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Da dove cominciare, per combattere razzismo e omofobia in Italia, come chiede l'Unione europea?
Di Fabrizio (del 08/12/2008 @ 09:23:56, in Italia, visitato 1961 volte)

Ricevo da Roberto Malini

Riceviamo dalla Delegazione italiana del Gruppo socialista presso il Parlamento europeo il testo della dichiarazione di Maria Grazia Pagano, Pd-Pse, Commissione per le Libertà civili, la giustizia e gli affari interni. Abbiamo inviato le nostre considerazioni e alcune proposte ai membri della Commissione che ci paiono sinceramente sensibili alla necessità di adeguarsi alla linea Europea, che non concede più spazio all'odio razziale e omofobico.

Dichiarazione di Maria Grazia Pagano

Bruxelles, 5 dicembre 2008. "Il razzismo e la xenofobia non hanno posto in Europa": è questo il messaggio che l'Unione Europea lancia all'indomani del Consiglio dei 27 ministri della Giustizia che introduce sanzioni fino a 3 anni di carcere per chi incita pubblicamente alla violenza e all'odio. Ma io direi di più: il razzismo, l'omofobia e le discriminazioni di ogni sorta non hanno dimora in una UE che ad una legislazione già avanzata in materia di diritti di cittadinanza aggiungerà presto una direttiva, attualmente all'esame del Parlamento Europeo, contro ogni forma di discriminazione.

Sarà da vedere se l'Italia saprà o vorrà trasporre correttamente questa normativa senza incappare in un'ennesima procedura d'infrazione del diritto comunitario. Devo dire, però, che nutro poca fiducia nell'attuale maggioranza di governo, non tanto perché di uno schieramento opposto al mio, quanto perché l'attuale centrodestra mi sembra, da un lato, incapace di sviluppare una cultura dell'integrazione e dell'inclusione e, dall'altro, ancora incapace di difendere la laicità dello Stato e troppo timoroso degli strali del Vaticano.

La posizione espressa dalla Chiesa in questi giorni sulla depenalizzazione dell'omosessualità nel mondo e sulla Convenzione ONU sull'handicap è nota. Quello che stupisce, però, è che uno stato laico sia incapace di difendere apertamente i diritti umani e si preoccupi di smorzare le preoccupazioni del Vaticano con dichiarazioni di comprensione, se non di apprezzamento, a partire da quella del ministro Frattini. L'Italia deve stare tutta - destra e sinistra, laici e cattolici - dalla parte dei diritti."

La proposta EveryOne. Razzismo, omofobia, diritto di cittadinanza: per cambiare è necessario aprire gli occhi sulla realtà attuale e cominciare con una seria autocritica

Roma, 6 dicembre 2008. Accogliamo con favore e speranza questo vostro messaggio. La destra italiana, che ha ingannato gli elettori attraverso una campagna di propaganda razziale senza precedenti attua una politica improntata all'intolleranza, mentre non si impegna in alcun modo in relazione ai problemi veri: la criminalità organizzata, collusa con politica e informazione, che ha toccato i suoi "record" di "fatturato" nel 2007: 130 miliardi di euro in Italia, circa 500 nel mondo (altro che criminalità straniera!); le disastrose politiche ambientali, che non sono solo le pessime soluzioni adottate in Campania per l'emergenza-rifiuti, ma la cecità di fronte all'inquinamento, all'effetto-sera, ai progetti sul nucleare; la diffusione in ogni strato della società di ideologie razziste, negazionismi, nazionalismi e federalismi pretestuosi; la totale censura politica sui media (basti pensare al nostro gruppo: nonostante i risultati ottenuti, nel campo dei Diritti Umani, in tutto il mondo e il rispetto che ci circonda, siamo soggetti a un diktat e "bannati" da TV e stampa, salvo briciole e scampoli, quando diffondiamo notizie inedite di interesse nazionale). La sinistra, però, deve cambiare, perché le politiche razziali, che esistono in Italia da lustri, sono diventate spregiudicate, poi efferate proprio durante il governo Prodi e la Roma di Veltroni ha inaugurato l'inferno in cui attualmente versano i Rom. I pochi uomini di sinistra che conoscono la realtà della persecuzione antizigana in Italia si comportano ormai come le tre scimmiette: per loro il razzismo è qualcosa di "astratto" e non riguarda il popolo annientato dei Rom. Amministrazioni di sinistra come quella di Pesaro attuano politiche persecutorie assolutamente disumane (basta digitare su google "Pesaro" e "Rom" per averne un saggio); ma praticamente tutti i comuni in cui esistono giunte di sinistra conducono azioni di persecuzione etnica e razziale, nei confronti dei Rom, eccettuati i comuni sardi, dove tuttavia la presenza Rom è minima. Idem per quelli di "destra". Se le forze politiche di sinistra iniziassero a proporre programmi di integrazione e non di espulsione e vessazione e decidessero di interrompere e far interrompere la propaganda razzista, che raggiunge punte spaventose durante le elezioni, sarebbe un bel passo avanti. I recenti discorsi di Rutelli, però, fanno pensare che si va in direzione opposta. Riguardo all'Omofobia, il nostro gruppo è in grado di elaborare una mozione per una Direttiva europea che garantisca diritti basilari a tutti i cittadini omosessuali che risiedono nell'Unione europea, a partire da una formula - che deve valere ovunque - per dare un riconoscimento giuridico alle unioni. Se non è riconosciuto il rapporto di solidarietà e amore fra due persone, i diritti dei Gay restano nella preistoria, perché si nega la base stessa della libertà di scelta sessuale, che non è solo "poesia", ma deve trovare una tutela nella legge. Se ritenete che i tempi siano maturi, parliamone.

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