\\ Mahalla : Articolo : Stampa
Odissee italiane
Di Fabrizio (del 06/08/2005 @ 04:16:52, in Italia, visitato 2272 volte)


Neveresa Hamidovic arrivò in Italia da Sarajevo che aveva 13 anni. Faceva parte di un gruppo di 44 famiglie di immigrati, tutte di Rom, e furono sistemate nell "campo nomadi" di via Salvini a Roma. Qui crebbe e sposò suo marito Mammud in municipio. Entrambi hanno vissuto più della metà della loro vita in Italia ma ora, assieme ailoro quattro figli, devono affrontare il ritorno in Bosnia.

Come riportato da diversi giornali, qualche giorno fa Nevresa e suo marito sono stati fermati dalla polizia italiana per un controllo di routine dei documenti. Nevresa ha un passaporto bosniaco regolare, ma il visto italiano è scaduto. Lei e suo marito hanno provato a spiegare la loro situazione, in particolare le difficoltà che ci sono con la burocrazia bosniaca data la confusione dopo la guerra. Hanno detto alla polizia di risiedere in Italia da oltre 20 anni, sposati dalle autorità italiane, con i figli (che non hanno mai vissuto in Bosnia) che frequentano qui le scuole. Lo stesso, Nevresa è stata messa in un centro di permanenza temporanea, o CPT, a Ponte Galeria a Roma. Secondo la legge in vigore, sarà detenuta lì per 60 giorni e poi rimpatriata forzatamente in Bosnia.

Secondo il giornale Il Manifesto, qyuello di Nevlesa è tuttaltro che un caso isolato. Pochi mesi fa a Pistoia, la polizia fermò un Rom senza documenti. Nato in Italia da genitori yugoslavi, l'uomo vive e ha famiglia in Italia, con quattro figli tutti nati qui. Non è mai stato in Serbia, ma verrà lo stesso rimpatriato nella terra dei suoi genitori dal CPT Vulpitta a Trapani. A differenza di Nevresa, l'uomo ha avuto la fortuna di essere assistito da un avvocato che sta facendo in modo di bloccare il suo ritorno in Serbia sulla base del suo stato di "apolide".

Questi casi sono indicativi della situazione di molti Rom in Italia senza status legale. Nei cosiddetti "campi nomadi", queste persone crescono e vivono nell'assoluta mancanza di legge e assistenza legale. Se il governo italiano tuttora non è in gradodifornire cifre e statistiche precise su questa popolazione, è chiaro che tra di loro ci sono anche molti apolidi.

Dato che la legge italiana non riconosce la cittadinanza per nascita, molti Rom sono considerati iimigrati anche se sono natiin Italia. E' quindi possibile espellerli per un semplice fraintendimento burocratico, come il visto scaduto per Nevresa. Questi Rom sono quindi parificati dallalegge sull'immigrazione (Bossi/Fini) a tutti gli altri immigrati di recente arrivo, e spesso inviati nei vari CPT in Italia.
(Dzeno Association)