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Venezia - Chiude il Padiglione Rom alla Biennale: il bilancio dell'iniziativa
Di Fabrizio (del 20/11/2007 @ 09:26:37, in media, visitato 1768 volte)

L'assessore Zanella: "Il comune ha sostenuto il progetto del Padiglione, a cui hanno partecipato davvero tantissimi giovani"

Oltre ventimila visitatori in cinque mesi: questo il risultato di "Paradiso perduto", il primo Padiglione Rom presente quest'anno alla Biennale di Venezia, realizzato grazie alla collaborazione dell'Osi - Open Society Institute di Budapest, del Comune di Venezia, della Biennale e di altri enti finanziatori internazionali. L'idea di allestire un Padiglione Rom nasce dalla duplice volontà di mostrare l'arte contemporanea Rom ad un ampio pubblico internazionale e di stimolare il dibattito sul ruolo della cultura Rom e sulla loro stessa identità nella società europea, proprio nel momento in cui si allargano ad est i confini dell'Unione Europea.

"Il Comune di Venezia" ha spiegato l'assessore comunale alla Produzione culturale Luana Zanella, intervenuta oggi alla cerimonia di chiusura del Padiglione "ha sostenuto il progetto del Padiglione, arricchendolo con la manifestazione collaterale "Si Rom!": una serie di feste, incontri e concerti iniziata il 16 settembre e conclusasi ieri, 15 novembre, con la festa-concerto "Electric Gipsy Night" a Parco San Giuliano, "a cui hanno partecipato davvero tantissimi giovani", come ha testimoniato l'assessore stessa, presente all'evento. Oggi Venezia, ha continuato Zanella, porta avanti la sua lunga tradizione di apertura e dialogo con popolazioni provenienti da luoghi piú o meno lontani, tra cui anche Rom e Sinti, come testimonia un documento del 1378, rinvenuto a Nauplia, in Grecia, in cui la Repubblica Serenissima conferma ai Rom i privilegi già garantiti loro dall'Impero bizantino. Nel ricordare l'impegno decennale dell'Amministrazione comunale nel cercare modalità di coesistenza con i Rom e i Sinti italiani presenti nel territorio, l'assessore ha espresso rammarico per la campagna negativa di cui sono fatti oggetto i Rom ultimamente, sottolineando come essa crei abissi laddove c'è bisogno di dialogo e vicinanza tra le persone. Proprio per questo Zanella ha concluso il suo intervento auspicando che al primo Padiglione Rom ne seguano altri in futuro, citando la disponibilità del Casinó di Venezia a collaborare in tal senso e, piú in generale, a sostenere iniziative legate ai nuovi paesi dell'Unione Europea.

La cerimonia di chiusura del Padiglione è stata accompagnata da un breve concerto eseguito da due violinisti, Andrea Boni e Lazos Sarközi, e da un suonatore di fisarmonica, Zoltan Ökrös, studenti dell'Accademia musicale "Ferenc Lizst" di Budapest, vincitori di una borsa di studio dell'Osi per la migliore iniziativa di musica Rom (red).