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Fiamme tra le baracche, distrutto un campo rom
Di Fabrizio (del 29/07/2009 @ 22:59:03, in Italia, visitato 1647 volte)

Segnalazione di Tom Welschen

CorriereFiorentino.it
Impegnati otto mezzi dei pompieri per domare l’incendio scoppiato in via Lucchese. Mistero sulle cause, probabile l’origine dolosa

Deve essere stata una brutta bestia, questo incendio. Veloce e aggressiva, almeno a giudicare da quel che ha lasciato dietro di sé. Non che prima il paesaggio fosse memorabile — campi di sterpaglie tra via Lucchese e l’autostrada, tra una fabbrica e l’altra — ma ora si è aggiunta la desolazione nera e piatta creata dal fuoco. La bestia sembra essersi fermata all’improvviso davanti alle baracche tirate su da un gruppo di rom. C’è come un confine invisibile: forse l’intervento dei vigili del fuoco, o forse la terra dura e senza sterpaglie dove si trovano gli alloggi di fortuna, hanno impedito alle fiamme di arrivare all’accampamento, che comunque era fortunatamente vuoto. L’incendio invece ha cancellato un altro accampamento di rom che si trovava pochi metri più in là ed era anch’esso deserto al momento del rogo.

IN VIA LUCCHESE - "Interno" via Lucchese, angolo tra l’ex Longinotti e l’autostrada, al confine fra Sesto e Campi. Le due baraccopoli sono andate distrutte giovedì scorso, in piena mattinata. I pompieri sono intervenuti alle 11.43 per "incendio baracche", come spiegano dal comando di via La Farina, e si sono trovati di fronte una situazione non facile. Per domare le fiamme ci sono voluti ben otto automezzi, e anche Prato ha dovuto dare una mano. Qual è la causa del rogo? "Ci sono indagini in corso", rispondono dal comando fiorentino. È possibile che si sia trattato di un fenomeno di autocombustione? "L’autocombustione è una favola tutta italiana. E poi l’area bruciata è vasta, troppo vasta". E l’ipotesi di un incidente — una persona rimasta negli accampamenti che magari cercava di cucinare qualcosa con un fornellino — è realistica? "Ci sono indagini in corso", è ancora la risposta che arriva dai vigili del fuoco. Chi conosce i due gruppi di rom, l’associazione "Medici per i diritti umani" (Medu), spiega che è difficile che a quell’ora ci fosse ancora qualcuno nelle baraccopoli. "Nella prima, quella più vicina all’ex Longinotti e risparmiata dalle fiamme — dicono Andrea Bassetti, responsabile del progetto rom, e Marco Zanchetta — vivono una ventina di persone tra i 25 e i 65 anni, rom di nazionalità rumena, che di giorno lavorano o vanno a chiedere la carità. Non ci sono bambini piccoli".

MISTERO SULLE CAUSE - E qualcuno sembra voler continuare a viverci, visto che sulle "macerie" delle capanne abbattute sono state tirati su ripari ancor più di fortuna, delle specie di tende canadesi fatte con materassi, compensato e lamiere. "Nel campo distrutto dall’incendio — proseguono i due di "Medu" — c’era gente ancora più giovane, ragazzi e ragazze che tra l’altro vivevano nella situazione più decorosa tra quelle di questo tipo che conosciamo". Ne parlano al passato perché questi giovani rom, quelli della seconda baraccopoli, sono tutti spariti dal giorno dell’incendio. Tutti o quasi. Uno di loro, con cui Bassetti ha parlato al telefono, si è rifugiato dentro l’ex fabbrica Osmatex, sempre lungo via Lucchese: un’area che fu sgomberata all’inizio di luglio dell’anno scorso, ma adesso è di nuovo occupata, secondo quanto raccontano i due di "Medu" che fanno visite periodiche anche lì per dare una prima assistenza medica a chi ci vive. Gli altri, invece, non si sa dove siano. Mentre i "superstiti" (una trentina) ieri hanno acquistato alcune tende "igloo" (altre sono state regalate da alcuni sacerdoti) e si sono riaccampati lì dov’erano le baracche distrutte. Pare però che l’intenzione sia quella di spostarsi al più presto. L’associazione di Zanchetta e Bassetti conosceva da poco tempo le due baraccopoli che sono andate distrutte giovedì scorso. "Il 20 luglio siamo andati a fare una visita— raccontano — e abbiamo notato che intorno al secondo campo c’era un’area bruciata, come a delimitarlo. Abbiamo chiesto cos’era successo e i rom ci hanno risposto che non erano stati loro". Allora chi? "Loro non hanno visto gli autori. Ma non vorremmo che fosse stato una specie di avvertimento". Di sicuro è un altro mistero di questa storia.

Paolo Ceccarelli
28 luglio 2009 (ultima modifica: 29 luglio 2009)