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Situazione Rom a Legnano e Busto Arsizio
Di Fabrizio (del 25/06/2007 @ 08:19:56, in Italia, visitato 2520 volte)

Ricevo da Tommaso Vitale

Rom: esseri umani o pacchi postali?

Siamo arrivai al limite del grottesco: Vitali mantiene la propria promessa elettorale e sgombera il campo abusivo in zona S. Paolo, tra gli applausi e le urla inferocite della gente accorsa in strada (scena davvero triste!).
Come sempre accaduto in questi tre anni (siamo al nono sgombero con abbattimento di baracchette incluso, per un costo complessivo stimato da alcuni in circa 150.000€!) dopo poche ore i Rom cercano di tornare. Ma questa volta la zona è presidiata. Inizia una lunga peregrinazione di 180 persone per la città, che li porta, tra l'altro, anche a sostare un pomeriggio intero in Piazza S. Magno, davanti al Comune.
Alla fine una loro delegazione viene ammessa a colloquio con il Sindaco, che riconferma la linea dura. A giudicare da quanto riportato dai giornali il colloquio si svolge in questi termini: "Qui non c'è più posto per voi. Quello che possiamo offrire sono i container vicino alla Grancasa (posti per 3-4 famiglie) e i biglietti per tornare i Romania".
Nulla di fatto, quindi, e la peregrinazione riprende... dove? Nei boschi al confine tra Legnano e Busto Arsizio. Risultato: Rom che per 3-4 giorni vengono sgombrati dalla Polizia Locale di Busto, fanno 100  m e  rientrano a Legnano. Al mattino vengono sgombrati dalla Polizia Locale di Legnano, fanno 100  m e rientrano a Busto... e così via!
...insomma, trattati come pacchi postali rispediti al mittente!
Di fronte a questa situazione allucinante, ancora una volta, noi di Insieme per Legnano abbiamo ribadito che la  questione non si risolve con gli slogan ("Tolleranza zero", "via i Rom da Legnano", ecc.), buoni per vincere le campagne elettorali ma non per sciogliere i problemi.
Abbiamo quindi ribadito la nostra volontà di collaborare con le forze istituzionali (Comune di Legnano e a questo punto Comuni limitrofi, Prefetture di Milano e Varese, Provincia) con le forze sociali (Caritas e altre associazioni impegnate per l'accoglienza degli stranieri) perchè, attraverso l'istituzione di un tavolo di confronto, si possa studiare e avviare un progetto che coniughi solidarietà (percorsi per l'inserimento sociale dei nuclei familiari Rom) e legalità (rispetto delle regole di convivenza civile, attraverso un patto che vincoli i beneficiari del progetto, per esempio, a rinunciare all'accattonaggio, a mandare regolarmente i figli a scuola, ecc.)
Per ora non abbiamo ottenuto risposta. Non appena possibile, porteremo questa richiesta, insieme a un nostro progetto, nelle sedi istituzionali opportune.
Se l'unica risposta che otterremo sarà ancora un secco no, chi lo avrà pronunciato se ne assumerà le responsabilità di fronte alla comunità Legnanese.

 

 

 

A chi fosse interessato, posso fornire articoli dei quotidiani locali sugli argomenti trattati sopra.

 

A presto,
Lorenzo Radice.  
 
Insieme per Legnano

 lorenzoradice@alice.it


 

Emergenza ROM: da Legnano all'Altomilanese
Legnano (19 giu 2007) Come promesso in campagna elettorale, il neo sindaco di Legnano Lorenzo Vitali prima di definire la giunta e di risolvere le piccole tensioni interne alla maggioranza, ha voluto prendersi carico dell'emergenza ROM. Promessa mantenuta: venerdì 15 giugno, ore 7.00, è iniziato l'ennesimo sgombero.

 
Dal 2004, quando i ROM presenti sul territorio di Legnano erano una ventina, sono stati eseguiti ben nove sgomberi, il penultimo lo scorso marzo, l'ultimo, appunto, venerdì scorso: per la cronaca 180 i ROM coinvolti, dislocati in 6 diversi campi nel rione San Paolo, tra la via Liguria ed il Cimitero Parco. Come oramai di consueto, i 50 uomini della polizia sono stati accompagnati da personale della Croce Rossa e della Caritas, premuroso di prendersi carico della prima assistenza ai nomadi: donne, anziani e bambini (il più piccolo di soli 15 giorni di vita) in particolare. In poche ore lo sgombero era terminato: baracche 
abbattute, terreni ripuliti e recintati, sentieri chiusi da cumuli di terra; dopo una rapida identificazione, in quanto tutti erano muniti di regolare passaporto, i ROM si sono diretti verso piazza S.Magno, improvvisando un corteo, pacifico, silenzioso, scandito solamente dalla fisarmonica del "capofila". Una delegazione di capifamiglia, con la presenza della mediatrice culturale Diana Pavlovic, di Nicoletta Bigatti e di Giuseppe Marazzini, è stata ricevuta dal sindaco Vitali e dal suo "ex" Cozzi. Nessun "dietro-front" da parte del primo cittadino, che ha dichiarato: "Il Comune pagherà il viaggio a tutti coloro che vorranno tornare in Romania. Una ventina di persone potranno essere accolte nei container di via Jucker, per gli altri qui non c'è posto. Quindi si fa come decido io - ha chiuso Vitali- se i Rom torneranno nei boschi, ci regoleremo di conseguenza".

 
Dal primo pomeriggio di venerdì è così iniziata la "diaspora" dei 180 Rom: 35 sono stati ospitati nei container di via Jucker (ma già ieri pomeriggio erano solo 7), qualche mamma con neonati in camere di albergo, gli altri si sono dileguati tra i campi e i boschi di Legnano, al confine con i territori di Busto Arsizio (Borsano) e Villa Cortese. Il primo campo è sorto in una radura tra via Novara e via per Villa Cortese, il secondo dall'altro lato di via Novara, all'interno del parco dell'AltoMilanese, al confine tra il territorio di Legnano e quello di Busto. Passano i giorni, i campi si moltiplicano e l'emergenza si allarga anche ad altri Comuni: questo il risultato, sicuramente prevedibile e scontato, di un ennesimo sgombero senza pensare ad un serio progetto alternativo per dare una soluzione definitiva e matura al problema.

 
Un progetto di sostegno per chi vuole integrarsi (uomini e donne che lavorano, bambini che vanno a scuola), un progetto rigoroso per punire e allontanare chi non rispetta la legalità e le leggi del nostro Paese e per garantire sicurezza ai cittadini. Un progetto che deve superare le divisioni politiche, che deve unire tutte le forze cittadine, quelle politiche e quelle della società civile (le stesse che fino a qualche settimana fa non si sono certo risparmiate in campagna elettorale), che deve coinvolgere i Comuni vicini, la Provincia di Milano e quella di Varese, i cittadini dei quartieri interessati, le forze dell'ordine e le associazioni di volontariato.

 
Nove sgomberi in tre anni hanno dimostrato che questo non è certamente il metodo per risolvere il problema, anzi, serve solo ad allontanarlo e a far finta di non vederlo: ora penso sia giunto il momento di cambiare rotta, per Legnano, per i suoi cittadini e per coloro che cercano una vita migliore nel nostro Paese!