\\ Mahalla : Articolo : Stampa
Kosovo
Di Fabrizio (del 25/11/2008 @ 09:22:23, in Europa, visitato 2172 volte)

Lungo e angosciante, siete avvertiti... da Roma-ex_Yugoslavia

New Kosova Report (chi vuole si legga anche i commenti in fondo all'articolo originale)

Bambino rom presso il centro di raccolta immondizia

By Paul Polansky - 17 novembre 2008 - Questo mese, la seconda OnG tedesca, la "Società per i Popoli Minacciati", invierà Paul Polansky, Capo Missione per il Kosovo, alla Casa dei Comuni a Londra ed al quartiere generale UE di Bruxelles nel tentativo di salvare 130 famiglie rom sistemate dalle Nazioni Unite in campi che costituiscono una minaccia alle loro vite.

Segue un riassunto del discorso di Polansky all'audizione di Bruxelles.

A due ore di aereo da qui, nell'Europa Orientale, ci sono due campi della morte, soprattutto per i bambini con meno di sei anni.

Se questi bambini non muoiono entro i sei anni, soffriranno per il resto della loro breve vita di danni irreversibili al cervello.

Questi campi ci sono da nove anni. Sono stati costruiti sul terreno delle più grandi miniere di piombo dell'Europa, ed accanto ad una discarica tossica di 100 milioni di tonellate.

Questi campi (quattro n origine) furono costruiti dall'amministrazione ONU in Kosovo e dal loro partner Azione delle Chiese che Lavorano Assieme. Pure le baracche sono state costruite con vecchi pannelli di piombo.

Sinora in questi campi sono morte 77 persone, principalmente per complicazioni da avvelenamento da piombo. Più di 50 donne hanno abortito per le medesime ragioni. Una donna e il suo bambino sono morti durante il parto. Durante la gravidanza era stata curata per avvelenamento da piombo. Dopo la sua morte venne scoperto da un rinomato laboratorio di Chicago che i due sopravissuti dei suoi nove figli avevano i più alti livelli di piombo nella storia medica.

Secondo esperti medici della Germania e degli USA che avevano visitato i campi, ogni bambino concepito in questi campi crescerà con danni irreversibili al cervello.

Nel novembre 1999, l'UNHCR prese in carico dei Rom rimasti senza casa e li spostò in quattro accampamenti improvvisati costruiti su una distesa tossica, l'unico posto disponibile per l'ONU. Protestai, richiamando l'attenzione degli ufficiali ONU e specialmente del capo dell'UNHCR a Pristina, che queste distese tossiche potevano danneggiare la salute di questi IDP (persone internamente disperse). L'UNHCR mi assicurò di aver firmato contratti con la municipalità locale, che questi IDP sarebbero rimasti lì per soli 45 giorni. Alla fine dei 45 giorni, le loro case sarebbero state ricostruite e loro rimpatriati, oppure portati in un altro paese come rifugiati. Disgraziatamente, dopo quasi nove anni e molte morti a causa del piombo, questi IDP vivono ancora su un terreno inquinato.

Durante l'estate del 2000 Bernard Koucher, amministratore ONU, chiese all'ufficiale sanitario ONU di compiere una ricerca medica su Mitrovica, perché molti poliziotti ONU e soldati francesi accusavano alti livelli di piombo nel sangue. Nel novembre 2000, questo rapporto del dottor Andrej Andrejew dell'ONU, venne presentato all'UNMIK, dove si dichiarava che la maggior parte della gente che viveva a Mitrovica soffriva di avvelenamento da piombo. Il rapporto stabiliva che i peggiori effetti si avevano sui Rom che vivevano nei campi ONU e si raccomandava l'evacuazione dei campi e di recintare le aree perché nessuno potesse entrarvi accidentalmente.

Invece di chiudere i campi, l'ONU costruì una trincea di 1,5 km. tra i due campi ed i depositi di scorie tossiche. Pose anche cartelli in quattro lingue chiamando questo percorso il Vicolo della Salute. Ma l'ONU costruì anche su un'area accanto a 100 milioni di tonnellate di rifiuti tossici un campo da calcio e uno da basket per i bambini Rom. Non venne detto loro che l'esercizio fisico, aprendo i loro polmoni, li avrebbe resi ancora più vulnerabili al piombo.

