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Macedonia
Di Fabrizio (del 21/11/2007 @ 09:14:09, in musica e parole, visitato 2428 volte)

Da Macedonian_Roma

Nina Stoffers - Skopje - 14.11.2007 Sono le 5 del mattino. Un imam chiama alla preghiera. La sua voce attraverso gli altoparlanti. I cani iniziano a vagabondare ed il sole dorato si arrampica da dietro le colline di Shuto Orizari. Un anziano fuma e tossisce. Ci sono poche persone in giro a quest'ora. Le otto, Abraham si stropiccia gli occhi mentre sua sorella si alza per andare a lavoro. E' fortunata. Ha 19 anni e lavora come donna delle pulizie per una famiglia macedone.

A Shuto Orizari circa il 90% dei Rom sono disoccupati. Molti trovano lavoro nel settore informale, nel commercio e nell'industria delle costruzioni. Ma sono in pochi di fronte all'alto numero di disoccupati e a quanti lavorano nel mercato nero che caratterizza Shuto Orizari. Shutka,come è conosciuto questo sobborgo della capitale macedone Skopje, è il più grande insediamento Rom con 70.000 abitanti. Ci sono un sindaco Rom, due stazioni TV, scuole e due parlamentari Rom che siedono in Parlamento. Per una volta, i Rom qui non sono una minoranza.

Rom gangsta rap

Abraham e sua sorella vivono con i genitori e tre fratelli minori in due piccole stanze. Alle 11 Abraham si alza.Di fronte allo specchio si pettina e si mette le sue lenti a contatto blu.  Quindi va al computer e visto che è festa può dedicarsi al suo hobby: la musica. E' insolito a Shutka che qualcuno ascolti il "rap". Abraham  si autodefinisce un "gangsta rapper". Ha scritto e mixato da cinque anni. Non adopera i tipici strumenti rom come il clarinetto e il violino, ma il computer. Canta solo in inglese - non in romanes, così da poter essere ascoltato fuori da Shutka.

Nel centro, nella "strada della nuova vita", i commercianti ambulanti hanno esposto i loro banchi. Accanto ai pomodori, melanzane e meloni ci sono prodotti di imitazione in vendita a basso costo. Su banchi di vendita improvvisati, copie pirata di musica araba, bulgara e persino indiana. Ci sono macchine Daimler con targa straniera e rachitiche Lada. Ci sono 39° e l'aria luccica dal caldo e dalla polvere. Si sente il forte odore di carne bruciata e dei gas di scarico delle macchine.

Bus verso un altro mondo

Nel frattempo Abraham ha remixato le sue canzoni e predo l'autobus che di solito prende per andare a scuola. La strada collega due moschee che distano l'un l'altra meno di 300 metri. Le moschee sono quasi terminate e all'interno hanno i tappeti, mentre all'esterno i minareti sono quasi conclusi e gli altoparlanti chiamano i fedeli alla preghiera cinque volte al giorno. I richiamo sono in albanese ed in arabo, non in romanes. La situazione tra Rom e Albanesi è tesa. Abraham non vuole scendere da solo dall'autobus.

Nel contempo sta percorrendo un pacifico sobborgo ad est della città. Molti Albanesi vivono qui, non sono tanti come i Rom. Abraham sta per incontrare la coppia rom Ljatif e Fatime Demir, per chiedere loro quando potrà usare il loro studio musicale per registrare le sue canzoni. Nel 1998 hanno creato l'associazione culturale "Darhia" (Radici), che fornisce uno spazio creativo ai giovani rom. Una donna energica di circa 50 anni apre la porta con gesti di benvenuto. Fatime Demir spiega che c'è un'orchestra di mandolini molto popolare che attrae i bambini macedoni. Fatime sente che il suo lavoro aiuta a rafforzare i legami inter-etnici.

Stupido zingaro

I diritti delle minoranze e la discriminazione nella vita di ogni giorno sono i temi che Abraham rappa nelle sue canzoni. Particolarmente sul suo primo anno di scuola quando con altri ragazzi rom sedeva per lo più in fondo alla classe Quando faceva errori in macedone era rimproverato come "stupido zingaro". Se parlava bene il macedone, invece veniva chiamato gagio da Rom, la parola che loro usano per non-Rom. Attraverso la musica Abraham chiede riconoscimento e rispetto, ma lui è un'eccezione. La maggior parte dei gruppi etnici resta isolata nei propri spazi.

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This article was first published in the German journalist network N-ost