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Appello
Di Fabrizio (del 11/07/2008 @ 00:40:41, in media, visitato 1210 volte)

Ricevo da Maria Grazia Dicati

Rivolgo un appello a tutti coloro che in questo periodo si sono mobilitati per denunciare il provvedimento del governo relativo alle impronte dei bimbi rom, affinché si proceda rapidamente nei confronti di Panorama e si valuti se ci sono gli estremi per una denuncia : "Continuiamo a difendere e proteggere i bambini!"

Rom nati per rubare e impronte ai bambini
di osservatoriosullalegalita.org

La copertina del settimanale Panorama di questa settimana rappresenta un bambino rom con la scritta: "Nati per rubare" e sottotitolo "LADRI BAMBINI Appena vengono al mondo li addestrano ai furti, agli scippi, all'accattonaggio. E se non ubbidiscono sono botte e violenza. Ecco la vita di strada (e le voci) dei piccoli rom che il ministro Maroni vuole censire, anche con le impronte digitali".

L'Osservatorio sulla legalita' e sui diritti onlus denuncia il messaggio vergognoso e per di piu' falso e disinformativo di tale titolo.

Presupporre che il crimine sia una caratteristica tipica di un'etnia non solo e' una conclusione arbitraria, ma equivale ad etichettare un'intero popolo, a partire dai minori. E il messaggio e' letto da chiunque lo veda esposto in edicola, anche se non compra il giornale.

Il tutto per giustificare le discusse scelte del governo sulla questione sicurezza (e' di oggi la bocciatura da parte del parlamento UE della schedatura dei Rom voluta dal governo italiano).

Ricordiamo, con parole molto piu' autorevoli delle nostre, cosa significa e cosa comporta quanto sta accadendo. E lo ricordiamo soprattutto alle destre, che quando fa comodo (cioe' per opporsi all'Islam o a parte della sinistra che contesta Israele) si schierano con gli Ebrei:

Il presidente dell'Unione delle comunità ebraica in Italia, Renzo Gattegna (agenzia APcom del 15 maggio 2008):
"L'indiscriminata espulsione di massa di un gruppo etnico potrebbe forse produrre momentanei consensi e una breve ed effimera illusione, ma ben presto la vera natura discriminatoria di un simile atto emergerebbe con chiarezza e verrebbero messi a nudo tutti gli errori e le omissioni che nel tempo hanno prodotto questa degenerazione ingovernabile. Porto l'esempio dei nomadi, ma dobbiamo ricordare che le stesse pericolose dinamiche potrebbero colpire chiunque...
Di fronte a gravi crimini commessi da singoli individui che la giustizia non riesce a perseguire, si riversano odio e sospetto su intere collettività senza nessuna distinzione tra persone oneste e criminali. ... Se proseguisse un processo di criminalizzazione generalizzata, sia nei confronti dei nomadi che di qualsiasi altro popolo, gli onesti, abbandonati e discriminati, resterebbero in ostaggio dei criminali. E la sconfitta dello Stato sarebbe totale".

L’ANED (Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti) di Roma esprime "la più sentita riprovazione per il disegno di legge che prevede la schedatura dei Rom e Sinti presenti sul territorio italiano, tramite la rilevazione delle impronte digitali come in uso per i criminali. Il provvedimento è particolarmente odioso e inaccettabile, perché rivolto anche ai bambini e a tutti i minori che, finora, anche se privi di documenti, hanno potuto frequentare la scuola pubblica del nostro paese.
Il progetto di schedatura è, oltretutto, in totale contrasto con la Convenzione Internazionale per i Diritti del Fanciullo promulgata nel 1989 dall’ONU e ratificata dallo Stato italiano. Tale provvedimento richiama procedure di schedatura razzista utilizzate dai regimi nazifascisti durante il secolo scorso, per costruire archivi che miravano alla individuazione, emarginazione, concentrazione e conseguente deportazione di ogni minoranza e diversità. Nel caso che questo provvedimento venisse approvato, l’intero Consiglio direttivo dell’ANED di Roma chiede di essere schedato insieme ai Rom".

Il presidente della Comunita' ebraica romana Riccardo Pacifici (agenzia ANSA, 15 MAG):
''Vigileremo affinche' sia garantita, prima di tutto, la sicurezza di tutti noi tutti cittadini italiani, ma anche che le misure adottate a contrasto dei fenomeni criminali non abbiano un capro espiatorio, vittima sacrificale, delle cose che non vanno... Il nostro spirito era e rimane quello di costruire dalla brutta lezione della seconda guerra mondiale un approccio del nostro rapporto con le minoranze basato sulla lotta prima di tutto all'indifferenza, nemica dei diritti di chi subisce l'ingiustizia''.
Per Pacifici la nomina di un Commissario per l'emergenza Rom ''sulla spinta di sentimenti nati dalla paura e che attraversano trasversalmente tutte le forze politiche non e' lo strumento di comunicazione migliore. Le parole hanno un peso. Mentre sarebbe meglio adottare le stesse misure parlando di 'Emergenza sicurezza' generica per reati che provengono da ogni etnia, italiana compresa. La nostra non e' una polemica ma una pacata riflessione per fare in modo che forze xenofobe e razziste estranee alle nostre istituzioni non possano farsi giustizia da sole''.

Il presidente della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici (intervista ad Ecoradio):
"Possiamo concordare con il Ministro Maroni riguardo il rispetto della legalità e la tutela dei minori ma il problema è forse l'errore di comunicazione compiuto che è legato all'idea di una schedatura che possa colpire solo certe persone, solo una certa categoria di cittadini. É un errore su cui si rischia di fare una sorta di cortocircuito, su cui bisogna stare molto attenti.
Ci devono essere provvedimenti uguali per tutti i cittadini che vivono nel suolo italiano, immigrati e non. È questo il punto sul quale dobbiamo lavorare. Le impronte ai bambini rom, inoltre, non hanno alcun senso perchè si modificherebbero col passare del tempo e sarebbe vano lo sforzo fatto. È sbagliato, inoltre, fare una legge ad hoc solo per i rom. Non bisogna dare sfogo a chi può coltivare sentimenti razzisti che possono sorgere nei monenti di paura e insicurezza nella popolazione. Dobbiamo fare un'opera di prevenzione.
Ben vengano- conclude Pacifici- iniziative a tutela dei bambini rom nei casi di sfruttamento ma deve emergere nella comunicazione che esiste tutto un mondo di rom dove vige la legalità, dove i bambini vanno a scuola, dove la gente paga le tasse e dove, insomma, si vive nella piena regolarità. Ecco bisogna far emergere anche il buono che c'è in questa comunità e che rappresenta la maggior parte dei Rom."