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Sgomberi e appetiti immobiliari
Di Fabrizio (del 27/11/2008 @ 09:04:03, in Italia, visitato 1951 volte)

Da Circolo Pasolini Pavia

Gli asini che volano - di Irene Campari

Noi ce lo ricordiamo l'Assessore Cioni (ex Ds ora Pd) di Firenze: aveva fatto scuola tra i politici vuoti a perdere mentali. Aveva dato avvio alla teoria delle ordinanze anti-poveri nelle città italiane, con quella vergata di suo pugno contro i lavavetri. Era assessore alla sanità pubblica e integrazione socio-sanitaria, salute, igiene pubblica, sicurezza sociale, IPAB, sicurezza e vivibilità urbana, polizia municipale, città sicura (sic!), occupazione e alterazioni suolo pubblico, coordinamento dei lavori e delle manifestazioni, manutenzione strade e aree pubbliche arredo e decoro urbano. Si era in piena caccia al Rom, e Cioni, con un guizzo luminescente, scansando ogni accusa di razzismo aveva scelto di prendersela con una categoria piuttosto che con una gruppo culturalmente definito, i lavavetri. Era però talmente bischera come ordinanza che si era visto scaraventata addosso l'indignazione di mezza Italia. Ma Cioni aveva le sue ragioni. Doveva, ad ogni costo, deviare l'attenzione pubblica da altro da sé. A quanto pare infatti era allora in affari lucrosi con Salvatore Ligresti, tanto lucroso quanto, pare, clandestini e illeciti. E' inquisito, insieme all'assessore all'urbanistica Biagi (ex Ds ora Pd). Anche noi, nel nostro piccolo, avevamo avuto un'esperienza di quel genere. Ve la ricordate Piera Capitelli, soccorsa dall'ineffabile assessore ai Servizi sociali Brendolise, che per un anno si scatena contro i Rom dell'ex Snia, abbandonandoli a se stessi, fino ad invertire improvvisamente la rotta e, per una settimana, volerne salvaguardare l'incolumità, facendo demolire un capannone vincolato dal Prg di proprietà di Luigi Zunino? Bene. Erano gli asini che volano, come i lavaverti di Cioni. L'attenzione dei cittadini doveva dirigersi verso i Rom e allontanarsi dai vincoli degli edifici dell'ex Snia e dai supermercati che Luigi Zunino voleva costruirci. Non c'è riuscita Piera. Abbiamo informato, denunciato la lottizzazione abusiva e riaffermato i diritti dei Rom. E sì perchè Capitelli ci teneva talmente tanto alla loro incolumità che li ha sgomberati e immediatamente cacciati da Pavia, con pubbliche dichiarazioni di soddisfazione sua e dei dirigenti del suo partito. Ha demolito inutilmente un capannone, ha diffamato inutilmente un'intera comunità Rom, ha violato il Piano regolatore generale per ritrovarsi con un'area dismessa che nessuno può permettersi di bonificare e di ricostruire, tanto meno Banca Intesa che ne ha in pegno una buona parte. Andremo avanti e scriveremo a breve ancora su quel che accadde l'estate scorsa. Ritornando al Cioni. La Procura di Firenze non è stata con le mani in mano, e ha inquisito l'assessore fiorentino per corruzione, insieme al costruttore Ligresti. Padrone della Sai, di Immobiliare lombarda, di Impregilo insieme a Gavio e Benetton, e con enormi interessi nell'Expo2015. E l'edilzia e la speculazione sono al centro di quell'inchiesta. Si tratta dell'area di Piana di Castello. Appalti per la costruzione del nuovo palazzo della Regione e della Provincia di Firenze tramite un protocollo di intesa che a detta degli informati rappresenta una delle più grandi speculazioni immobiliari in Italia. Sono coinvolti amministratori pubblici e consulenti. Sarebbero implicati anche due architetti genovesi, Savi e Casamonti, destinatari di commesse pubbliche a Genova e Finale Ligure. Gli interssi di Ligresti in Liguria sono attualissimi: ha infatti questo mese presentato il piano per il porto di Loano. Porti, autostrade e logistiche sono la specialità del socio, Marcellino Gavio. Tutto ciò che accade in Liguria prima o poi accade anche qui., a meno che non sia già accaduto.

[continua...]