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Bambini Rom costretti a mendicare
Di Fabrizio (del 05/03/2008 @ 09:04:31, in Italia, visitato 1548 volte)

Di Roberto Malini

I rom non posseggono nulla, vivono all'addiaccio, sono emarginati, discriminati, temuti. I bambini rom, nei rari casi in cui è consentito loro di accedere all'istruzione, vengono vessati, insultati e derisi dai compagni; non di rado sono vittime di violenza.

Le leggi del popolo rom condannano ogni forma di violenza, soprattutto quando le vittime degli atti violenti sono donne e bambini.

Politici, autorità e media, con un cinismo raccapricciante, approfittano spesso della debolezza sociale e dello spirito pacifico dei rom per farne il capro espiatorio di qualsiasi problema che riguardi la società.

Di fronte alle forze dell'ordine, i rom subiscono in silenzio ogni genere di intimidazione e abuso.

Di fronte ai magistrati, i rom sono rassegnati, prima ancora che inizi il procedimento a loro carico, a subire la più grave e iniqua delle condanne.

Davanti ai giornalisti che - quando si verificano episodi di cronaca - li intervistano, i rom sanno già che le loro parole saranno travisate e che serviranno a costruire campagne contro di loro, che verranno presentati come esseri perfidi, sporchi, immorali, pigri, incapaci di qualsiasi sentimento umano.

L'attuale deriva razziale che ha luogo in Italia consente ai nuovi razzisti di adottare gli stessi metodi che utilizzavano le autorità naziste per giustificare la persecuzione contro ebrei, zingari, omosessuali e altre minoranze. Sono sistemi tanto semplici quanto appariscenti, utili a diffondere presso l'opinione pubblica l'immagine del Rrom ladro, violento, truffatore, rapitore e sfruttatore di bambini.

Oltre ai casi che i media hanno amplificato a dismisura lo scorso anno, attribuendo ai rom ogni sorta di delitto, a partire da quello di Giovanna Reggiani, commesso da un romeno povero e non da uno zingaro; oltre alla stretta censura relativa agli omicidi e agli attentati razziali (una realtà che ha visto nel solo 2007 numerose vittime rom e centinaia - sic - di soggetti rom sottoposti a rischio di vita), minimizzati dai media e non perseguiti dalle autorità, neanche quando rivendicati; oltre alle bugie raccontate dai nostri rappresentanti istituzionali alle autorità europee per cercare di evitare severi ammonimenti e condanne; oltre alla "caccia al rom" scatenata in tutto il territorio italiano, vasta operazione di pulizia etnica che culmina con gli sgomberi e le espulsioni; oltre a tutto questo, la "macchina" razzista costruisce casi di cronaca finalizzati a connotare il popolo rom come una razza diversa e degenerata, inguaribilmente asociale.

Quotidiani importanti, a tiratura nazionale, si fanno portavoce di tali campagne di discredito e negli ultimi tempi presentano eventi in cui genitori rom costringerebbero i loro figli e altri bambini, rapiti alle famiglie legittime, a rubare, chiedere l'elemosina, prostituirsi. "Se ognuno di voi non porta a casa almeno 800 euro al giorno, verrà picchiato, torturato, legato al guinzaglio".
L'opinione pubblica è ormai incapace di riconoscere la verità, quando essa viene diffusa dai media e suffragata dalle autorità.

Come si farebbe, altrimenti, a credere che una famiglia rom che vive al freddo, protetta da quattro fogli di cartone, in pessime condizioni di salute, martoriata da rigori delle intemperie, fame, infezioni, topi, parassiti, violenza e umiliazione "nasconda" in realtà almeno 24 mila euro mensili?

Come si farebbe a credere che bambini sottoposti a torture efferate, denutriti e macilenti non colgano la prima occasione di libertà per sfuggire ai loro carnefici?

Come si farebbe a credere ai tanti rapimenti di bambini di cui i rom sono accusati, quando alle dicerie non corrispondano denunce di scomparsa, nei Paesi di origine?

Può anche darsi, però, che la purga etnica faccia comodo alla maggior parte dei cittadini italiani: non erano forse le folle sterminate ad acclamare il nuovo mondo proposto da Hitler e dai suoi assassini?


I rom amano profondamente i loro bambini e i loro modelli educativi non prevedono l'uso delle punizioni corporali: “Tanti bambini, tanta gioia,” recita un adagio zingaro. La persecuzione istituzionale che li colpisce in Italia costringe tutti i componenti delle famiglie rom a tentare di sopravvivere anche con mezzi estremi e considerato che gli adulti sono ormai - a causa della campagna razziale – considerati alla stregua di demoni malvagi, solo i piccoli zingari riescono ad ispirare compassione nella cittadinanza e a raccogliere qualche spicciolo.

Si tratta di legittime istanze di sopravvivenza; nemmeno i furtarelli cui i rom sono a volte costretti dovrebbero essere perseguiti, perché la Costituzione sancisce che persino la ribellione alle autorità diventa lecita quando l'oppressione si fa intollerabile. Nella realtà, però, politici e autorità costruiscono i numeri della loro "efficienza" opprimendo a dismisura i rom.

I numeri parlano chiaro. In una città come Milano, nel 2007 sono state arrestate 3408 persone. Di queste – lo afferma la Prefettura – 530 sono donne e uomini rom. E' una cifra sproporzionata, se si considera che la percentuale rom della popolazione della capitale lombarda ammonta a meno dello 0,5 per cento.

La conclusione che se ne può trarre è una sola: o si crede che i rom siano una razza inferiore, composta da delinquenti incalliti oppure è in corso un'operazione criminale di pulizia etnica, quel "crimine contro l'umanità" di cui l'Italia dovrà rispondere al Cerd (Nazioni Unite) e alla Corte Penale Internazionale de L'Aja.

Coloro che non sono ancora ottenebrati dal pregiudizio antizigano non avranno difficoltà a ricostruire come vengano messe in atto le operazioni di polizia che portano all'incriminazione di tanti genitori rom e alla sottrazione dei loro bambini da parte delle Istituzioni. Qui di seguito, il più recente evento mediatico che vede quali "mostri" tre genitori zingari, a Rho, vicino a Milano.

MILANO: COSTRETTI A MENDICARE SI RIBELLANO, DENUNCIATI TRE NOMADI
Milano, 1 mar. - (Adnkronos) - Erano costretti dai loro genitori a chiedere l'elemosina, ma i piccoli schiavi si sono ribellati e, attraverso Telefono Azzurro, sono riusciti a denunciare i genitori.
E' quanto accaduto a Rho, alle porte di Milano. I militari hanno denunciato due uomini (R.M., 37 anni e M.Z., 43 anni) e una donna (S.S., 26 anni), tutti domiciliati nel campo nomadi di via Sesia, per induzione all'accattonaggio e inosservanza dell'obbligo di istruzione elementare dei minori. I carabinieri sono riusciti a documentare, anche con l'ausilio di telecamere, che i tre costringevano i rispettivi figli, di 12, 11 e 6 anni, con minacce e continue percosse a chiedere l'elemosina in varie parti della citta': parcheggi, centri commerciali e semafori.
A far scattare l'indagine la denuncia del dodicenne che, in forma anonima, aveva chiesto aiuto all'associazione Telefono Azzurro e aveva espresso il desiderio di tornare a scuola. I tre piccoli sono stati affidati a una struttura di accoglienza e presto potranno tornare tra i banchi. (Afe/Lr/Adnkronos)