Nonostante i ripetuti appelli per aiutare i Rom, specialmente quelli che vivevano nei tre campi dell'area di Mitrovica nord, l'ONU fece esattamente l'opposto. Gli aiuti alimentari vennero sospesi nel 2002, dicendo che era tempo per i Rom che trovassero da loro come sopravvivere. Nel campo di Zitkovac, una volta l'acqua corrente venne tagliata per sei mesi, perché l'amministratore del campo, Chiese che Lavorano Assieme, trovò che i Rom usavano troppa acqua. Così, i Rom di Zitkovac dovevano camminare per quattro km. due volte al giorno per avere acqua potabile. In tutti e tre i campi. la maggior parte dei Rom doveva andare alla discarica locale per cercare qualcosa da mangiare.

Nell'estate del 2004, L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) fece un'indagine speciale sull'avvelenamento da piombo nei tre campi, dopo che una bambina di quattro anni, Jenita Mehmeti, morì per quella causa. Sino allora 28 persone (soprattutto giovani e bambini) erano morti nei tre campi, ma Jenita era stata la prima a ricevere cure specifiche prima di morire. Nuovi esami del sangue presi dall'OMS, mostravano che i bambini, i più vulnerabili all'intossicazione, avevano i livelli più alti che gli analisti OMS avessero mai registrato.

La procedura standard per il trattamento medico dell'avvelenamento da piombo, richiede l'immediato allontanamento dalla fonte di avvelenamento e l'ospedalizzazione sei i livelli di piombo sono superiori a 40 μg/dL. I danni irreversibili al cervello iniziano a 10 μg/dL, specialmente nei bambini sotto i sei anni di età il cui sistema immunitario non è ancora pienamente sviluppato. Molti dei livelli di piombo nei bambini di questi tre campi erano superiori a 65 μg/dL, il livello più alto che le macchine OMS potessero leggere. Lo staff OMS sospettava che in alcuni bambini (causa i loro sintomi), ci fossero livelli di piombo tra gli 80 e i 90. E' risultato poi che due bambini avevano un livello di 120 μg/dL, il più alto mai registrato nella storia medica.

Nel novembre 2004, l'OMS presentò il proprio rapporto all'UNMIK, chiedendo l'immediata evacuazione dei campi. Anche se esistevano dei precedenti per l'ONU, che aveva evacuato migliaia di Albanesi e Serbi in Kosovo quando si trattava delle loro vite in pericolo, questi Rom non vennero evacuati. L'unica misura presa dall'ONU fu di indire riunioni bimensili tra le agenzie ONU e le altre OnG per studiare il problema. Anche se molte OnG, incluso il Comitato Internazionale delle Croce Rossa, fecero una petizione all'ONU per l'immediata evacuazione di questi "campi della morte" entro 24 ore, sino al 2006 l'ONU non intraprese alcuna azione.

Nel gennaio 2006 l'ONU in Kosovo chiuse uno dei campi e spostò 35 famiglie in una nuova sistemazione, a circa 50 metri dal loro vecchio campo. Il campo nuovo venne chiamato Osterode. Era una ex base dell'ONU francese a Mitrovica nord, che era stata abbandonata dopo che a molti soldati era stati trovati i sintoni di avvelenamento da piombo. Difatti, ai soldati venne detto dai dottori militari di non fare figli per almeno nove mesi dopo aevr lasciatoil campo, per gli alti livelli di piombo nel loro sangue.

Tuttavia, l'ONU nella sua saggezza spese oltre 500.000 €u. (donati dal governo tedesco) per rinnovare questo campo. Intuendo che l'avvelenamento arrivava soprattutto dal terreno, l'ONU asfaltò l'area ed in seguito ottenne dal CDC, Centro per il Controllo del Disagio - un'agenzia finanziata dagli USA, un certificato che il campo era "libero dal piombo". Ma dato che tutti questi campi erano costruiti sull'area delle miniere di Trepca, la maggior parte dell'inquinamento arriva attraverso l'aria dalle 100 milioni di tonnellate di scorie tossiche ammassate davanti ai campi.

Nel settembre 2006, alla sua prima conferenza stampa come capo dell'ONU in Kosovo, Joachim Ruecker annunciò con orgoglio che l'ONU stava facendo qualcosa per aiutare questi Rom che morivano di avvelenamento. Oltre che a spostarli dai loro campi verso Osterode, che non era più dichiarato libero da piombo ma "meno inquinato", l'ONU avrebbe iniziato a trattare la situazione con una dieta migliore. Per la prima volta in quattro anni venivano forniti ai Rom aiuti alimentari così che non dovessero più andare alla discarica. L'ufficio USA dell'ONU a Pristina donò 1.000.000 $ per questa "dieta migliore".

