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Le nostre vite cominciano a finire il giorno in cui stiamo zitti di fronte alle cose che contano
Di Fabrizio (del 02/10/2008 @ 18:45:52, in Italia, visitato 1939 volte)

Segnalo un bellissimo post di Alain Goussot su Rom Sinti @ Politica... mentre lo leggo sento alla radio di un'ulteriore aggressione a Milano ad un ambulante senegalese

Gli episodi di violenza a danno di cittadini stranieri continuano; Abdul ieri a Milano morto dopo un vero linciaggio e oggi Emannuel nella 'civile' Parma picchiato brutalmente da alcuni vigili, è di oggi il linciaggio da parte di alcuni adolescenti italiani a Tor Vergata di un cittadino cinese di 25 anni.

Cosa sta succedendo e perché le autorità istituzionali più alte della Repubblica tacciono?

I grandi quotidiani riportano le notizie ma sono pochi quelli che s'indignano; anzi ve ne sono che mettono anche l'olio sul fuoco aizzando le folle contro il Rom, lo straniero, il clandestino e il negro.

Non possiamo stare zitti, non possiamo stare a guardare, non basta dire "mi dispiace", occorre agire seriamente sul piano sociale, educativo , culturale e politico.

Non è tollerabile che un paese che si dichiara civile possa fare sua la regola della violenza discriminatoria e razzista, il disprezzo dell'altro semplicemente perché ha un colore di pelle , una religione o degli usi e costumi diversi.

La televisione, i giornali e la stessa legislazione (vedi le impronte ai bambini rom oppure la schedatura dei bambini stranieri nelle scuole…) contribuiscono ad alimentare l'ostilità verso chi viene da fuori, verso chi è povero, verso chi parla un'altra lingua o pratica un'altra religione.

Si sta creando il capro espiatorio per deviare l'attenzione da chi ha delle responsabilità nel degrado sociale che sta producendo povertà e diseguaglianze. Serve un responsabile di tutti i mali: lo straniero, lo zingaro, il nero!!

La legge in qualche modo, avendo creato un trattamento differenziato per chi è diverso etnicamente e culturalmente, legittima la diffidenza e anche l'aggressione.

Voglio ricordare quello che diceva uno dei pensatore del pensiero liberale europeo; Benjamin Constant: "L'obbedienza alla legge è un dovere, ma come tutti i doveri, è relativo; riposa sulla supposizione che la legge parte da una fonte legittima, e si rifugia nei suoi giusti limiti.

Ma nessun dovere ci legherebbe verso delle leggi che non solo restringerebbero le nostre legittime libertà e s'opporrebbero a delle azioni che non avrebbero il diritto di proibire ma ci costringerebbero a contrariare i principi eterni della giustizia , della pietà, che l'uomo non può non osservare senza smentire la propria natura…

Ogni legge che ordina la delazione, la denuncia , non è una legge; ogni legge che mette in discussione l'inclinazione che comanda all'uomo di offrire un rifugio a chi richiede asilo non è una legge…

Se la legge ci ordinasse la perfidia verso i nostri simili, o ancora la persecuzione verso i vinti non sarebbe una legge, sarebbe solo barbarie ".


Riflettiamo su queste parole scritte quasi duecento anni fa e chiediamoci se quello che sta succedendo sia non solo accettabile ma umanamente tollerabile.

Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità perché vale ancora il monito di Bertold Brecht sulla co-responsabilità di chi taceva di fronte alla persecuzione verso gli ebrei diventando così complici di un crimine contro l'umanità.

Martin Luther King diceva : "Le nostre vite cominciano a finire il giorno in cui stiamo zitti di fronte alle cose che contano"

E tra le cose che contano vi è la dignità della persona umana!!

Ci rendiamo conto che questi appelli rischiano di cadere nel vuoto ma consideriamo di grande importanza la reazione civile e democratica che sappia denunciare il degrado delle relazioni sociali nel nostro paese. Pensiamo anche come Carlo Cattaneo (vedi le 'Interdizioni israelitiche' 1857) che "la legge è strumento di giustizia, non è strumento d'ingiurie. Non vi sono due giustizie diverse; né la giustizia ha due diverse misure. Eseguiamo con umiltà ciò che la giustizia ci detta, e avremo sparso negli uomini tutti i semi dell'onore e della virtù".