà la possibilità di proporre un piano di ricostruzione.

Abbiamo bisogno urgente di supporto internazionale in questo momento molto importante. Sotto, riportiamo un appello e una lettera di esempio (la lettera è mantenuta in inglese ndr).

Grazie per la vostra solidarietà.

Derya Nuket Ozer
Sulukule Platform

deryanuket@gmail.com


3 agosto 2009

APPELLO URGENTE DALLO STUDIO SULUKULE

La situazione nel quartiere Sulukule

Come forse sapete, nel processo di rinnovamento della Penisola Storica di Istanbul, la comunità rom che ha vissuto nel quartiere di Sulukule per oltre 500 anni, è stata obbligata ad andarsene. Il quartiere è stato quasi interamente demolito dalla Municipalità Distrettuale di Fatih, per permettere a TOKI (l'Istituzione Piani Casa in Turchia) di iniziare a costruire. Circa il 10% delle unità abitative esistenti è ancora a rischio di demolizione e la decisione del Comitato di Rinnovamento come pure la sentenza finale del caso in tribunale sono attese nei prossimi mesi.

Un piano alternativo

Per opporsi agli sgomberi forzati, demolizioni e vendite a terzi sotto la pressione della legge 5366, è stato preparato un progetto alternativo, STOP, da un gruppo di volontari nel settembre 2008 con la decisione della Piattaforma Sulukule. Il progetto STOP è stato sviluppato in considerazione del modo di vita e delle esigenze della comunità locale. E' stata basata sul convincimento che ogni intervento nell'area non debba limitarsi al rinnovamento fisico ma debba essere sviluppato sulla base del rilancio economico e sociale della sostenibilità locale e culturale della comunità romanì.

Gli esperti ed i civili coinvolti, che hanno sviluppato il progetto STOP, hanno fatto in maniera di presentare il loro progetto alternativo alla Municipalità Distrettuale di Fatih ed al Comitato di Rinnovamento di Istanbul, tuttavia i negoziati non sono durati a lungo. Nondimeno, la Piattaforma Sulukule non ha cessato i suoi sforzi di comunicare ai media e alle istituzioni locali ed internazionali, insistendo che il piano della municipalità era una violazione del diritto di abitazione e in particolare, quello della vulnerabile comunità romanì.

Una speranza per Sulukule

Le pressioni dei media e delle istituzioni locali ed internazionali, incluse la minaccia dell'UNESCO di depennare Istanbul dalla Lista del Patrimonio Mondiale per le sue violazioni delle convenzioni, hanno fatto crescere l'interesse negli sforzi alternativi dei volontari del progetto STOP. A giugno 2009, il presidente di TOKI ha invitato i volontari di STOP ad Ankara a presentare il progetto. In seguito alla richiesta i rappresentanti dei volontari ebbero un incontro con TOKI ad Ankara e spiegarono lo scopo principale del progetto. TOKI chiese ai volontari di rivedere il progetto entro un mese secondo l'attuale situazione del quartiere, che nel frattempo era stato quasi interamente demolito. Dopo l'incontro, ha iniziato a lavorare al progetto alternativo un nuovo laboratorio (StudioSulukule), che inizialmente consisteva nella Piattaforma Sulukule l'Atelier Solidarietà - ma aperto ad ogni partecipazione ed appoggio. Al momento, questo laboratorio è in pieno progresso per un piano alternativo il cui scopo è riottenere il diritto d'alloggio dei residenti di Sulukule e minimizzare i danni sinora causati. Le decisioni iniziali sono state poi condivise con un pubblico più vasto e con i media in due incontri, ottenendo un grandissimo appoggio.

Come volontari del progetto alternativo, vorremmo rivolgere un appello urgente alle istituzioni coinvolte perché diano il loro appoggio in questo periodo critico, per incoraggiare TOKI a considerare seriamente il progetto alternativo. Abbiamo preparato una lettera campione per le istituzioni da mandare via fax a Erdoğan Bayraktar, presidente di TOKI, al (0090) 312 266 77 48. D'altra parte, vorremmo sottolineare che apprezzeremmo se le istituzioni preparassero una propria versione della lettera.

Vi pregheremmo inoltre di mandare una copia del fax alla mail indicata di seguito.

Un grande grazie per il vostro appoggio.

Sulukule Studio

Contatti:
Aysim Türkmen
e-mail: aysimt@yahoo.com

… August, 2009

Dear Mr. President of TOKI,

I / We have been informed that TOKI, the Mass Housing Administration of the Republic of Turkey is considering a re-evaluation of the urban renewal process for the Sulukule neighborhood in the historical peninsula of Istanbul. I / We appreciate this intention, as I / we have been following the process in Sulukule since 2006 with great concern. Up to now I / We observed the process as evictions and demolitions, in addition to sales to the third parties under the pressure of Law 5366 that I / we do not approve at all. I / We understand this as a violation of housing rights, in particular of vulnerable groups.

I / We have been informed that upon TOKI’s intention to revise the process, a new workshop (Sulukule Atölye) was initiated by concerned citizens and experts to prepare an alternative plan which aims to regain the housing rights of Sulukule residents and minimize the damage that has been caused so far. I am / We are happy to learn that the workshop process and its initial outcomes are being discussed with academic, civic and official institutions and until now enjoyed a very high degree of support, participation and enthusiasm.

I / we strongly support TOKI in its intention to reconsider the process in collaboration with the representatives of the SULUKULE ATÖLYE. We also expect TOKI to continue and strengthen the dialogue with them. I / We will continue to follow the process and look forward to the implementation of the alternative plan that resettles the Sulukule community into its neighborhood.

I / We hope to see these public-private partnerships that promise participatory processes in the following TOKI projects, too.

Kind regards,