E' noto ai medici che una dieta appropriata può abbassare i livelli di piombo di circa il 20%, ma solo se la persona interessata viene allontanata dalla fonte di avvelenamento. Nel caso dei Rom, ridurre i loro livelli del 20%, li lasciava lo stesso in una situazione dove la loro vita era a rischio. Per la prima volta in quattro anni, l'ONU forniva anche uno staff medico per seguire la salute di questi Rom. Sfortunatamente, l'avvelenamento da piombo può essere trattato solo una volta che il paziente viene allontanato dalla fonte di avvelenamento. In ogni caso, lo staff medico se ne andò perché per mesi non era stato pagato.

Con la primavera 2006 due dei campi (Zitkovac e Kablare) vennero chiusi e oltre 100 famiglie vivono adesso a Osterode. Dopo tre mesi, vennero raccolti campioni di sangue e secondo l'UNMIK la salute dei Rom stava migliorando, grazie alla nuova dieta, ed i livelli di piombo stavano scendendo. D'altra parte, tanto l'OMS che l'UNMIK rifiutarono di rendere pubblici i risultati dell'indagine, persino alle stesse famiglie rom. Più tardi mi vennero date copie dei test da un componente dello staff OMS contrariato da questa riservatezza. I risultati del test mostravano che non solo i livelli di piombo salivano, ma che Osterode, il campo liberato dal piombo, aveva ora livelli di inquinamento superiori a quello di Cesmin Lug, vecchio di nove anni.

Nel 2006 l'ONU annunciò che l'unica soluzione per i Rom che vivevano su o accanto il terreno tossico, era di ricostruire le loro case nel loro vecchio quartiere e di spostarle là. Così l'ONU riunì diversi donatori internazionali per ricostruire alcune delle case dei Rom e diversi blocchi di appartamenti, con la promessa di rimandare i Rom nel loro vecchio quartiere. Sfortunatamente, non appena queste case ed appartamenti furono completati tra l'estate e la fine del 2006, l'ONU non li assegnò ai Rom che vivevano nella zona inquinata, ma principalmente ai Rom del Kosovo rifugiati in Serbia e Montenegro, per mostrare che la politica di ritorno dei rifugiati stava funzionando.

Nell'aprile 2007 terminarono tutti gli aiuti medici ed alimentari ad Osterode, perché secondo l'ONU non c'erano più soldi. Un'altra volta, i Rom furono obbligati a trovarsi da mangiare nella locale discarica. Ma il peggio doveva ancora arrivare.

Dato che molti bambini a Osterode e nel limitrofo campo di Cesmin Lug mostravano segni comuni di avvelenamento (piombo nei denti, vomito giornaliero e perdita della memoria), i capi dei campi richiesero nell'aprile 2008 nuovi esami del sangue. Esami casuali su 105 bambini mostrarono risultati sconcertanti. Molti bambini che vivevano nel campo ONU di Osterode "libero da piombo", avevano i livelli di piombo raddoppiati da quando si erano spostati nell'ex base francese.

A causa del rifiuto di ONU e UNHCR di aiutare questi cittadini del Kosovo, mi rivolsi direttamente al Ministro della Sanità della neo dichiarata Repubblica del Kosovo. Il Dr. Alush Gashi non è soltanto un medico ma anche un mio amico personale da anni. Una volta viveva e lavorava a San Francisco. Non solo gli scrissi per email, ma lo visitai anche nel suo ufficio, chiedendogli di aiutare i suoi cittadini di minoranza. Comprese il problema e la situazione. Come dottore sapeva che bisognava evacuare immediatamente questi Rom. In una recente intervista filmata, il Dr. Gashi riconosceva che questi Rom andavano allontanati immediatamente, che sarebbero stati meglio in prigione che nei campi della morte. Disse che USAID stava finanziando un progetto assieme ai Mercy Corps per salvare questa gente.

Non impiegai molto tempo per ottenere una copia del progetto USAID/Mercy Corp. Chiedeva il rialloggiamento di 50 delle 120 famiglie che vivevano nei campi entro i prossimi due anni e mezzo. Non c'era alcuna soluzione medica immediata per chi viveva nei campi. Non era menzionata l'evacuazione. Più tardi scoprii che gli autori del progetto non avevano mai visitato i campi. Tuttora, USAID sta adoperando 2,4 milioni di $ per questa soluzione cosmetica.

