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Rom e campi nomadi : Commissione UE non e' tribunale dei diritti
Di Fabrizio (del 08/09/2008 @ 11:55:41, in Regole, visitato 1353 volte)

Da OSSERVATORIO sulla LEGALITA' e sui DIRITTI

di Rita Guma (presidente Osservatorio sulla legalita' e sui diritti onlus)

Poiche' si continuano a leggere rivendicazioni di alcuni riguardo al parere della Commissione UE sulla questione del 'censimento' dei Rom in Italia, vanno fatte alcune precisazioni.

Il commento del sottosegretario Mantovano ce ne da' lo spunto. "La valutazione della Commissione europea, di integrale apprezzamento per le misure adottate dal Governo italiano sui campi nomadi, non ha bisogno di commenti: è chiara ed esplicita. - ha affermato Mantovano - Mancano ancora, invece, le scuse pubbliche di tutti quegli italiani che, all'opposizione dentro e fuori il Parlamento, non hanno esitato a buttare fango sull'Italia pur di contrastare l'azione dell'Esecutivo. Ma non si può avere tutto... Resta il rammarico di tre mesi persi dietro a polemiche che, al vaglio del massimo organismo dell'UE, si sono rivelate per quello che erano: dannose e strumentali".

Come Mantovano sa benissimo, la Commissione UE e' un organo politico, non giudiziario, ed emanazione dei governi, non degli elettori tutti in quanto non elettiva, quindi le sue valutazioni risentono degli equilibri politici, tanto e' vero che la Corte di Giustizia UE - che e' invece l'organo UE deputato alle valutazioni sulla legalita' dei comportamenti europei alla luce della normativa UE - non sempre sposa la concezione della Commissione di cio' che e' legale.

Ad esempio - proprio parlando di diritti civili - la Commissione ha concluso accordi con gli USA sui dati sensibili dei passeggeri UE in viaggio per gli Stati Uniti su cui il parlamento UE (organo elettivo) - timoroso per la privacy dei cittadini europei - ha portato la Commissione davanti alla Corte di Giustizia, che ha dato torto alla Commissione.

Il principio di separazione dei poteri esiste proprio perche' chi opera in un ruolo politico non puo' anche amministrare la giustizia con sufficienti garanzie, e peraltro la legislazione UE, che la Commissione UE ha dichiarato essere stata rispettata dalle misure del governo italiano in questa circostanza, non e' un trattato finalizzato a garantire i diritti umani.

Ricordiamo inoltre che i metodi adottati dal governo italiano nel caso dei Rom sono stati criticati dal Commissario per i diritti dell'uomo del Consiglio d'Europa e che il Consiglio d'Europa (di cui fa parte la Corte per i diritti dell'uomo) e' una organizzazione che trova il suo fondamento nella "Convenzione europea dei diritti dell'uomo", sottoscritta anche dall'Italia.

Quindi il Commissario Hammarberg - che prima di emettere il suo giudizio e' stato due giorni in Italia - e' un esperto di diritti che basa il suo giudizio su norme nate proprio per tutelare i diritti.

Quindi Mantovano ed altri dovranno accettare che, nonostante il pronunciamento della Commissione presieduta da Barroso (un politico la cui ricandidatura e' stata peraltro sponsorizzata da Berlusconi), in molti Italiani (e non) resti ancora il dubbio sul rispetto dei diritti umani conseguente alle misure sui campi nomadi adottate dal governo nelle varie fasi della vicenda.