Sin dal 2005, abbiamo tentato di obbligare l'ONU ad aiutare questi Rom. Un'avvocata americana, Dianne Post, cercò di citare l?ONU a nome di diverse centinaia di Rom che vivevano in questi campi. La sua causa contro l'ONU alla corte dei Diritti Umani a Strasburgo fu rigettata, perché il tribunale dichiarò che soltanto uno stato, non un'organizzazione, poteva essere processato. Anche se l'ONU era l'unico amministratore del Kosovo, il tribunale decise che l'ONU non poteva essere perseguito.

L'ONU non ha una politica di ricompensazione per questi problemi. Ma gli avvocati ONU per tre anni hanno rifiutato di cooperare nella ricerca di un compenso per questi Rom o per risolvere i loro problemi sanitari. L'ONU non nega le proprie responsabilità ma rifiuta di rispondere sulle proprie regole e norme. Nel 2005 la Società per i Popoli Minacciati, la più grande OnG in Germania dopo la Croce Rossa, inviò in Kosovo il Dr. Klaus Runow, rinomato esperto tedesco sugli avvelenamenti tossici. Anche se l'ONU ha tentato di tenerlo lontano dai campi, è stato in grado di raccogliere 60 campioni di capelli dai bambini rom. Ha poi spedito questi campioni ad un rinomato laboratorio di Chicago. Il risultato mostrò che quei bambini non solo avevano i più alti livelli di piombo nella storia medica, ma che tutti avevano i sintomi di avvelenamento da altri 36 metalli pesanti. Nel tentativo di difendersi, il personale ONU ha spesso replicato che l'intossicazione dei Rom dipende dal fatto che smaltiscono le batterie delle auto. Però, il Dr. Runow ha puntualizzato che nessuno di questi metalli tossici è presente nelle batterie automobilistiche.

Il Dr. Rohko Kim, formatosi ad Harvard ed in servizio OMS a Bonn, Germania, era consulente ONU sull'avvelenamento da piombo nei loro campi in Kosovo. Anche se aveva ordini di non rilasciare interviste o informazioni sui campi rom, riuscii a parlargli. Gli chiesi se l'avvelenamento da piombo fosse dovuto allo smaltimento delle batterie delle auto. Mi disse di no. Mi disse che la maggior parte dell'avvelenamento proveniva dalle polveri tossiche rilasciate dai mucchi di scorie e dal fatto che i campi furono costruiti sul terreno delle miniere. Mi disse che ogni bambino concepito in quei campi avrebbe sofferto di danni irreversibili al cervello. Disse che avevamo già perso un'intera generazione di bambini rom per colpa dell'avvelenamento da piombo. In un discorso del 2005, alla presenza dell'OMS, dell'UNMIK e del Ministro  della Sanità del Kosovo, il Dr. Kim disse: "La situazione attuale nella comunità rom che ora vive nei campi è estremamente seria. Dal 1991 ho condotto personalmente ricerche sull'avvelenamento da piombo, ma non ho mai incontrato livelli così alti nel sangue. Ritengo che il caso di Mitrovica nord sia unico, mai conosciuto prima nella storia. E' una delle più grandi catastrofi legate al piombo nel mondo e nella storia."

Sinora sono morti 77 Rom nei campi ONU. A ciò vanno aggiunti gli aborti. L'ONU non ha mai investigato su nessuna morte nei campi o mai fatto un'autopsia. D'altronde, dai sintomi descritti da parenti e vicini, i dottori consultati ritengono che l'avvelenamento da piombo ha contribuito alla maggior parte delle morti  e degli aborti.

Qualche mese fa a Osterode è morto un altro bambino rom. Aveva un mese di vita, ed era nato con una grande testa, pancia gonfia e gambe in miniatura. Si era svegliato alle sei del mattino, vomitando, e morì 20 minuti dopo in ospedale.

 L'avvelenamento da piombo da una morte spaventosa per i bambini. Jenita Mehmeti, 4 anni, stava frequentando l'asilo nel campo quando la maestra si accorse che stava perdendo la memoria e faceva fatica a camminare. Jenita fu rimandata nella sua baracca dove nei seguenti tre mesi vomitò diverse volte al giorno, prima di rimanere paralizzata e morire.

Ci sono precedenti nel Kosovo per salvare le vite, ma non quelle di 500 Rom. Questo è un appello a voi parlamentari. In Europa oggi abbiamo un campo di morte per bambini. Per piacere fate qualcosa.